Natalie Portman parla del suo debutto alla regia

L'affascinante protagonista di V per Vendetta, nonché Regina Amidala nella saga Star Wars, esordisce alla regia con il corto Eve, presentato in anteprima al festival di Venezia.

Maria Vittoria Galeazzi

Gracile e minuta, educata ed estremamente gentile, Natalie Portman incontra la stampa per presentare il suo atteso esordio alla regia, un corto interpretato dalla coppia di attori d'eccezione Lauren Bacall e Ben Gazzara: Eve.
La breve storia, che ha inaugurato la sezione Corto Cortissimo del festival veneziano, racconta con ironia le innocenti liti d'amore tra i due anziani protagonisti, una divertente commedia che racconta la terza età e il rifiuto d'invecchiare con scherzosa leggerezza.
L'attrice di origine israeliana si è cimentata dietro la macchina da presa traendo ispirazione dai numerosi grandi registi con cui ha lavorato (Woody Allen, Tim Burton, Wes Anderson, Wong Kar- Wai, George Lucas, Luc Besson, Michael Mann) ma in particolare, come lei stessa dichiara, da Mike Nichols con cui ha lavorato nel 2004 per Closer. "Tanti registi mi hanno confidato la loro invidia per la possibilità che ho avuto di lavorare con altri grandi registi. Un attore può essere diretto da regie diverse, mentre un regista purtroppo non potrà mai lavorare con un suo collega".

L'idea di questo film è nata "dal riflettere spesso con gli amici sulle relazioni che ci legano alle generazioni che ci hanno preceduto". Quello che le interessava affrontare era appunto il legame tra le donne di diverse età, come spiega: "La giovane che nel film osserva il personaggio di Lauren è come se mi rappresentasse. Tra lei che ha vent'anni e la signora più anziana c'è una generazione di mezzo, quella della madre hippy femminista che è un riflesso della donna nata negli anni '50. La ragazza è quindi una reazione di sua madre che, a sua volta, lo è della nonna. C'è una sorta di doppio riflesso".
Parlando con un tono di voce molto pacato, attraverso un sorriso dolcissimo, l'attrice dimostra la sua sensibilità e intelligenza. Ex studentessa di psicologia ad Harvard, la Portman spiega come i suoi studi l'abbiano aiutata ad osservare le persone e il mondo in modo diverso.
Dopo questa esperienza alla regia il suo punto di vista sul cinema è ulteriormente cambiato: "Vorrei continuare a fare anche l'attrice, ma adesso ho un nuovo rispetto per i registi". La ragione che l'ha spinta a mettersi alla prova come regista è un interesse per il cinema in ogni suo aspetto e l'urgenza di fare qualcosa di nuovo: "Noi attori abbiamo molto tempo libero tra un film e l'altro. L'attesa ci innervosisce e viene voglia di fare qualcosa di diverso dall'interpretare ruoli". Nei panni della regista tutto sembra differente: "Fa paura entrare in sala e vedere il film che hai diretto, perché sai che se ci sarà qualcosa di sbagliato sei solo tu la responsabile di tutto". "Non ho avuto questa sensazione però, non ci sono cose che adesso cambierei. Non ci sono errori, ma solo scelte che ho fatto al momento della realizzazione che ora potrebbero essere diverse, che avrebbero potuto prendere altre direzioni".

Pensando ai meravigliosi interpreti che hanno partecipato al film, aggiunge: "Quando hai a disposizione attori di questo calibro le sfumature che puoi dare a una scena sono infinite". "Lauren Bacall è fantastica, ha una tempistica comica eccezionale e un potere drammatico unico. Ama moltissimo quello che fa ed è una vera professionista. Spero che si possa vedere più spesso sullo schermo, perché è un'attrice che ha ancora tantissimo da dare. È una perla rara". Riferendosi al suo protagonista maschile continua con gli elogi: "Ben è una persona sconvolgente, un uomo molto generoso in ogni sua performance".
Un altro ricordo speciale è dedicato ad Antony Minghella, regista premio Oscar scomparso a marzo di quest'anno: "È stato uno dei più grandi. Era gentile, affettuoso, comprensivo, simpatico con tutti. Conosceva il nome di tutti, anche dei figli degli addetti al catering. Riusciva a mantenere la sua grazia e gentilezza anche nei momenti di stress. È lui il mio modello di regista, quello che ho cercato di essere sul set". "È morto il giorno prima che io cominciassi a recitare per il film ed è stato molto difficile continuare senza di lui ma, allo stesso tempo, andare avanti era l'omaggio più bello che potessi fargli".
Per vederle firmare un lungometraggio dovremo aspettare ancora un po': "Sono consapevole della sfida che sia fare un film, per questo devo prendermi il mio tempo per prepararmi". Intanto la neo regista ha già ultimato un secondo corto che sarà inserito nel film collettivo New York, Llove You, antologia di piccole storie d'amore ambientate nella Grande Mela che uscirà in America a febbraio 2009.

Natalie Portman parla del suo debutto alla regia
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