Parenthood: la seconda stagione arriva finalmente in Italia

Per tutti gli appassionati di family drama dal 13 novembre, sul canale Joi di Mediaset Premium, i nuovi esclusivi episodi di Parenthood, la splendida serie che ha per protagonisti Peter Krause e Laren Graham.

I Braverman, famiglia strana, complicata: calorosi, istintivi, un po' invadenti. Affettuosi, estroversi e caparbi, chi più, chi meno. Facile affezionarsi a loro, difficile quasi farne a meno. Perché le loro storie, emozionanti e vere come poche altre, toccano le corde dell'anima, riescono a commuoverci e coinvolgerci nelle disavventure e nelle gioie di tutti i giorni. Perché guardando Parenthood, anche noi ci sentiamo parte di quella grande e a volte stramba famiglia, proiettiamo su noi stessi i loro drammi ed esultiamo con loro a ogni traguardo raggiunto.
Li avevamo lasciati, al termine della prima stagione, in bilico tra gioie e dolori, a barcamenarsi tra i problemi dei più piccoli, adolescenti turbolenti e un po' scapestrati, e quelli dei più grandi, donne e uomini spesso in conflitto con la vita e i problemi che questa gli pone davanti.
Tratta dall'omonimo film diretto da Ron Howard nel 1989, la serie nasce da un'idea di Jason Katims (Roswell, Boston Public, Friday Night Lights) e come punti di forza vanta un cast eccellente (Peter Krause, Lauren Graham, Craig T. Nelson, per citarne alcuni) e una sceneggiatura ben strutturata ed estremamente curata, una fortunata scelta autoriale che rende il telefilm una delle migliori prime time novel degli ultimi anni.


Si sente poco parlare di Parenthood, troppo poco, soprattutto in Italia, nonostante il discreto successo riscontrato negli States, dove ogni episodio, trasmesso dalla NBC, è seguito da circa 6 milioni di spettatori ogni settimana. E allo stesso tempo, non è semplice parlare di questa serie, poiché si rischia di cadere nella retorica, di risultare banali e di non rendergli affatto giustizia. Non è il classico family drama cui siamo abituati, non è incline al semplice trionfo dei buoni sentimenti dai risvolti disneyani, ma anzi, con il giusto occhio critico e una minuziosa osservazione della società contemporanea, affronta tematiche complesse e allo stesso tempo comuni, senza scadere mai nella banalità. E certo i Braverman non saranno gli strampalati Gallagher di Shameless, ma riescono comunque a far ridere quando ce n'è bisogno e a commuovere senza mai oltrepassare il limite.
Se la prima stagione era servita più che altro a scattare una fotografia d'insieme, la seconda è utile invece a scavare più a fondo in ogni singolo, a mettere in evidenza i difetti e i pregi dei protagonisti, le loro fragilità, i loro punti deboli.
Al centro della maggior parte delle storyline, ancora una volta, il maggiore dei quattro fratelli, Adam (Peter Krause), il più coscienzioso, il più concreto, quello meno incline a commettere errori. Eppure è proprio lui, ora, quello più in crisi, costretto a badare ai problemi di tutti, sempre attento a non far gravare i suoi di problemi, sulle spalle degli altri, perché Adam non chiede aiuto, Adam risolve tutto da sé, sempre. Un carattere forte, un cuore grande e un'infinita pazienza, fanno di lui il vero "capofamiglia", nonostante la figura autoritaria e forte di suo padre Zeek (Craig T. Nelson ). In costante conflitto con il figlio Max (Max Burkholder) affetto dalla sindrome di Asperger e con la primogenita Haddie (Sarah Ramos), alle prese con i classici problemi dei teenager, tra problemi amorosi e porte sbattute in faccia a ogni litigio, Adam può contare però sul valido aiuto della moglie Cristina (Monica Potter), nei piccoli problemi quotidiani che metteranno a dura prova la stabilità della loro famiglia, soprattutto a metà stagione, a partire dall'episodio 11, Damage Control, che li vedrà coinvolti in una decisione sofferta e difficile.

Ben avvezza ai problemi degli adolescenti in crisi, anche la secondogenita dei Braverman, Sarah (la Graham): una trentaseienne con poca autostima, madre single di due teenager, Amber (Mae Whitman) e Drew (Miles Heizer), donna fragile ed emotiva, perennemente insicura ma estremamente estroversa, è abituata a cavarsela da sola in ogni situazione e incline a nascondere le proprie emozioni e paure per non allarmare le persone a lei care. Questa stagione la vede protagonista più di altri, poiché rappresenta un importante momento di transizione nella sua vita, una fase di passaggio necessaria per lei, per andare avanti e non restare ancorata ai suoi fallimenti e al suo passato. Molti ostacoli per Sarah, a livello professionale, personale, familiare: due figli da crescere da sola, le difficoltà al lavoro, il ritorno improvviso e inaspettato dell'ex marito (in Just Go Home), una chance concreta per realizzare uno dei suoi più grandi sogni. Ancora una volta Sarah sarà messa a dura prova, e anche se ogni tanto verrà a mancarle la forza, troverà sempre un modo per riemergere a testa alta da situazioni spiacevoli e ostiche. Al suo fianco nei momenti critici, la sorella Julia (Erika Christensen), avvocato brillante, madre incompresa. Forte del suo rapporto col marito Joel (Sam Jaeger), Julia sta però attraversando un periodo critico della sua vita, incapace di instaurare un legame solido con la figlia Sydney (Savannah Paige Rae), che trascura per gli incessanti impegni di lavoro e la triste scoperta di non poter più avere figli (in Taking the Leap), notizia che la turberà notevolmente, distruggendo in mille pezzi il suo sogno di costruire con Joel una famiglia felice e numerosa.
Ultimo, ma non per questo meno importante, Crosby (Dax Shepard), il quarto dei fratelli, la pecora nera, l'anima rock della famiglia Braverman, quello che in sostanza "canta fuori dal coro". Impossibile non affezionarsi a lui, impossibile non perdonargli qualsiasi errore. Inevitabile fare il tifo per lui, a ogni battaglia persa, a ogni caduta. Perché sì, Crosby sbaglia, forse insieme a Sarah, è quello che sbaglia più di tutti in questa grande famiglia, ma è anche l'unico che riesce a farsi un esame di coscienza all'occorrenza, l'unico capace di chiedere "scusa", umilmente, con il cuore. È il personaggio dalle mille sfaccettature, quello che fa due passi avanti per poi farne cinque indietro, lo stesso che con fatica riesce a conquistare la donna che ama, Jasmine (Joy Bryant), per poi disintegrare il loro rapporto a causa di una scappatella di poco conto (Amazing Andy and His Wonderful World of Bugs). Crosby delude tutti, anche se stesso, ma non si arrende mai, e cerca sempre il modo di salvare la situazione, anche se è inutile provarci, anche se è troppo tardi. Lui ci prova, e spesso ci riesce, ed è per questo che non si può non parteggiare per lui.
Negli States Parenthood è giunto ormai a metà terza stagione, qui in Italia invece, potremmo assistere alla season première della seconda, dal titolo Un nuovo lavoro, domenica 13 novembre su Joi. Segnate la data sul calendario, e non perdete l'appuntamento: una volta entrati in casa Braverman, non vorrete più uscirne.