Oceania

2016, Animazione

Oceania: 5 cose che potreste non aver notato nel nuovo film d’animazione della Disney

Arrivata al cinquantaseiesimo lungometraggio, anche la Walt Disney Animation si diverte ad inserire rimandi più o meno nascosti alle proprie produzioni passate.

Moana: la principessa Moana in un'immagine del film

Il 2016 è il cinquantenario della morte di Walt Disney, ed è forse questo uno dei motivi per cui entrambi i film d'animazione del suo studio usciti quest'anno, Zootropolis e Oceania, contengono dei rimandi simpatici alle produzioni passate del gigante dei cartoon. Certo, non è la prima volta che accade (come vedremo più avanti nell'articolo), ma raramente si sono visti dei film dove gli omaggi erano così espliciti e sorprendenti (vedi la bancarella dei DVD pirata in Zootropolis). Forse era anche particolarmente inevitabile nel caso di Oceania, i cui registi Ron Clements e John Musker sono dei veterani della Disney, avendo firmato negli ultimi trent'anni Basil l'investigatopo, La sirenetta, Aladdin, Hercules, Il pianeta del tesoro e La principessa e il ranocchio (la battuta di Maui "Se indossi un vestito e hai un animale domestico sei una principessa" prende di mira anche il loro curriculum). Vediamo insieme questi Easter Eggs che sono una delle tante ragioni per rivedere il film.

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1. Cameo d'autore

Una simpatica abitudine di Clements e Musker è quella di inserire se stessi nei propri film, dando le loro fattezze a dei personaggi minori che appaiono per pochi secondi. Questa volta si sono spinti oltre, poiché le loro caricature sono state assegnate a due comprimari fondamentali: il gallo Hei-Hei (Musker) e il maiale Pua (Clements). Da notare anche che, persino nella versione italiana, Hei-Hei ha un doppiatore d'eccezione: Alan Tudyk, attore-feticcio di Joss Whedon e voce ricorrente nei film animati della Disney da Ralph Spaccatutto in poi (un po' come John Ratzenberger nei film della Pixar). Il motivo per cui si è ritrovato a fare dei versi da gallo è piuttosto divertente: in origine fu scritturato per interpretare una versione preliminare di Hei-Hei, che sapeva parlare e aveva un quoziente intellettivo agli antipodi di quello mostrato nel film.

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2. Spazio alla tradizione

Oceania: una scena suggestiva del film

Oceania è il primo film di Clements a Musker ad essere realizzato con tecniche digitali, ma contiene comunque un breve ma esilarante uso di animazione tradizionale: i tatuaggi di Maui, che si muovono per raccontare varie storie legate a questo personaggio divino e per certi versi ricordano il prologo di Hercules, dove disegni simili - questa volta su dei vasi - spiegavano l'antefatto del film. Forse avrete anche notato che a un certo punto Maui muove i propri pettorali per rimuovere il suo alter ego d'inchiostro. Ebbene, questo è un piccolo omaggio a Dwayne Johnson, che doppia Maui in originale ed è noto per il gesto in questione.

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3. Omaggio "furioso"

Una delle sequenze più importanti del film è quella in cui Maui e Vaiana devono vedersela con dei pirati molto particolari, i Kakamora. Questo momento è stato aggiunto al film quando la produzione era già in uno stato piuttosto avanzato (in genere la sceneggiatura è pronta almeno due anni prima del completamento del progetto), dopo che i registi hanno visto un lungometraggio che mai ci saremmo aspettati di vedere omaggiato in un'animazione Disney, almeno non a così breve distanza dall'uscita: Mad Max: Fury Road. Certo, manca un po' la componente viscerale del cinema di George Miller, ma la citazione resta un momento di grande spettacolo.

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4. Da Agrabah alla Polinesia

Abbondano gli omaggi ad Aladdin, che nel 2017 festeggerà il suo venticinquesimo anniversario. Nel villaggio sono visibili, di sfuggita, sia il tappeto magico che la lampada, e il granchio gigante Tamatoa si autodefinisce un "diamante allo stato grezzo", descrizione usata anche per Aladdin da parte della Caverna delle Meraviglie. Infine, quando Maui dà una dimostrazione dei propri poteri si trasforma brevemente in Sven, la renna di Frozen - Il regno di ghiaccio, ammiccando - probabilmente - al Genio che nel 1992 si trasformò in Pinocchio.

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5. A qualcuno piace post-credits

Ebbene sì, anche nei film animati della Disney c'è - talvolta - il momento extra al termine dei titoli di coda (l'esempio più ovvio è Big Hero 6, che era tratto da un fumetto della Marvel). Già nei credits stessi si allude alla prossima uscita del canone disneyano classico, il sequel di Ralph Spaccatutto (previsto per il 2018), tramite un cameo disegnato del protagonista a fianco delle varie scritte. Ma la vera chicca si trova alla fine, con il ritorno di Tamatoa, un momento metacinematografico che purtroppo perderà un po' di senso nel doppiaggio. Nella versione originale, infatti, il granchio (doppiato dal neozelandese Jemaine Clement, che usa il suo vero accento) si rivolge al pubblico e chiede se non sarebbe meglio per lui chiamarsi Sebastian ed essere giamaicano, allusione al comprimario più famoso de La sirenetta che all'epoca divenne un vero e proprio fenomeno a livello di sfruttamento, tra merchandising e apparizioni nelle serie animate della Disney. C'è da sorprendersi se Tamatoa sogna un futuro simile?

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