Perfetti sconosciuti: amicizia, amori e tradimenti nell'era 2.0

La nostra recensione del nuovo, divertente film di Paolo Genovese con Giuseppe Battiston e Marco Giallini, che si aggiunge felicemente al filone dell' "invito a cena con resa dei conti".

Perfetti sconosciuti: amicizia, amori e...
Perfetti sconosciuti

2016 – Commedia
3.7 3.7

Negli ultimi tempi il cinema nostrano ha fatto registrare una strana tendenza: invitare a cena i migliori attori italiani presenti sulla piazza e costringerli a confrontarsi senza esclusione di colpi fino alla completa distruzione delle proprie certezze. Dopo I nostri ragazzi di Ivano De Matteo, Il nome del figlio di Francesca Archibugi e Dobbiamo parlare di Sergio Rubini è questa la volta di Paolo Genovese e dei suoi Perfetti sconosciuti.

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Perfetti sconosciuti: Marco Giallini, Anna Foglietta, Valerio Mastandrea, il regista Paolo Genovese, Kasia Smutniak, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo e Alba Rohrwacher in un'immagine promozionale del f

Protagoniste del suo film sono tre coppie e un single. La prima di cui facciamo conoscenza viene introdotta dalle note di I Will Survive di Gloria Gaynor ed è quella formata dagli innamoratissimi neosposi Bianca e Cosimo (Alba Rohrwacher e Edoardo Leo). I padroni di casa sono invece Rocco e Eva (Marco Giallini e Kasia Smutniak) che discutono animatamente della figlia adolescente vicina alla sua prima volta. A loro si aggiungono Lele e Carlotta (Valerio Mastandrea e Anna Foglietta), sposati da tanti anni mentre l'ultimo arrivato è Peppe (Giuseppe Battiston) che dovrebbe presentargli la sua nuova fidanzata ma che, a sorpresa, si presenta da solo. Nel corso della cena Eva suggerisce un gioco: tutti dovranno posizionare il cellulare al centro del tavolo, leggere gli SMS ricevuti ad alta voce e far ascoltare agli altri le proprie telefonate. Secondo lei solo in questo modo verrebbero a galla i segreti di ognuno di loro. Tra fraintendimenti e bugie il semplice passatempo si trasformerà di lì a breve in un vero gioco al massacro, che metterà a nudo i segreti di ognuno fino ad un finale inatteso.

Barbie, Ken e la malafemmina

Perfetti sconosciuti: Alba Rohrwacher, Edoardo Leo, Giuseppe Battiston, Marco Giallini e Valerio Mastandrea in una scena del film

"Io non voglio che finiamo come Barbie e Ken, tu rifatta e io senza palle", esclama ad un certo punto del film Marco Giallini a confronto con la moglie psicologa con il sogno di rifarsi le tette. E' una delle tante battute che caratterizzano un film che sceglie la misura all'eccesso, una risata amara ad una grassa. La regia, i toni e la gestione del ritmo accomunano molto Perfetti Sconosciuti a Una famiglia perfetta ma con il supporto di altri quattro abili sceneggiatori, Paolo Genovese realizza nel primo caso il suo film più riuscito. Il regista romano deve molto alle lezioni di Ettore Scola e Pupi Avati, al loro malinconico furore e alla straordinaria capacità di delineare ritratti famigliari credibilmente crudeli. Quei modelli, sia chiaro, rimangono irraggiungibili (il momento storico è sì diverso, ma lo sono soprattutto i talenti in campo). Contrariamente ai loro punti di riferimento gli sceneggiatori di nuova generazione non rinunciano a quei toni paternalistici che impediscono al film di compiere il definitivo salto di qualità. Omosessualità, triplici tradimenti, chirurgia plastica, psicanalisi: Perfetti Sconosciuti fa il pieno di "temi sociali" pregiudicando la seconda parte del film a causa di risvolti eccessivamente drammatici. Fortunatamente l'equilibrio iniziale viene ristabilito grazie ad un finale che rinuncia al sensazionalismo in virtù di un ricongiungimento con la triste realtà della vita.

Gruppo di amici in un interno

Perfetti sconosciuti: Kasia Smutniak e Anna Foglietta divertite in una scena del film, con in primo piano sulla sinistra Valerio Mastandrea

Gli attori protagonisti di Perfetti Sconosciuti si conoscono da una vita. E' forse per questo che la naturalezza è la cifra stilistica di un film con dialoghi e recitazioni perfettamente collaudate che giovano all'armonia generale della narrazione. Paolo Genovese responsabilizza i propri attori dimostrando nuovamente un'ottima capacità di direzione. Il parterre maschile è più in forma di quello femminile, basti sottolineare il talento mostruoso di un attore come Valerio Mastandrea capace ormai di destreggiarsi con scioltezza tra un genere e un altro apportando sempre un contributo imprescindibile. I sette amici e le loro vite si svelano e si disintegrano progressivamente davanti gli occhi dello spettatore fin quando perfino una carezza ribadisce la loro estraneità. La parabola, discutibilmente consolatoria, si conclude sulle note della colonna sonora Perfetti Sconosciuti di Fiorella Mannoia che chiosa "quando si ama non si perde mai".

Rosa Maiuccaro
Redattore
3.5 3.5
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