Oscar 2015: le previsioni per le categorie principali

Dopo i nostri pronostici per le categorie tecniche, vi proponiamo ora anche le previsioni per le categorie di maggior prestigio all'interno delle quali, domenica notte, si consumerà la sfida per gli Oscar: eccovi dunque frontrunner e sfidanti, a partire dal duello all'ultimo voto fra Birdman e Boyhood.

Ci siamo quasi: il 22 febbraio, al Dolby Theatre di Los Angeles, a partire dalle 2.30 (ora italiana) della notte fra domenica e lunedì verranno consegnate le statuette per la 87esima edizione degli Oscar. È giunto dunque il momento di proporvi le nostre ultime previsioni sui probabili vincitori della "notte delle stelle", dopo i precedenti pronostici sulle categorie tecniche.

Oscar 2015 - foto di gruppo al 'nominee luncheon'

Benché molto spesso i precursors contribuiscano a determinare dei frontrunner pressoché imbattibili per gli Academy Award, quest'anno la situazione appare assai più combattuta: nelle categorie principali, infatti, molte sfide sono ancora apertissime, e la cerimonia degli Oscar 2015, presentata dall'attore Neil Patrick Harris, dovrebbe regalarci notevoli dosi di suspense. Andiamo dunque ad analizzare la corsa all'Oscar nel dettaglio, in ogni singola categoria...

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Le previsioni sulle categorie tecniche

Miglior Documentario

In questa cinquina, tutti gli occhi sono puntati su Citizenfour, clamoroso film-intervista ad Edward Snowden, diretto dalla regista Laura Poitras e accolto da un vasto successo di critica e di pubblico. Citizenfour sembra avere l'Oscar già in tasca e gode di un notevole vantaggio sul presunto sfidante, Virunga, documentario ambientato all'interno dell'omonimo parco nazionale in Congo. Pochissime chance per gli altri candidati, Last Days in Vietnam e ben due opere dedicate al mondo della fotografia: Alla ricerca di Vivian Maier e Il sale della terra, per la regia del maestro Wim Wenders.

Pronostico: Citizenfour (runner-up: Virunga)

Miglior Film d'Animazione

Dragon Trainer 2: Hiccup allena i suoi draghi in una scena del film

Dopo aver suscitato stupore e indignazione per l'esclusione, totalmente inaspettata, del presunto frontrunner The Lego Movie, l'Academy dovrebbe ora puntare, come miglior film d'animazione, su Dragon Trainer 2, sequel molto apprezzato di un film già candidato a suo tempo all'Oscar. Il principale rivale del cartoon targato DreamWorks è il più recente successo della Disney, Big Hero 6, che potrebbe strappare la statuetta al simpatico drago Sdentato. Chance di gran lunga inferiori per i film non americani (e spesso più sofisticati), caratterizzati da un'animazione molto diversa rispetto ai gusti dell'Academy, incluso l'applauditissimo lavoro dello Studio Ghibli, La storia della Principessa Splendente di Isao Takahata.

Pronostico: Dragon Trainer 2 (runner-up: Big Hero 6)

Miglior Film Straniero

Ida: Dawid Ogrodnik e Agata Trzebuchowska ballano in una scena

Una corsa a due, almeno in apparenza, quella per l'Oscar al miglior film straniero, con un serrato testa a testa fra la Polonia e la Russia. Ida, l'acclamato dramma intimista di Pawel Pawlikowski sul percorso interiore di una giovane novizia, avrebbe potuto "chiudere la pratica" ai Golden Globe, se non fosse stato battuto da Leviathan di Andrei Zvyagintsev, racconto a sfondo sociale che si propone anche come caustica metafora della Russia contemporanea. Il duello fra Ida e Leviathan dovrebbe essere davvero serrato, ma noi puntiamo sul magnifico Ida per la vittoria finale. Qualora però, come spesso è accaduto in questa categoria, dalla busta dell'Academy dovesse saltar fuori il titolo di un "terzo incomodo", occhio a Storie pazzesche, la black comedy argentina di Damián Szifrón, che potrebbe conquistare i giurati con la sua ironia dissacrante e nerissima.

