Agents secrets

2004, Poliziesco

Monica Bellucci e Vincent Cassel agenti segreti

A Roma con una delle coppie più celebri del panorama cinematografico per presentare il loro nuovo film insieme.

Presentato a Roma, nel caotico giorno della firma della Costituzione europea, il nuovo film del regista francese Frederic Schoendoerffer con Monica Bellucci e Vincent Cassel.

Come mai un film su degli agenti segreti? Frederic Schoendoerffer: Gli agenti segreti sono da sempre personaggi misteriosi ed enigmatici ed io da sempre sono appassionato di film e romanzi di spionaggio. La vita di queste persone, fatta di pericoli e manipolazioni si presta perfettamente ad un film. Tante storie si conoscono sulla CIA ma pochissime sugli agenti del DGSE e mi sembrava interessante raccontare questo mondo.

E' un'impressione o ha cercato di contenere il più possibile i dialoghi? Frederic Schoendoerffer: Sì è vero, ma d'altronde sono proprio questo tipo di persone a parlare poco, quindi l'importanza dei dialoghi non era molto rilevante. Io amo un cinema non troppo parlato e questo copione mi permetteva di centrarmi più sui personaggi, di andargli vicino con la macchina da presa cercando di essere più denso e instintivo possibile.

Signora Bellucci, può parlarci del suo ruolo e di come lo ha preparato?

Monica Bellucci: Ho accettato immediatamente questo ruolo appena ho letto il copione, principalmente perché ho sempre interpretato personaggi dove l'estetica era la cosa principale. Questa invece è una donna fisicamente banale ma molto interessante perché agisce e va oltre le sue paure. Per rappresentarla in maniera adeguata mi sono informata e ho parlato con una ex agente dei servizi segreti che non ho mai potuto incontrare di persona per motivi di privacy. E' comunque il ruolo più bello che ho mai fatto e ringrazio il regista per avermi dato questa possibilità. Fisicamente non è stato un ruolo molto duro, nonostante le capacità che deve mostrare il mio personaggio. Di certo ho fatto cose che nella quotidianità non farei mai ma questo è il bello della recitazione; si entra in una specie di trance e si ha il coraggio di affrontare ogni tipo di paura. Nel mio caso ho dovuto nuotare molto e questo mi è stato di aiuto anche per il post gravidanza.

Mister Cassel, a chi si è ispirato per il suo ruolo e quali sono i suoi attori preferiti?

Vincent Cassel: A nessuno in particolare, per me è stata più una cosa istintiva, la ricerca di un'identità. Adoro molti attori italiani come Marcello Mastroianni o Gian Maria Volonté o comunque tutti quelli che provano a fare qualcosa di differente. Fare l'attore non è una cosa molto difficile; secondo me è più stare al posto giusto al momento giusto. Più che altro bisogna cercare di essere bambini per sempre.

Signor Schoendoerffer, quali sono i film del genere che più lei apprezza? Frederic Schoendoerffer:Direi I tre giorni del condor e Il maratoneta o comunque i film americani degli anni 70. Mi piacciono quei film perché rappresentano un genere adulto, hanno rigore e appassionano. Anche Agente 007, operazione tuono trovo sia un ottimo film. Questo è il tipo di film che amo e cerco di riproporre, perché credo sia giusto girare un film che mi piacerebbe vedere come spettatore.

Signora Bellucci, quali sono le qualità migliori di suo marito come attore? Monica Bellucci: Io trovo sia molto versatile e per me è un vero esempio. E' sempre credibile nei suoi ruoli e per questo lo ammiro molto.

E per lei Vincent, quali sono le migliori qualità di sua moglie? Vincent Cassel: Monica ha un dono: sa far sognare e questa è una cosa che non si impara e poi lei lavora molto. Per esempio, poco tempo fa non parlava inglese e ora fa i film americani; non ha paura di fare scelte.

Nel film, gli inseguimenti, tipici del genere sono solo accennati, come mai questa scelta? Frederic Schoendoerffer: Mi piacciono molto gli inseguimenti in macchina ma per me era fondamentale fare qualcosa di estremamente realistico, anche per questo mi sono doumentato moltissimo sul tema. Comunque non mi sono posto il problema degli inseguimenti perchè per me ciò che conta è la storia e tutto deve essere funzionale ad essa. Ciò non significa che non mi piacciono gli effetti spettacolari, infatti anche nel mio film c'è una scena molto ad effetto come quella dell'incidente in macchina.

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