Musica, impegno e sentimento al Milano Film Festival

Il music supervisor Randall Poster ha tenuto una masterclass incentrata sul proprio percorso artistico e lavorativo, e moltissimi sono stati anche i film in concorso proposti dal programma odierno.

Il mercoledì milanese offre un programma particolarmente ricco agli spettatori del Milano Film Festival, con ben sei appuntamenti della retrospettiva su Jonathan Demme che includono, oltre a Storefront Hitchcock, Qualcosa di travolgente, Neil Young - Heart of Gold (il primo dei documentari dedicati al cantante, incentrato sul debutto dell'album Prairie Wind), Haiti Dreams of Democracy, Tavis Smiley Reports: Been in the Storm Too Long e Right to Return, anche One Foot on a Banana Peel, the Other Foot in the Grave di Juan Botas e Lucas Platt, documentario dedicato alle tecniche cinematografiche più sfruttate dal regista, nonché SUBWAYStories: Tales from the Underground, miniserie su New York di cui Demme ha realizzato un episodio.

Melanie Griffith in Qualcosa di travolgente
Numerose anche le proiezioni dei film in concorso, a partire da El Premio di Paula Markovitch e Wasted Youth di Argyris Papadimitropoulos e Jan Vogel, crossover tra fiction e documentario che testimonia tutte le tensioni sociali che la crisi economica porta con sé. E' poi la volta del toccante Here di Braden King, mentre con Patang di Prashant Bhargava veniamo trasportati nell'atmosfera unica della festa degli aquiloni della città indiana di Ahmedabad, dove un uomo d'affari e la figlia fanno esperienza di un ritorno in famiglia non esattamente rispondente alle aspettative. Las malas intenciones, di Rosario García-Montero, ci trasporta nell'universo onirico di una ragazzina in cerca di attenzioni nel Perù dilaniato dalla guerra civile, e altrettanto onirico è Finisterrae di Sergio Caballero, epopea di due fantasmi russi sperduti per la Galizia, alla ricerca di una nuova umanità. In concorso anche Mad Bastards di Brendan Fletcher, viaggio di scoperta e confronto per un padre e un figlio che, nonostante la lontananza geografica, hanno in comune la stessa rabbia verso il mondo, e The Old Donkey, storia di Ma, anziano agricoltore che oppone una strenua resistenza al nuovo corso capitalista e industrializzato della Cina.

L'irresistibile Jack Black in una scena di School of Rock
Due gli appuntamenti anche con il focus su Randall Poster: la Masterclass, tenuta dal celebre sound supervisor e moderata da Luca Barnabè, e School of Rock di Richard Linklater, uno dei progetti più recenti e più riusciti dell'artista.
In programma nella sezione The Outsiders, Mama Afrika di Mika Kaurismaki offre una prospettiva più intima e intensa sulla vita della cantante Miriam Makeba, mentre The Mill and the Cross vede Rutger Hauer vestire i panni del pittore fiammingo Pieter Bruegel e letteralmente "uscire" dal quadro per illustrare la propria concezione dell'arte.

La rassegna Colpe di Stato, focalizzata sulle contraddizioni e sulle ambiguità della società contemporanea, anche nei contesti più democratici, propone due video documenti: L'essence de la terre di Philippe Goyvaertz, che indaga l'impatto ecologico e sociale dei nuovi biocombustibili in Guatemala, e Life for Sale, in cui Yorgos Avgeropoulos denuncia gli effetti della privatizzazione selvaggia di un bene recentemente discusso anche in Italia: l'acqua. Per chi se lo fosse perso sabato scorso, la serata ha riproposto anche The Pipe, dell'irlandese Risteard O'Domhnaill, in cui il giovane regista mette in mostra il coraggio di tutto un paesino nell'opporsi allo strapotere, avallato anche dalle istituzioni, della Shell.

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