Mozart in the Jungle: sesso, droga e sinfonie

Dopo il successo di Transparent, Amazon Studios prova a bissare con Mozart in the Jungle, comedy-drama focalizzata nel raccontare le difficoltà, ma anche gli eccessi insospettabili, che si celano dietro il sipario della New York Symphony. In onda ogni martedì su Sky Atlantic e in replica su Sky Arte HD.

Mozart in the Jungle: sesso, droga e sinfonie
Mozart in the Jungle

2014 - .... – Commedia
3.8 3.8

Un addio e un benvenuto aprono la prima scena di Mozart in the Jungle, serie di dieci episodi prodotta da Amazon Studios e basata sul libro di memorie, edito nel 2005, dall'oboista Blair Tindall sulla sua esperienza come professionista nell'orchestra della New York Philharmonic e in quelle di produzioni teatrali off-Broadway, romanzata per il piccolo schermo da Roman Coppola, Jason Schwartzman e Alex Timbers. L'addio è quello del direttore d'orchestra Thomas Pembriedge (Malcolm McDowell), che si ritira, suo malgrado, dalla scene con un ultimo concerto per lasciare spazio all'enfant prodige della direzione artistica orchestrale internazionale, Rodrigo De Souza (Gael García Bernal), chiamato a risollevare con la sua fama ed il suo insolito quanto straordinario talento le travagliate sorti dell'orchestra, composta da un gruppo di musicisti professionisti di lunga data che sembrano aver perso la passione iniziale per lasciare il posto ad esecuzioni piatte e affatto partecipate.

Mozart in the Jungle: Lola Kirke in una scena della prima stagione

Nel pilot, diretto da Paul Weitz, già regista, in coppia con il fratello, di American Pie e About a boy - Un ragazzo, conosciamo la giovane oboista Hailey Rutledge (Lola Kirke), personaggio ispirato alla Tindall, grazie al quale abbiamo accesso al dietro le quinte della New York Symphony, una fittizia versione della Philharmonic, e a tutto quel mondo fatto di audizioni, lavori saltuari, delusioni ed ore trascorse a provare che caratterizzano la vita personale e professionale di aspiranti artisti che giungono a New York da ogni angolo del Paese per cercare di realizzare le proprie ambizioni, ricordandoci la freschezza mista ad ingenuità e candore della Frances Ha di Noah Baumbach.

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Maestro

Mozart in the Jungle, una scena con Gael Garcia Bernal

Versione romanzata del direttore d'orchestra venezuelano Gustavo Dudamel, celebre nell'ambiente concertistico per la precoce e rinomata carriera, Rodrigo De Souza è il "Maestro", figura eccentrica e umorale dalla folta chioma di ricci e l'attitude da rock star. Energico, sessualmente promiscuo, sregolato, ironico e spirituale, Rodrigo, sconvolge gli assetti rodati della New York Symphony con le sue sessioni di prova sopra le righe, tra pappagalli e infusi di matè, repentini cambi d'idea ed un massiccio egocentrismo. A dare corpo all'irresistibile direttore d'orchestra capace di trovare ispirazione tra i rumori di una New York frenetica e ansimante troviamo Gael García Bernal, eclettico attore messicano perfetto per interpretare il genio di Rodrigo. A suo agio nei panni di un transessuale ne La mala educación di Pedro Almodóvar o in quelli di un giovane Ernesto "Che" Guevara ne I diari della motocicletta fino a quelli del pubblicitario René Saavedra in No - I giorni dell'arcobaleno, Bernal è perfetto per dare vita a quel tripudio di contraddizioni irresistibili e che lo rendono il personaggio più interessante della serie nonché collante tra il mondo fatto di sacrifici di Hailey e le sue aspirazioni artistiche, mostrandoci, al tempo stesso, un lato inedito dell'ambiente concertistico, dove non mancano scandali, rivalità, droghe e relazioni clandestine. Stravagante, con tanto di rischio di eccedere e fare del personaggio una caricatura, il terzetto di ideatori, riesce invece a rendere Rodrigo sfaccettato anche nelle sue bizzarrie, alternando e smussando dove serve gli eccessi per lasciare spazio a spontaneità e semplicità, distanziandosi dal barocco tragico di Empire, serie incentrata sul mondo dell'industria discografica hip hop targata Fox.

Non solo quartetti e sinfonie

Mozart in the Jungle: il protagonista Gael García Bernal posa davanti alla sua orchestra

Forse il pregio maggiore dell'intera serie, accantonando per un momento, le ottime interpretazioni dei già citati Bernal, McDowell e Kirke, ai quali si aggiungono Saffron Burrows e Bernadette Peters, sta proprio nell'aver messo al centro della storia la musica classica, incastonandola alla perfezione all'interno delle varie sequenze, mostrando quanto ci sia di più sbagliato nel relegare quintetti, adagio e minuetti a materiale noioso e datato. Ogni puntata è un tripudio di fiati, legni, ottoni e percussioni che si tramutano in altrettante emozioni, trascinanti e accorate, che rapiscono nella loro bellezza sospesa dal tempo. Dalla celebre nona sinfonia di Ludvig Van Beethoven a La Scala di Seta di Giocchino Rossi, passando per Gustave Mahler, Amadeus Mozart e Pyotr Tchaikovsky, Mozart in The Jungle rende omaggio ai grandi compositori classici, rispolverando, si fa per dire, alcuni dei loro più celebri o incantevoli componimenti per farli vibrare di nuova linfa grazie all'ambientazione metropolitana e contemporanea. Ma Mozart in the Jungle non è solo musica classica. Tra un brano di Mendelssohn e uno di Chopin si fanno largo anche brani come Pra Não Parar De Sambar del brasiliano Aleh Ferraira, Stay e What's Inside del musicista seventies folk soul Ray Stinnett, la voce inconfondibile di Billie Holiday con You Got To My Head fino all'elettro-dance di Jee Day con Aura Go e il classico Sólo Vivo Pa' Quererte nella versione di Pedrito Martinez.

Il cast

Mozart in the Jungle: il cast della serie

Se Rodrigo ha il volto e il corpo di Gael García Bernal che torna nel piccolo schermo con produzione targata Amazon dopo gli esordi per la tv messicana, l'iconico Malcolm McDowell, l'Alex di Arancia meccanica, interpreta il tradizionalista direttore d'orchestra Thomas Pembridge, stretto tra una crisi professionale e privata, dopo le già rodate partecipazioni in altre serie come Entourage, Heroes e The Mentalist. Per il ruolo della giovane oboista Hailey invece è stata chiamata all'appello Lola Kirke, volto nuovo del grande e piccolo schermo, notata in L'amore bugiardo - Gone Girl di David Fincher e The Leftovers. A completare il cast Bernadette Peters nel ruolo dell'amministratrice della New York Symphony, Gloria Windson e la Victoria Hand di Agents of S.H.I.E.L.D., Saffron Burrows, nel ruolo della violoncellista Cynthia Taylor.

Manuela Santacatterina
Redattore
3.5 3.5
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