Oscar 2016: 10 cose che (forse) non sapete sui candidati di quest'anno

I record di Jennifer Lawrence e di Morricone, la possibile doppietta di Redmayne e il traguardo di Stallone. Scopriamo alcune curiosità su alcuni dei candidati agli Oscar 2016!

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A rendere più magico un evento come la Notte degli Oscar, non sono tanto gli abiti delle dive o l'attesa di sapere chi vincerà una statuetta o quale film sarà effettivamente considerato il migliore, ma quelle piccole coincidenze di cui si parla poco, e che sembrano unire i destini di un attore ad un altro, oppure certi numeri che segnano un record particolare nella carriera di un attore o di un regista, e che nel loro insieme somigliano ad una fortunata costellazione di astri che brilla sul loro nome.

Oscar 2016: tutti i premi! Vincono DiCaprio, Spotlight e Morricone

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Senza prenderci troppo sul serio, diamo uno sguardo alle piccole curiosità che riguardano i principali candidati all'88esima edizione degli Academy Awards, dalle dive come Jennifer Lawrence e Kate Winslet alle personalità come Ennio Morricone e Steven Spielberg, ma anche attori apparentemente distanti come Tom Hanks, Eddie Redmayne e Sylvester Stallone e Paul Newman.

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1 - Jennifer Lawrence, giovane diva da record

Joy: un primo piano di Jennifer Lawrence

A 25 anni, Jennifer Lawrence è la più giovane interprete ad aver ottenuto quattro candidature: prima di essere nominata come miglior attrice protagonista per Joy, infatti, Jennifer era già stata candidata per Un gelido inverno, American Hustle e Il lato positivo, per il quale poi ha vinto la statuetta, tre anni fa. Tre di queste pellicole, inclusa quella per la quale è candidata quest'anno, sono dirette da David O. Russell, a cui piace tornare a lavorare con attori con i quali si è trovato bene, come Bradley Cooper o Robert De Niro. Tra le attrici candidate agli Oscar inoltre, Jennifer è anche la più pagata secondo il magazine Forbes infatti, tra film e campagne pubblicitarie prestigiose, nel giro di un anno ha guadagnato più di 50 milioni di dollari, mentre le sue colleghe candidate non sono arrivate neanche a 6 milioni di dollari. Forse dovrebbero alzare anche loro la voce, come ha fatto Jennifer nei mesi scorsi, quando si è lamentata del fatto il divario tra i compensi di attori e attrici era inaccettabile.

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2 - Le tre "gioie"

A proposito di Joy, non è un nome molto popolare negli States, ma se decidete di girare un film, chiamate così uno dei personaggi, perché potrebbe portarvi fortuna. Ben tre pellicole che hanno un personaggio che si chiama Joy, sono candidate quest'anno: oltre al film con la Lawrence, c'è anche Inside Out e Room, con il personaggio interpretato da Brie Larson, anche lei candidata come miglior attrice. E se Jennifer e Brie non vinceranno e neanche Inside Out porterà a casa l'ambita statuetta, sarà il caso di rilanciare il sempre valido hashtag maccheronico #NeverAJoy

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Joy Oscar

3 - Stallone e il primato sulla "distanza"

Creed - Nato per combattere: Sylvester Stallone e Michael B. Jordan in una scena del film

La star di Rocky, grazie alla nomination ricevuta per Creed, mette invece a segno un altro record: quello dell'attore che ha dovuto aspettare più tempo per essere candidato nuovamente, dopo la prima volta e nel caso di Sylvester Stallone, la seconda candidatura è arrivata con l'interpretazione dello stesso personaggio che gli aveva portato fortuna nel 1976, l'iconico pugile Rocky Balboa! Ad oggi, questo primato apparteneva a Paul Newman e alle due candidature ricevute per Lo spaccone e Il colore dei soldi, rispettivamente nel '61 e nell'86 con il ruolo di Eddie Felson.

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Sylvester Stallone e Michael B. Jordan nello spinoff di Rocky, Creed

4 - Eddie Redmayne e la possibile "doppietta" alla Tom Hanks

The Danish Girl: un'immagine del film di Tom Hooper con Eddie Redmayne che si guarda allo specchio

Se Stallone ha dovuto pazientare per una seconda nomination - e un rilancio inaspettato della sua persona - Eddie Redmayne punta seriamente al secondo Oscar consecutivo dopo La Teoria del Tutto, con il ruolo della transessuale Lili Elbe in The Danish Girl. Se domenica notte soffierà la statuetta a DiCaprio - come molti auspicano, stregati dalla trasformazione strabiliante dell'attore inglese - avrà realizzato la stessa doppietta che mise a segno Tom Hanks con gli Oscar consecutivi vinti per Philadelphia e Forrest Gump. Se ci pensate, fa un po' sorridere che Hanks abbia vinto con il ruolo di un uomo dall'intelligenza limitata, ma in grado di correre a perdifiato mentre lo Stephen Hawking di Redmayne è costretto su una sedia a rotelle, ma per la sua mente brillante l'Universo non ha segreti. I personaggi di Philadelphia e The Danish Girl invece, pur vivendo drammi differenti, sono protagonisti di storie nelle quali la comunità LGBT è riuscita a ritrovarsi.