Pronostico: Ida (runner-up: Leviathan)

Miglior Sceneggiatura Originale

Una categoria cruciale per l'andamento della notte degli Oscar, e dall'esito tutt'altro che scontato: il premio per la miglior sceneggiatura originale vede in lizza infatti due fra i titoli più apprezzati dell'annata, ovvero Birdman e Grand Budapest Hotel. Lo script di Birdman, firmato a otto mani da Alejandro González Iñárritu con tre co-sceneggiatori, è stato ricompensato con il Golden Globe e il Critics Choice Award, e dovrebbe aggiudicarsi l'Oscar anche in virtù dell'ondata di consensi in favore del film. Wes Anderson, tuttavia, è uno dei cineasti più ammirati del panorama contemporaneo, e il brillante copione di Grand Budapest Hotel gli ha già fatto conquistare il Writers Guild Award e il BAFTA Award: che Anderson possa strappare la statuetta a Birdman? Qualora si verificasse questa seconda ipotesi, sarebbe un indizio che il film di Iñárritu non è così popolare quanto si pensa e potrebbe finire per perdere la sfida anche in tutte le altre categorie di peso. A nostro avviso, comunque, l'Oscar andrà probabilmente a Birdman, con Grand Budapest Hotel al secondo posto nelle preferenze dei giurati e Boyhood terzo a netta distanza (anche per la sua costruzione narrativa più 'aperta' e sperimentale).

Michael Keaton in una scena di Birdman con Edward Norton

Pronostico: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris Jr. e Armando Bo per Birdman (runner-up: Wes Anderson per Grand Budapest Hotel)

Miglior Sceneggiatura Adattata

The Imitation Game: Benedict Cumberbatch in un primo piano tratto dal film nei panni di Alan Turing

Nonostante la pioggia di candidature, questa sembra in realtà la sola categoria in cui The Imitation Game abbia serie possibilità di vittoria: la sceneggiatura di Graham Moore, ricompensata anche con il Writers Guild Award, dovrebbe infatti costituire il riconoscimento dell'Academy per uno dei film più amati della stagione, nonché un sorprendente successo al box office. Un esito assai probabile, ma in fondo non del tutto scontato: la concorrenza per l'Oscar alla miglior sceneggiatura adattata, infatti, è agguerritissima, a partire da Whiplash, spostato dall'Academy fra gli script non originali in quanto basato sull'omonimo cortometraggio. E qualora i giurati fossero davvero innamorati di Whiplash, potrebbero scegliere di premiare a sorpresa il suo autore Damien Chazelle per la sceneggiatura del film. Discrete chance anche per Anthony McCarten, che grazie a La teoria del tutto ha sfilato il BAFTA Award dalle mani di Moore, a dispetto dei pronostici, ma per l'Oscar noi continuiamo a puntare su The Imitation Game (rimpiangendo l'inspiegabile assenza de L'amore bugiardo - Gone Girl).

Pronostico: Graham Moore per The Imitation Game (runner-up: Damien Chazelle per Whiplash)

Miglior Attrice Non Protagonista

Boyhood: Patricia Arquette in un'immagine del film

Non c'è proprio spazio per la suspense, in questo caso: Patricia Arquette ha vinto tutti i trofei che era possibile vincere quest'anno, non lasciando praticamente nulla per alcun'altra candidata, e la sua nomination rappresenta l'unico Oscar praticamente sicuro al cento percento per Boyhood. La sua interpretazione di una madre single nel corso di dodici anni di riprese dovrebbe riscuotere un plebiscito, non lasciando speranze alla sua diretta inseguitrice, la Emma Stone di Birdman, che ha trascorso l'intera awards season in un perenne secondo posto. Nessuna chance neppure per Keira Knightley, Laura Dern, né tantomeno per l'inossidabile Meryl Streep.

