No Ordinary Family - Stagione 1, episodi 14, 15 e 16

Con la tendenza ad allargare la mitologia della serie, Berlanti & Co. portano avanti No Ordinary Family con la solita leggerezza, ma continua a mancare quel passo in più per renderla pienamente coinvolgente.

Un mese di febbraio non entusiasmante per No Ordinary Family in USA, contraddistinto da un altro leggero calo di ascolti che porta il numero di spettatori settimanali alla soglia dei 5 milioni, cominciando a lanciare segnali preoccupanti in vista del rinnovo. Forse le colpe dello show di Greg Berlanti e Jon Harmon Feldman sta nella lentezza con cui dà scossoni alla trama, adagiandosi in una struttura sì leggera ed ironica, piacevole da seguire, ma non sempre capace di coinvolgere e catturare lo spettatore. O forse nella sua incapacità, da ibrido tra family drama e storia di supereroi, di attirare entrambe le sue nicchie di pubblico potenziali.
Nelle ultime puntate andate in onda, però, sembra emergere l'intenzione di ampliare il campo d'azione dei personaggi e la mitologia della serie, proiettandosi verso un futuro potenzialmente più interessante.

Julie Benz in una scena dell'episodio No Ordinary Double Standard di No Ordinary Family
In No Ordinary Double Standard si parte dal presupposto di un giudizio diversificato nei confronti di uomini e donne nel gestire i primi appuntamenti romantici dei due Powell più giovani: se infatti l'uscita di JJ con la più grande Bailey viene accolta bene da Jim, non si può dire lo stesso del rapporto tra Daphne ed il senior Chris. Una discriminazione che non sta bene ai ragazzi, ma che lascia perplessa anche Stephanie, a sua volta vittima dello stesso pregiudizio quando si tratta di partecipare alle azioni anti-criminalità del marito.
E' questo punto in particolare ad apparirci interessante, perchè si torna a mostrare una collaborazione tra i due membri della coppia, qui nata come competizione e sfida, dopo quella già vista prima della pausa natalizia in Un anniversario fuori dell'ordinario, che può dare uno scossone allo sviluppo della serie in questa parte finale della prima (e si spera non unica) stagione.

Rebecca Mader in un'immagine dell'episodio No Ordinary Powell di No Ordinary Family
I due successivi No Ordinary Powell e No Ordinary Proposal smuovono invece le acque sul fronte dei cattivi ed ex tali: Victoria (Rebecca Mader) prima e Joshua/The Watcher (Josh Stewart) poi si ritrovano centrali e fanno la loro uscita di scena. Victoria è la figura chiave del primo dei due episodi, mandata dal dottor King a studiare i Powell per capire un loro eventuale punto debole, oltre alla natura dei loro poteri; Joshua viene invece ostacolato sulla strada della redenzione proprio dal suo ex capo, il dottor King, appunto, che tradisce la sua iniziale malafede nei confronti di Stephanie e Katie, rovinando il rapporto dell'uomo con quest'ultima, alla quale aveva chiesto di diventare sua moglie.
L'uscita di scena di queste due figure che hanno rappresentato il rapporto diretto dei Powell con i loro nemici fin qui si accompagna all'accenno di qualcuno più in alto di King, che già nel successivo No Ordinary Love dovremmo intravedere, ed all'inaspettata influenza del boss di Stephanie su figure esterne al laboratorio, ampliando l'estensione della mitologia della serie.

Kay Panabaker nell'episodio No Ordinary Powell di No Ordinary Family
Sul versante più giovanile dei Powell, Daphne e JJ continuano a muoversi tra gli usuali problemi adolescenziali, per risolvere o gestire i quali non si fanno remore ad usare i loro super poteri. Anche qui sembra esserci un passo avanti, perchè in No Ordinary Powell l'infatuazione di JJ per Natalie porta la coppia di fratelli ad indagare sulla morte della madre della ragazza: lo scopo sarà pur sempre legato al primo amore adolescenziale, ma quantomeno assume una proporzione più matura ed intrigante, facendo entrare per la prima volta i due figli dei Powell con tematiche più serie.
No Ordinary Family, insomma, tende verso uno sviluppo più articolato e complesso, ma senza bruschi cambiamenti, con una politica dei piccoli passi che può essere coerente con l'evoluzione di personaggi che si sono ritrovati di punto in bianco a gestire qualcosa di più grande di loro, ma che poco si sposa con le necessità di una serie che ha bisogno del riscontro del pubblico per sopravvivere. E' pur vero che ad un autore come Berlanti non manca l'esperienza nel gestire uno show, quindi sarà solo il tempo a dirci se saprà ottenere le risposte che spera dal pubblico e dalla ABC che produce le avventure dei Powell.

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