Recensione Role Models (2008)

Paul Rudd è anche sceneggiatore per una riuscita commedia che lo vede in un ruolo un po' insolito, spalleggiato da Seann William Scott e dagli irresistibili Christopher Mintz-Plasse e Bobb'e J. Thompson.

Mentore cercasi

Nella doppia veste di interprete e sceneggiatore, il funny man Paul Rudd si ritaglia in questo Role Models un ruolo un po' inconsueto, rabbuia il volto aperto e il sorriso amichevole che abbiamo conosciuto soprattutto nei film di Judd Apatow per vestire i panni di Danny Donahue, rappresentante per una bibita analcolica che, sempre più insoddisfatto di sé e della sua vita, sta alienando l'umanità intera. Quando la sua fidanzata, la bella avvocatessa Beth (Elizabeth Banks) finalmente lo pianta, Danny perde le staffe e provoca un incidente a causa del quale sia lui che il suo collega Wheeler (Seann William Scott) finiscono davanti a un giudice. Grazie alle manovre di Beth i due rescono a evitare la gattabuia, ma sono obbligati a seguire un programma di utilità sociale di 150 ore presso la Sturdy Wings, associazione che accoppia giovani adulti, volontari e non, con ragazzini bisognosi di un Big Brother.

A Wheeler viene affidato Ronnie, un vero duro alto 135 centimetri con la lingua molto sciolta, e a Danny il teen ager Augie, nerd all'ennesima potenza appassionato di giochi di ruolo medievali e capace di cucirsi da solo le tuniche e gli stendardi. Questo doppio connubio è terreno fertile per diverse scene di robusto divertimento, con i due trentenni portabandiera di due filosofie della virilità ugualmente mortifere, la misantropia e l'infantilismo gaudente, "ispirati" da due ragazzi problematici ma pieni di entusiasmo, che sia per le tette o per le tecniche di combattimento del XIII secolo.
Ed è proprio qui l'originalità della pellicola di David Wain, che non teme di affastellare gag sfrenate e scoperti riferimenti sessuali in un film che parla di infanzia in difficoltà. Abbiamo visto una profusione di bambini sboccati e di mentori improbabili nelle commedie degli ultimi anni, ma raramente il risultato è stato tanto equilibrato e fluido; tanto che, per divertirsi con Role Models, non è nemmeno necessario essere fan dei KISS, appassionati di giochi di ruolo live action o anche solo afflitti da eterocromosomi XY.

Movieplayer.it

3.0/5