Marvel vs. DC Comics: il volto pubblico del supereroe contro quello mascherato del giustiziere

A seguito della nascita dell'Universo Cinematografico Marvel e del DC Extended Universe, analizziamo l'ontologia del supereroe cinematografico nelle due diverse realtà narrative, prendendo in esame la loro figura, pubblica o segreta, il loro ruolo nel mondo, e la natura dello stesso palcoscenico sul quale si muovono, combattendo in difesa del mondo

Raffaele Caporaso

Da ben oltre un decennio, i supereroi dei fumetti americani sono divenuti tra i protagonisti preferiti dei grossi blockbuster americani, con la nascita di franchise dapprima antologici e a se stanti, come la celebre trilogia di Spider-Man di Sam Raimi, passando per gli X-Men, sino ad arrivare al Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e poi qualcosa di più grande.

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Universo Cinematografico Marvel

Nel 2008, i neonati Marvel Studios realizzano il film Iron Man di Jon Favreau, che diviene il capostipite (e anche la testa d'ariete) di un nuovo approccio per quello che è gergalmente definito come cinecomics, ossia quello della creazione di veri e propri universi narrativi espansi, con protagonisti personaggi che vivono sì le loro avventure in solitaria, ma che si muovono anche su un ideale palcoscenico condiviso, e che si ritrovano assieme in pellicole corali, dove in "un giorno diverso dagli altri" devono combattere contro una minaccia comune. L'avvento dell'Universo Cinematografico Marvel ha dato il via a un canone molto interessante (e fruttifero) della Settima Arte, con la realizzazione di pellicole serializzate, ognuna delle quali in grado di espandere il contesto narrativo sia in senso verticale che orizzontale, con lo sviluppo inoltre di progetti televisivi spin-off e non, la cui storia si svolge nella stessa realtà dei film (con tanto di citazioni, rimandi e connessioni). Il principio di continuity proprio dei comics è divenuto dunque matrice ontologica di questo nuovo genere cinematografico.

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Prima foto dal set di The Avengers

DC Extended Universe

Wallpaper di Henry Cavill in Superman: Man of Steel

Se quello dei Marvel Studios, acquisiti da Disney Entertainment nel 2009, è un universo cinematografico molto solido e sempre più variegato, dall'alto dei suoi quasi dieci anni di vita, lo stesso non si può dire di quello DC Comics, nato molto più recentemente e in maniera piuttosto singolare e disarmonica. Ricordandovi che la casa editrice di Batman, Flash, Wonder Woman e compagnia è da molto tempo di proprietà della Warner Bros., la nascita del DC Extended Universe può essere fatta risalire, sebbene retroattivamente, al 2013, quando L'Uomo d'Acciaio di Zack Snyder arriva nelle sale di tutto il mondo. Nato per essere un film indipendente, che andasse a operare un reboot cinematografico del personaggio di Superman (dopo il flop Superman Returns di Bryan Singer), è divenuto a posteriori il primo capitolo di un'inedita saga corale, che ha visto il personaggio interpretato da Henry Cavill (e lo stesso Snyder alla regia) fare ritorno quest'anno in Batman v Superman: Dawn of Justice, assieme al nuovo Batman di Ben Affleck e alla Wonder Woman di Gal Gadot (quest'ultimo personaggio, nonostante i suoi settantacinque anni di vita editoriale, non era mai apparso sul grande schermo), con la (molto discussa) pellicola Suicide Squad di David Ayer uscita subito dopo.

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Uno scontro infinito

Chris Evans e Chris Hemsworth guardano il cielo in una scena di The Avengers - I vendicatori

Oggi, l'Universo Cinematografico Marvel e il DC Extended Universe sono realtà più vive che mai, pronte a darsi battaglia a suon di milioni di dollari al box-office per molti anni a questa parte, nei quali giungeranno nella sale svariati film, a partire da Doctor Strange, per passare poi per Wonder Woman, Justice League , e così via. Immancabilmente, non si è fatta attendere la risposta dei fan, molti dei quali entusiasti di poter godere di tanta "nerditudine", ma con una fetta del pubblico divisa in un'infinita (e un po' inutile) crociata Marvel vs. DC Comics, che dai fumetti ha fatto un salto "evolutivo" cross-mediale.