Pronostico: Patricia Arquette per Boyhood (runner-up: Emma Stone per Birdman)

Miglior Attore Non Protagonista

Discorso pressoché identico per l'Oscar al miglior attore supporter, con J.K. Simmons che ha già prenotato la statuetta con mesi di anticipo grazie al suo ritratto di uno spietato direttore d'orchesta in Whiplash. Edward Norton, considerato uno dei papabili vincitori, all'inizio della awards season, per la sua ottima performance in Birdman, ha dovuto accontentarsi di rimanere a guardare, così come gli altri componenti della cinquina, ovvero Ethan Hawke, Mark Ruffalo e il veterano Robert Duvall.

Whiplash: J.K. Simmons nei panni dell'insegnante di musica in una scena del film

Pronostico: J.K. Simmons per Whiplash (runner-up: Edward Norton per Birdman)

Miglior Attrice

Still Alice: Juliann Moore in una scena

Un altro Oscar ampiamente ipotecato, e pronto a finire nelle meritevoli mani della splendida Julianne Moore: alla quinta nomination della sua carriera, e a tredici anni di distanza dalla sua doppia candidatura nel 2003, la "rossa di Hollywood" è finalmente in procinto di essere incoronata miglior attrice dall'Academy grazie alla sua prova da brivido nel commovente Still Alice, nella parte di una donna vittima dell'Alzheimer. Non hanno speranze di arginare la Moore né la Reese Witherspoon di Wild, né tantomeno la tenebrosa Rosamund Pike de L'amore bugiardo, così come Felicity Jones per La teoria del tutto e Marion Cotillard per Due giorni, una notte.

Pronostico: Julianne Moore per Still Alice (runner-up: Reese Witherspoon per Wild)

Miglior Attore

Eddie Redmayne in una scena de 'La Teoria del Tutto'

Fra le quattro categorie riservate alle interpretazioni, quella per il miglior attore è l'unica in cui la gara è ancora aperta, con due candidati impegnati in una sfida serratissima. Il redivivo Michael Keaton, trascinato dai consensi per Birdman in un ruolo dagli echi autobiografici, ha conquistato il Golden Globe e il Critics Choice Award, ma il giovane Eddie Redmayne, grazie al suo struggente ritratto dello scienziato Stephen Hawking ne La teoria del tutto, si è aggiudicato il Golden Globe, il BAFTA Award e soprattutto lo Screen Actors Guild Award, dimostrando così di godere di un sostegno talmente vasto che dovrebbe essergli sufficiente per portare a casa l'Oscar come miglior attore. Il dubbio, in ogni caso, si esaurirà solo all'apertura della busta (e il fattore sentimentale potrebbe favorire Keaton), ma il nostro pronostico, così com'è stato fin dall'inizio della awards season, dà Redmayne vincente. Saranno semplici spettatori gli altri tre candidati, ovvero Benedict Cumberbatch per The Imitation Game, Bradley Cooper per American Sniper e Steve Carell per Foxcatcher - Una storia americana.

Pronostico: Eddie Redmayne per La teoria del tutto (runner-up: Michael Keaton per Birdman)

Miglior Regista

Birdman: Alejandro González Iñárritu con il premio del DGA

Fino a pochi giorni fa, forte della vittoria del Golden Globe e del Critics Choice Award (e in procinto di ricevere pure il BAFTA Award), Richard Linklater era considerato l'indiscutibile frontrunner per l'Oscar alla miglior regia grazie a Boyhood; poi, però, è arrivato il responso del sindacato dei registi, e il Directors Guild Award è stato assegnato al suo principale concorrente, Alejandro González Iñárritu, meritevole di aver costruito un lunghissimo ed avvincente piano sequenza in un film, Birdman, in cui la regia è uno dei più evidenti elementi di forza. Il Directors Guild Award è da sempre un indicatore importantissimo per l'Oscar: in cinquantotto casi su sessantasei le rispettive giurie hanno selezionato gli stessi vincitori, una percentuale altissima. Sull'onda dei consensi per Birdman, Iñárritu si prospetta insomma come il grande favorito per la statuetta alla miglior regia; e benché non si possa escludere del tutto una rimonta da parte di Linklater, aspettiamoci di veder premiato un altro regista messicano per il secondo anno consecutivo. Praticamente fuori gara invece Wes Anderson per Grand Budapest Hotel, Morten Tyldum per The Imitation Game e Bennett Miller per Foxcatcher.

