Mister Felicità

2017, Commedia

Mister Felicità, una commedia sentimentale 'stanca' come il suo protagonista

Alessandro Siani apre il nuovo anno cinematografico con la sua terza regia, che lo vede inoltre interprete al fianco di Diego Abatantuono, Carla Signoris, Elena Cucci e Cristiana dell'Anna in una commedia sentimentale ispirata dalla crisi economica e morale del nostro Paese. Da oggi in sala in 600 copie.

Mister Felicità: Alessandro Siani in un momento del film

In principio furono i cosiddetti "cinepanettoni", pellicole ad ambientazione natalizia con protagonista la coppia storica Massimo Boldi/Christian De Sica, accompagna da un cospicuo numero di comprimari, ad avvicendarsi Natale dopo Natale sotto la lente del box office cinematografico. Poi la coppia è scoppiata e la deflagrazione ha generato una moltitudine di nuovi protagonisti pronti a spartirsi gli incassi ed il favore del pubblico a colpi di risate. Ma quest'anno, dati alla mano, la curva ascendente ha subìto una battuta d'arresto. Le due motivazioni principali si annidano, con contorni più o meno definiti, in sceneggiature deboli, basate su una comicità incapace di graffiare o trovare chiavi narrative originali, e nell'eccesso di offerta che ha bombardato il pubblico a partire da La cena di Natale per arrivare fino a Fuga da Reuma Park, passando per Un Natale al Sud, Non c'è più religione, Poveri ma ricchi e Natale a Londra - Dio salvi la Regina.

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Mister Felicità: Alessandro Siani, Diego Abatantuono e Carla Signoris in una scena del film

Un "imbottigliamento" dal quale ha pensato bene di allontanarsi Alessandro Siani che, esattamente come accaduto per il suo secondo film da regista, Si accettano miracoli, esce in sala il primo dell'anno chiudendo la stagione cinematografica e, al contempo, aprendo alla nuova, auspicando di replicare il successo ottenuto con le due pellicole che l'hanno visto protagonista dietro e davanti la macchina da presa. Lo fa con Mister Felicità, commedia scritta insieme a Fabio Bonifacci nella quale interpreta Martino De Simone, uno svogliato, disilluso e apatico giovane uomo napoletano di stanza in Svizzera, o meglio, sul divano della sorella Caterina (Cristiana Dell'Anna), donna delle pulizie di Guglielmo Gioia (Diego Abatantuono), mental coach specializzato nello spronare il prossimo grazie alla positività. Quando la donna è costretta a costose cure mediche in seguito ad un incidente, Martino, decide di sostituirla a lavoro finendo ben presto per fingersi l'assistente del Dottor Gioia. Ed ecco che tra i suoi primi clienti il finto mental coach si ritrova a dover aiutare una celebre campionessa di pattinaggio sul ghiaccio, Arianna Croft (Elena Cucci), decisa ad abbandonare la sua carriera dopo una caduta che le ha fatto perdere fiducia in se stessa e nelle sue capacità.

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"Chi m'o fa fà"

Mister Felicità: Diego Abatantuono e Carla Signoris in una scena del film

È dalla constatazione di un pessimismo diffuso nel nostro Paese che Alessandro Siani ha trovato l'ispirazione per il soggetto di Mister Felicità. Il suo Martino incarna proprio quella disillusione lavorativa (ed affettiva) che affligge una grossa fetta della popolazione accentuandone i toni in virtù del genere cinematografico di appartenenza. Una mancanza di slancio reattivo dopo la perdita del posto di lavoro in un'azienda alla quale affianca, come un mantra, una frase che ne sintetizza il pensiero: "chi m'o fa fà". Ma la componente sociale della sua comicità rimane in superficie per tutta la durata del film, eccezione fatta per una breve parentesi nella quale Martino spiega il perché della sua mancanza di aspettative al personaggio di Arianna. Questo, in parte, depotenzia il nucleo narrativo motore del film che, invece, attraversava con uniformità Quo Vado? di Gennaro Nunziante con protagonista un Checco Zalone fermamente ancorato al posto fisso, nonostante anche nella commedia campione d'incassi la sfera sentimentale trovasse ampio spazio nel corso del racconto.

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Mister felicità: Elena Cucci in una scena del film
Mister Felicità: Diego Abatantuono in una scena del film

Esattamente come per Il principe abusivo e Si accettano miracoli, oltre a ricalcare un'atmosfera fiabesca coadiuvata anche dalle ambientazioni da cartolina dell'Alto Adige chiamato a rappresentare la Svizzera, Siani si avvale di una nuova spalla comica dopo Christian De Sica e Fabio De Luigi. Si tratta di Diego Abatantuono, con il quale il regista/interprete "duetta" in più di una sequenza senza dar vita però alle scintille comiche che ci si aspetterebbe. La causa è da rintracciarsi in una comicità fragile, priva di originalità, che caratterizza l'intero lavoro finendo per "sprecare" il talento comico di Abatantuono e Carla Signoris perché giocato su idee non particolarmente taglienti. Da pappagalli con inflessione napoletana a cadute rocambolesche, da frontali con porte finestre a noci/proiettile passando per interferenze audio, tonfi, derisione della camorra stile Gomorra - La Serie, percosse involontarie e gag sul sushi (della quale Siani fu già protagonista in una sequenza di Benvenuti al Nord).

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Un'amore tra i ghiacci

Mister Felicità: Elena Cucci e Alessandro Siani in una scena del film

Alla base comica del film si accosta la già citata linea sentimentale rappresentata, principalmente, dalla relazione tra il fittizio coach e la campionessa in crisi assillata da una madre opprimente che insiste perché la figlia torni ad indossare i pattini in vista degli imminenti campionati europei. Un quadro che ricorda alla lontana Acqua e sapone di Carlo Verdone del 1983 con la giovane modella Sandy alle prese con una madre-manager e la complicità nata con Padre Spinetti/Verdone dopo aver scoperto la vera identità del suo insegnante privato. Un binario narrativo stanco tanto quanto quello comico, fatto di passaggi repentini e prevedibili con i quali si fatica ad empatizzare.

Mister Felicità: Alessandro Siani e Carla Signoris in una scena del film

Quello che rimane è un senso di confusione generale, sia nella sceneggiatura che nel montaggio. Inoltre un'interprete come Cristiana dell'Anna, che abbiamo imparato a conoscere in Gomorra grazie alle sue sfumature attoriali, non viene valorizzata e il commento musicale di Umberto Scipione, (troppo) spesso sottolineato, viene sfruttato per creare ritmo e fare da collante tra varie sequenze. Mister Felicità avrebbe dovuto azzardare nella comicità e mostrare maggiore attenzione agli ingranaggi dell'intreccio, specialmente nella seconda parte del film che sembra troppo proiettata verso il frettoloso finale.

Mister Felicità, una commedia sentimentale...
Manuela Santacatterina
Redattore
2.0 2.0
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