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Supereroi antitetici

Batman v Superman: Henry Cavill e Ben Affleck in un momento dello scontro tra Batman e Superman

Al di là dello stabilire quali film e universo narrativo siano i migliori in questa "battaglia" (ammesso che sia oggettivamente possibile), appare però chiaro che tra Universo Cinematografico Marvel e DC Extended Universe vi sia un taglio e un'impostazione molto diversa, se non antitetica, nell'ontologia e caratterizzazione dei personaggi, nel ruolo che questi hanno nel loro mondo, oltre alla natura stessa della realtà in cui operano. Come premessa generale, prima di addentrarci nello specifico, possiamo subito notare come i supereroi della Casa delle Idee siano figure pubbliche, che (quasi) sempre hanno rinunciato alla propria identità segreta, e che combattono spesso e volentieri senza maschera, divenendo persino agenti o soldati al servizio del governo, o che comunque rispondono a questo. Differentemente, i protagonisti dei più recenti cinecomics DC sono figure più vicine a quella del supereroe classico, mascherato e con un'identità segreta, che opera al di fuori della legge per arrivare dove questa non può, divenendo quindi parte di un canone più vintage del fumetto americano e danzando sempre sulla sottile linea rossa che separa il supereroe dal vigilante.

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Io sono Iron Man

Robert Downey Jr. in Iron Man

Sin dal primissimo film della "Fase 1" dell'Universo Cinematografico Marvel, ci è stato presentato quello che sarebbe stato il taglio che la figura eroica avrebbe avuto in tale contesto: con le ultime parole pronunciate dal Tony Stark di Robert Downey Jr., quell'"io sono Iron Man" entrato nel cuore di tutti, il personaggio si presenta al mondo nelle rinnovate vesti di Vendicatore in armatura, dopo essere stato per anni una persona egoista e narcisista, interessata solo al proprio profitto come fabbricante di armi. Questa presa di posizione, assieme alla natura del film stesso fortemente improntata al realismo, rispondono a pieno al mantra promosso dallo stesso Stan Lee nei primissimi fumetti Marvel: "supereroi con superproblemi", personaggi nei quali l'aspetto umano doveva essere sempre parimenti importante a quello "super", se non di più. Qualche mese dopo, con L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier, scoprivamo che Bruce Banner esisteva già nell'Universo Cinematografico Marvel, così come la sua verde controparte mostruosa, e che il personaggio era costretto a nascondersi dal mondo intero, con il governo americano costantemente sulle sue tracce.

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Il Dio del Tuono e il Capitano

Thor: The Dark World, Chris Hemsworth in azione con il suo martello

Passano tre anni (nel corso dei quali esce nelle sale Iron Man 2, sempre diretto da Favreu) e anche l'iterazione cinematografica di Thor fa il suo esordio, nella pellicola omonima di Kenneth Branagh con protagonista Chris Hemsworth: questa pellicola ci introduce agli Asgardiani, coloro che le popolazioni antiche del Nord Europa avevano adottato come proprie divinità, ma che invero sono esseri alieni originari di una realtà situata in una "galassia lontana lontana", i cui poteri, forza e longevità conferiscono loro le sembianze di dèi agli occhi dei comuni mortali: anche qui, Thor non si nasconde all'umanità (nonostante un iniziale e goffo tentativo di spacciarlo come Donald Blake), che anzi è pronto a morire per difendere.

Un bel primo piano di Chris Evan in Captain America: il primo vendicatore

Nello stesso anno, il 2011, arriva nelle sale anche Captain America: il primo Vendicatore, diretto da Joe Johnston con Steve Rogers interpretato da Chris Evans: questa pellicola, che si svolge nel passato dell'Universo Cinematografico Marvel ai tempi della seconda guerra mondiale, ci presenta la figura di Capitan America come quella del supersoldato dell'esercito americano, simbolo di un'intera nazione e unico capace di opporsi davvero alle azioni scellerate del Teschio Rosso, desideroso di dar vita a un regime nazista mondiale.