Pronostico: Alejandro González Iñárritu per Birdman (runner-up: Richard Linklater per Boyhood)

Miglior Film

Boyhood: Patricia Arquette insieme a Ethan Hawke e Richard Linklater sul set

Raramente, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una sfida altrettanto combattuta per l'Oscar al miglior film come quella che si sta consumando in queste ore fra Birdman e Boyhood, due opere a loro modo decisamente originali che hanno spaccato le giurie di tutto il mondo in due fazioni opposte. Ai Golden Globe, ai Critics Choice Award e ai BAFTA Award Boyhood ha stravinto su tutta la linea, ma ai Producers Guild Award e ai Directors Guild Award, al contrario, è stato Birdman ad imporsi sul rivale, strappandogli lo status di frontrunner nella corsa per il miglior film. In una gara che, con tutta probabilità, si risolverà per un margine assai ristretto di voti, proviamo ad analizzare i fattori in favore dell'uno o dell'altro candidato. Boyhood, oltre ad aver suscitato uno straordinario ed unanime consenso fra i critici, è riuscito a colpire l'immaginario collettivo per le modalità assolutamente uniche della sua realizzazione, testimonianza fra l'altro dell'ammirevole e costante dedizione di Linklater e soci a questo progetto.

Birdman il cast del film alla Mostra del Cinema di Venezia 2014

La storia di Mason Evans Jr. e della sua famiglia possiede un'immediata capacità di empatia, risultando in grado di far riflettere sul ruolo di genitore così come su quello di figlio, sulle difficoltà dell'adolescenza come su quelle dell'età adulta. Boyhood, in sostanza, è un'opera che ha saputo farsi amare da tutti o quasi, e questo è un fattore da tenere in considerazione per una categoria in cui non conta soltanto la singola preferenza di ciascun giurato, ma anche il posizionamento dei vari candidati nelle singole classifiche (per il miglior film, l'Academy richiede infatti di elencare tutti i nominati in ordine di gradimento). L'appeal di Birdman, invece, si basa prevalentemente sulle qualità tecniche della messa in scena (motivo per cui Iñárritu è favorito per l'Oscar alla regia) e sull'apporto del cast, nonché sul suo carattere di "metafilm" in grado di parlare di teatro e di cinema ad un pubblico di addetti ai lavori, con un inevitabile effetto di identificazione e di coinvolgimento. Lo "zoccolo duro" di sostenitori di Birdman è già stato testato dalle votazioni delle varie guild, e attualmente la pellicola di Iñárritu appare come il film di battere.

Boyhood: una bella immagine di Ellar Salmon

Nella fase finale della cerimonia degli Oscar, Boyhood dovrebbe essersi già aggiudicato due statuette: miglior attrice supporter e miglior montaggio. Nell'imprevedibile caso in cui il premio per la miglior regia dovesse andare a Linklater, allora sarebbe un indizio evidente che Boyhood sia destinato a trionfare anche come miglior film. Più incerta la situazione per Birdman: nel peggiore dei casi, la commedia di Iñárritu avrà dovuto accontentarsi dell'Oscar alla fotografia; nel migliore dei casi avrà ottenuto anche i premi per miglior regia e miglior sceneggiatura originale (e forse pure quello per Michael Keaton). Ma benché Iñárritu abbia più chance di assicurarsi l'Oscar alla regia, non è affatto da escludere un ennesimo split fra le due categorie principali: anzi, molti giurati potrebbero ritenerla una buona soluzione per ricompensare entrambe le opere, come avvenuto l'anno scorso con 12 anni schiavo e Gravity. Insomma, la nostra sensazione (influenzata magari da ragioni di "tifo"), e insieme la nostra speranza, è che alla fine Boyhood riuscirà a spuntarla e a portarsi a casa la statuetta come miglior film dell'anno, a definitiva consacrazione di un nuovo, imprescindibile capitolo di storia del cinema.

Pronostico: Boyhood (runner-up: Birdman)

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