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5 - Una cospicua percentuale di vincenti (e un obiettivo ambizioso per la Winslet)

The Dressmaker: Kate Winslet in una scena del film

Oltre a Redmayne, quest'anno altri cinque attori candidati (su venti) hanno già vinto un Oscar: Christian Bale, Jennifer Lawrence, Kate Winslet, Cate Blanchett e Matt Damon (che però ha vinto in qualità di sceneggiatore per Will Hunting - Genio ribelle insieme a Ben Affleck). I fan e le famiglie dei suddetti candidati tiferanno per un'altra vittoria, ma in realtà Joe, il figlio della Winslet, ha un obiettivo più ambizioso per la mamma: ottenere l'EGOT, che si completa vincendo Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award. Considerato che a Kate manca solo il Tony... il palcoscenico l'aspetta, ma non è quello del Kodak Theatre.

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6 - Spielberg, più ringraziamenti o nomination?

Steven SPielberg e Tom Hanks sul set de Il ponte delle spie

Se James Cameron si vide soffiare l'Oscar sotto il naso dalla sua ex-moglie Kathryn Bigelow, Steven Spielberg con Il ponte delle spie ha scippato un record alla sua ex-compagna Kathleen Kennedy, quello di produttore nominato più volte. E di tutti i film per i quali è stato candidato come produttore - fatta eccezione per Lettere da Iwo Jima di Eastwood - è stato anche regista. Accanto a questo primato, però, Spielberg ne vanta uno più ufficioso e bizzarro: il suo nome infatti viene citato spessissimo nei discorsi di ringraziamento, persino più di Dio (il quale a sua volta, sarà stato tirato in ballo parecchie volte, quando le cose sul set non filavano lisce, ne siamo certi).

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7 - #OscarSoSpicy

Emmanuel Lubezki con l'Oscar

Per il suo lavoro sulla fotografia di Revenant - Redivivo - Emmanuel Lubezki ha ricevuto la terza candidatura consecutiva, se vincerà anche quest'anno - dopo aver vinto già le precedenti due statuette - il record per il maggior numero di vittorie nella sua categoria gli spetterà di diritto. E sarebbe anche il giusto riconoscimento per un lavoro quasi impossibile, considerate le condizioni in cui è stato girato il film di Inarritu.

Anche per il regista messicano potrebbe essere la seconda vittoria consecutiva dopo la statuetta vinta per Birdman, una doppietta finora riuscita soltanto a John Ford (Furore e Com'era verde la mia valle) e Joseph L. Mankiewicz (Lettera a tre mogli e Eva contro Eva).
Dovesse vincere davvero Iñárritu sarebbe addirittura il terzo Oscar consecutivo ad un regista messicano e la sesta volta consecutiva che il premio come Miglior Regista va ad un non-americano, dopo l'inglese Tom Hooper, il francese Michel Hazanavicius, il taiwanese Ang Lee, il messicano Alfonso Cuarón e ovviamente lo stesso Iñárritu.

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The Revenant

8 - John Williams e la cinquantesima candidatura

Star Wars: Episodio VII - Il Risveglio della Forza - Il regista J.J. Abrams e il suo team in una foto di Vanity Fair

Chissà cosa si prova a ricevere per la cinquantesima volta una candidatura agli Oscar? Anche se il maestro John Williams - autore di score leggendari, tra cui quello di Guerre stellari - ha vinto cinque statuette, viene da chiedersi se ormai sia abituato alle nomination che gli arrivano come le bollette della luce, o se invece riesca ancora a provare quel brivido di eccitazione che sicuramente pervade ogni candidato che si rispetti.

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9 - Morricone, per un pugno di nomination

Kurt Russell, Tarantino e Morricone presentano The Hateful Eight a Roma

Anche se il nostro Ennio Morricone non arriva ai numeri del collega John Williams, con la sua candidatura per lo score di The Hateful Eight di Quentin Tarantino ha messo a segno un piccolo record. All'età di 87 anni, il Maestro è stato nominato sei volte nell'arco della sua carriera, e anche se non ha mai vinto, è il candidato più anziano.

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10 - Gleeson, il "presenzialista"

Ex Machina: Domhnall Gleeson nei panni di Caleb in un'immagine del film

Peccato che nessuno dei personaggi interpretati Domhnall Gleeson negli ultimi mesi si chiami Joy, perché almeno così avrebbe avuto una chance di essere candidato. E invece l'attore irlandese appare in ben quattro film nominati agli Oscar - Star Wars: Il risveglio della forza, Ex Machina, Revenant - Redivivo e Brooklyn - ma non ha neppure una piccola candidatura da sfoggiare o per permettersi di sognare di salire su quel palco.
Per una volta, quindi, c'è chi sta anche peggio di Leonardo DiCaprio, che appare sì in due film - oltre a Revenant, anche Room visto che la sua faccia è su uno dei poster che Brie Larson ha appeso alle pareti - ma con la candidatura per il film di Iñárritu una possibilità di vincere ce l'ha... forse.

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