Mira Sorvino tra l'amore per Napoli e il cinema italiano

Abbiamo incontrato Mira Sorvino, giunta all'Ischia Global Festival per presentare il suo ultimo film "6 Below: Miracle on the Mountain", che ci ha raccontato la sua passione per la cultura nostrana, l'impegno nel sociale, i progetti futuri e tanto altro ancora.

La dea dell'amore ama Ischia. Mira Sorvino è approdata a Ischia, dove anni fa ha incontrato il suo amore. Adesso se ne va in giro per l'isola, e quel ragazzo è suo marito, l'attore Christopher Backus, che ha sposato in Italia, a Capri. Ospite del festival Ischia Global, Mira Sorvino racconta i suoi rapporti con l'Italia, e in particolar modo con Napoli. Nata a New York, cresciuta nel New Jersey, che di New York è un po' il retrobottega, bravissima a scuola; una laurea con lode ad Harvard in studi orientali, un anno passato in Cina, grazie al quale parla fluentemente il cinese mandarino. Una popolarità immensa conquistata nel 1995, con il ruolo della sboccata prostituta de La dea dell'amore di Woody Allen. Un Oscar vinto, con Quentin Tarantino - allora suo fidanzato - ad applaudirla al suo fianco. La religione cristiana abbracciata con impegno, la vita a Los Angeles, i quattro figli. Il cuore a Napoli.

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"Mio nonno Fortunato era napoletano, del Vomero: arrivò in America portandosi dietro l'anima di Napoli", dice. "I miei nonni parlavano ancora in dialetto fra loro. E io cucino piatti italiani: il mio preferito è la pasta e fasule". E lo dice proprio in napoletano. "Mio padre, Paul, canta canzoni napoletane alle mie due figlie". E poi racconta una storia che ha dell'incredibile: "Mi sento legata alla canzone 'O sole mio', non solo perché è bellissima. Ma perché quando Giovanni Capurro la compose, si ispirò a una bambina. Quella bambina era una mia prozia". A Ischia, Mira Sorvino ha tenuto a battesimo 6 Below: Miracle on the Mountain di Scott Waugh, dove interpreta la madre di Josh Hartnett, ex giocatore di hockey su ghiaccio che diviene dipendente dalle anfetamine.

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L'Oscar, i 50 anni e i prossimi film

Mira Sorvino con l'Oscar vinto per La dea dell'amore

Mira, tutti legano il suo nome al film La dea dell'amore, che le fece vincere l'Oscar nel 1996. Come andò l'incontro con Woody?

Accettai di interpretare il suo film senza neppure leggere il copione. Non mi aspettavo certo di essere scelta da un mito del cinema come lui: quando capii di essere stata scelta, non potevo contenere la mia felicità.

Suo padre, Paul Sorvino, attore e regista, che cosa le ha insegnato?

Mi ha insegnato a recitare, a dare corpo ai personaggi, ad avere coraggio e creatività nell'immaginarli e nel portarli sullo schermo.

Il prossimo 28 settembre celebrerà un compleanno importante... come si sente?

Sì, farò cinquant'anni! O meglio, compirò per l'undicesima volta trentanove anni! Certo, se lavori in un'industria come quella di Hollywood dopo i quaranta diventa molto difficile lavorare. Io però mi sento molto fortunata.

Le donne, nel cinema, sono ancora discriminate?

Sì. Sono pagate molto meno degli uomini. I ruoli che contano sono quasi sempre quelli maschili: con i soldi che rimangono, si pagano le attrici.

Quali saranno i suoi prossimi film?

Ho appena interpretato un progetto per la tv, Condor, nel quale interpreto una agente della Cia inviata in Arabia Saudita. E per venire a Ischia mi sono presa una pausa dal set di un bellissimo rifacimento de I tre giorni del condor...

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Il sociale, Bertolucci e l'Italia

Lei è anche caratterizzata da un forte impegno nel sociale...

Sì. Mia madre, che faceva teatro per i malati di Alzheimer, mi ha insegnato l'attenzione per le cause sociali. Io voglio puntare l'attenzione sulle schiavitù moderne. La prostituzione, la pedofilia, il traffico di esseri umani. Ci sono crimini spaventosi che il genere umano commette.

Il cinema italiano la affascina quanto il cibo italiano?

Certamente! Chi fa cinema non può non amare il cinema italiano. Non può non essere ossessionato da Federico Fellini, e anche dal cinema coraggioso di Pier Paolo Pasolini.

Lei ha anche girato un film in Italia...

Con Bernardo Bertolucci, a Lucca: Il trionfo dell'amore. Bertolucci è un gran signore, e ama la vita. Nelle pause, bevevamo vino e mangiavamo molto bene!

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L'attrice torna poi a passeggiare per l'isola, con il suo uomo. Visti da dietro, belli, eleganti, lui con un gran cappellone di paglia, lei con un vestitino a fiori e le scarpe basse, abbracciati stretti stretti, sembrano davvero due fidanzatini adolescenti.

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