Oceania

2016, Animazione

Oceania, la storia di una “principessa Disney” che guida il suo popolo

Un altro classico, un'altra "principessa", per il film di questo Natale Disney che ci porta in un luogo esotico per seguire le avventure di una Vaiana forte e moderna.

Oceania: un'immagine del film Disney

È nota come Classici Disney quella serie di film che da Biancaneve e i sette nani si distende fino ai giorni nostri, per comporre un catalogo variegato che racconta favole di ogni genere e che negli ultimi anni sta provando a perseguire con continuità anche un approccio più moderno e una ricerca di originalità. Lo dimostrano gli ultimi progetti, all'insegna di un'alternanza ormai consolidata ma non rigida, che ci ha portato Ralph Spaccatutto e Big Hero 6 prima e dopo il classico fiabesco Frozen - Il regno di ghiaccio, Zootropolis a seguire per un'incursione nel poliziesco antropomorfo, e infine Oceania, film numero 56 di questa lunga tradizione inaugurata nel 1937 da Walt Disney in persona.

Oceania arriva in Italia per Natale 2016 e fa riemergere la polemica di un annetto fa riguardo il cambio di titolo (e nome della protagonista) dall'originale Moana. Un cambio di cui noi eravamo certi sin dal primo annuncio, perché parliamoci chiaro: quel nome da noi ha un'accezione ben definita che poco si adatta ad un prodotto che ha come pubblico d'elezione quello dei più giovani, che oggi sono per lo più liberi di accedere a un computer, ad internet, a Google, per cercare keyword "pericolose" come moana streaming o moana film. Ma lasciamoci alle spalle questa controversia fatta riemergere dalla stampa americana, che sembra essersi accorta della variazione solo ora, e concentriamoci sul film, sulle fresche e colorate avventura di un'eroina che continua l'evoluzione verso la modernità di quelle giovani donne che rientrano nella categoria di principesse Disney.

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In mezzo al mar

Oceania: una scena suggestiva del film

Chiunque conosca il mare, sa quanto può essere pericoloso. Lo sa anche Tui Waialiki, capo di una tribù polinesiana che vive dell'isola che li ospita, delle sue palme e delle sue coste, senza mai oltrepassare la barriera corallina che li circonda e protegge. Ha la comprensione e il sostegno dei membri del villaggio, ma non riesce a tenere a freno l'inarrestabile curiosità ed attrazione per il mare della figlia Vaiana, solleticata dalle storie che la squinternata Nonna Tala è solita raccontare a lei e gli altri giovani dell'isola. Vaiana ha solo sedici anni, ma è destinata a guidare quel popolo in futuro e per questo il padre vorrebbe che abbandonasse definitivamente le pulsioni verso il mare che, scoprirà, assecondano il passato da esploratori che la sua gente ha messo da parte. Un desiderio di conoscere il mondo che diventa necessità nel momento in cui le risorse dell'isola vengono a mancare, costringendo Vaiana a mettersi in barca per seguire le orme dei loro avi e di leggende vecchie di millenni.

Principessa senza principe azzurro

Oceania: una scena del film Disney

La protagonista di Oceania non è la solita Principessa Disney. Non lo erano state del tutto nemmeno Rapunzel o Anna ed Elsa di Frozen, tra gli ultimi lungometraggi, ma Vaiana fa un ulteriore passo in avanti verso la modernità, dimostrando forza, carisma, carattere ed una propensione alla leadership che la definisce in tutto e per tutto, senza un principe azzurro all'orizzonte, senza un uomo e potenziale compagno da conquistare. Vaiana conosce le regole imposte dal padre, cerca di seguirle per il bene del proprio popolo, ma deve fare i conti con il suo senso di indipendenza e l'istinto che continua a sussurrarle che anche e soprattutto per il futuro della sua gente deve seguire il suo spirito da esploratrice. Gli autori Ron Clements e John Musker tratteggiano questo carattere forte con poche, rapide pennellate, in un flashback che ce la mostra bambina attratta dal mare, nei faccia a faccia con la nonna e col padre, nel modo in cui tiene testa al suo corposo co-protagonista Maui.

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Un semidio, un maiale, un gallo e i Kakamora

Oceania: Vaiana e Maui in una foto del film

È infatti riuscitissimo il rapporto tra Vaiana e il semidio Maui, che la ragazza costringe ad aiutarla nella sua missione, ad affrontare il mostro di lava Te Ká e a riportare prosperità alle sue terre che si stanno inaridendo ed ingrigendo. Il pittoresco, ipertatuato e robusto personaggio, interpretato (in originale) da Dwayne Johnson con ottimi tempi comici e gran carisma, diventa compagno di viaggio suo malgrado ma si rivela efficace sia come spalla nei continui battibecchi che come alleato e guida. Menzione speciale per la sua controparte tatuata, la sua figura stilizzata che dal disegno sul suo petto interagisce quanto e più di Maui stesso, completando e rettificando le parole del semidio che rappresenta con divertenti animazione bidimensionali.

Oceania: il simpatico Heihei

Completa la ciurma di questa improvvisata missione marina il buffo e folle gallo HeiHei, che un po' ricorda la meravigliosa Becky di Alla ricerca di Dory e fornisce la necessaria dose di commedia slapstick che intrattiene gli spettatori più giovani. Troppo poco il tempo su schermo di Pua, il maialino vietnamita migliore amico di Vaiana, ma siamo sicuri che questo non inciderà sulla vendita del carinissimo merchandising a lui dedicato, ma ugualmente adorabile il design dei minacciosi Kakamora, protagonisti di un travolgente e brillante scontro navale con l'imbarcazione di Vaiana e Maui che per costruzione segna uno dei momenti più elaborati, vivaci e creativi dell'intero film.

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In viaggio con la Disney

Oceania: la protagonista in una scena del film

Si conferma quindi l'incredibile cura dei dettagli di casa Disney, che traspare nel design e nell'animazione dei personaggi, tanto i principali che abbiamo raccontato quanto i comprimari che risultano credibili e curati a dispetto del poco tempo loro dedicato nell'economia del racconto. Lo stesso vale per il background, una ricostruzione delle isole polinesiane, della loro flora e fauna, dei loro colori vivi e di una vegetazione lussureggiante che rappresentano quanto di meglio si possa vedere su grande schermo in computer grafica. Ci sono infatti momenti in cui la ricostruzione appare talmente realistica da sembrare un documentario di viaggio su luoghi esotici, piuttosto che il viaggio avventuroso di una adolescente grintosa e indipendente. Va infine spesa qualche parola per sottolineare il valore aggiunto del film di Ron Clements e John Musker (che avevano già diretto La principessa e il ranocchio, ultimo lavoro in animazione tradizionale dello studio): la musica, che accompagna personaggi e situazioni, racconta e arricchisce, con l'abituale impostazione in stile musical che evidenza l'incredibile cura dedicatale ma che, purtroppo, soffre di una traduzione italiana costretta a forzature metriche per mantenere il significato, importante ai fini della storia.

Oceania si rivela quindi l'ennesimo riuscito lavoro di Disney Animation, un film che ci racconta di luoghi e leggende esotiche, mettendo al centro una figura femminile moderna e credibile, con la quale il giovane pubblico occidentale dei giorni nostri non faticherà ad immedesimarsi.

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Antonio Cuomo
Redattore
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