Complicità e sospetti

2006, Drammatico

Recensione Complicità e sospetti (2006)

Rispetto ai suoi precedenti lavori questa volta Minghella, alla sua prima sceneggiatura originale, punta marcatamente il dito su un tempo del racconto e su una storia molto attuali.

Emiliano D'Errico

New Minghella

A undici anni di distanza da Il paziente inglese, vincitore di ben nove oscar, e a quattro dal suo ultimo lavoro, Ritorno a Cold Mountain, Anthony Minghella si ripresenta al grande pubblico con Complicità e Sospetti, una storia di rapporti di coppia tormentati, attuale, ambientata nella Londra dei nostri giorni. Protagonisti della vicenda un cast di attori di primo livello che annovera tra le proprie fila Jude Law, già diretto da Minghella nel suo precedente film e ne Il talento di Mr. Ripley, Juliette Binoche e Robin Wright Penn.

La storia racconta di un architetto Will (Law) che convive da molti anni con la sua compagna Liv (Wright Penn) e del suo socio Sandy che, trasferitisi da poco con il loro nuovo studio nel quartiere di King's Cross, iniziano a subire una serie di furti a ripetizione che li costringeranno a sorvegliare la loro proprietà. Proprio Will scoprirà che il responsabile dei furti è un ragazzo soltanto che, anziché denunciarlo, inizierà a seguirlo e, così facendo, avrà modo di conoscere la madre Amira, una bosniaca emigrata da poco da Sarajevo (Binoche) con la quale inizierà una storia d'amore.

Rispetto ai suoi precedenti lavori questa volta Minghella, alla sua prima sceneggiatura originale, punta marcatamente il dito su un tempo del racconto e su una storia molto attuali. Il regista mette al centro del suo racconto cinematografico le difficoltà di una coppia che, pur condividendo l'amore ormai da molti anni, da tempo ha smesso di guardarsi veramente finendo al dunque per allontanarsi irrimediabilmente. Liv ha una figlia nata da una precedente relazione, una ragazzina di tredici anni piena di problemi, che finisce per assorbire gran parte delle sue energie e della sua attenzione. Tutto questo ovviamente incide in maniera negativa sulla sua relazione con Will. Minghella qui è bravo a "significare" la loro storia anche da un punto di vista cinematografico. Ad esempio riprendendo i protagonisti da dietro un vetro, filtrati, oppure mostrando un dialogo tra i due in camera da letto attraverso un gioco di specchi che sdoppiandone i volti e le figure ne dimostra proprio la doppiezza della relazione ed anche la distanza che ormai li separa, oppure ancora separandoli nelle scene. Sono rare le inquadrature in cui ci vengono mostrati insieme.

L'altro grande tema che viene posto al centro dell'attenzione è quello dell'immigrazione, in questo caso in entrata, visto che si tratta di bosniaci arrivati a Londra, e dei problemi che possono derivare dallo sviluppo e dalla crescita urbana di una metropoli come quella londinese. Non è un caso che Will sia un architetto e che il progetto cui stia lavorando con il suo socio sia un progetto di riqualificazione ambientale di una zona pericolosa e degradata della città. Così come non è un caso che la zona di su cui viene messa l'attenzione è quella di King's Cross, un quartiere che negli ultimi anni ha subìto una serie di modifiche urbanistiche di grande impatto. Naturalmente in questa parte del film il regista gioca anche sulle opposizioni. Immigrati/londinesi, quartiere ricco/quartiere degradato, benessere sociale/disagio sociale. Sono tutti argomenti con cui nelle società multietniche ed in continuo divenire di oggi nessuno può fare a meno di confrontarsi. Londra poi in particolare, visto che da secoli è terra di rifugio e speranza per moltissimi immigrati. Tuttavia anche in questo casa l'attenzione di Minghella è più sugli aspetti privati piuttosto che su quelli sociali che pure emergono. A lui interessa Amira, le difficoltà con le quali deve fare i conti ogni giorno e suo figlio Miro, il ladro, che in un paese nuovo finisce per subire le influenza negativa dei suoi concittadini che lo porteranno a compiere azioni malavitose.

Se c'è un punto di contatto tra le due storie, oltre naturalmente alla relazione tra Amira e Will, è l'amore che le madri hanno per i loro figli. Intenso e senza limiti, capace di bucare lo schermo ed arrivare dritto dritto al cuore dello spettatore. Per loro sono disposte a tutto, Liv a subordinare il suo amore per Will fino a rischiare di perderlo, Amira a mettere da parte il suo orgoglio e le sua vita pur di salvare il figlio.

Recensione Complicità e sospetti (2006)
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