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Avengers Assemble

The Avenger: una nuova immagine promozionale targata Marvel e Harley-Davidson

L'anno seguente i suddetti eroi si uniscono in The Avengers di Joss Whedon per affrontare la minaccia comune rappresentata da Loki e il suo esercito di Chitauri (dopo l'"amichevole" scazzottata iniziale, premessa di ogni team-up). Alle quattro colonne portarti del team si aggiungono anche Natasha Romanoff alias Black Widow (Vedova Nera) e Clint Barton alias Hawkeye (Occhio di Falco). I due, che avevano già esordito rispettivamente in Iron Man 2 e Thor, sono super-agenti (più o meno segreti) al servizio dello S.H.I.E.L.D., agenzia deputata a proteggere il mondo da ogni potenziale pericolo. La stessa nascita degli Avengers è permessa da Nick Fury, comandante dello S.H.I.E.L.D., il quale a sua volta deve rispondere a un (fittizio) gruppo di leader mondiali. Quasi sillogisticamente, si desume che gli stessi Vendicatori debbano a loro volta e in qualche modo sottostare ai voleri dei governi mondiali. Sotto gli occhi di tutti gli abitanti della Terra, i sei eroi salvano New York e il mondo tutto, con la gente che inizia ad amarli (come si evince dalle scene finali con una folla in festa).

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Eroi in proprio

Avengers: Age of Ultron - Thor sfida i suoi amici ad alzare il mitico martello

Nella successiva Fase dell'Universo Cinematografico Marvel, Capitan America, un uomo senza una vita al di fuori di quella militare diviene anche lui un super-agente dello S.H.I.E.L.D. (fino al crollo di questa organizzazione), evento che porta gli Avengers a "privatizzarsi" come gruppo sostanzialmente indipendente e finanziato da Tony Stark, come abbiamo scoperto in Avengers: Age of Ultron (2015, sempre diretto da Whedon). In questa pellicola inoltre esordiscono altri eroi, a partire dai gemelli potenziati Wanda e Pietro Maximoff (che non adottano ufficialmente il loro nome in codice dei fumetti, Scarlet Witch e Quicksilver), sino ad arrivare all'androide Visione (entità potentissima con i pattern mentali di J.A.R.V.I.S., l'Intelligenza Artificiale che supportava sino ad allora Stark): anche qui, tutti e tre non hanno un'identità segreta (e non l'avranno mai). A questo folto gruppo vanno aggiunti anche James "Rhodey" Rhodes, un altro soldato veterano che indossa un'armatura creata da Stark e combatte con il nome di War Machine (ex Iron Patriot), e Sam Wilson, anche lui con un passato militare prima di divenire il supereroe noto come Falcon, cosa che fa apparire quasi automatico il passaggio da soldato a supereroe, oltre a dare a molti di questi personaggi un background militaresco.

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Guerra Civile

Captain America: Civil War: Spider-Man nel trailer 2 del film

Arrivando a Captain America: Civil War, diretto dai frattelli Anthony Russo e Joe Russo, segnaliamo l'esordio anche di T'Challa, principe (e poi re) del Wakanda, che indossa la maschera di Black Panther (Pantera Nera) e di Peter Parker alias Spider-Man, non dimenticandoci dello spassosissimo Scott Lang alias Ant-Man, che già aveva fatto la sua prima apparizione nella pellicola omonima di Peyton Reed dell'anno scorso. Se il primo è addirittura un sovrano che non deve assolutamente preoccuparsi di combattere mascherato (e rivelarsi a tutti) per le strade di Bucarest, godendo di un'importante immunità diplomatica, in quanto reggente di uno dei Paesi più ricchi e tecnologicamente avanzati dell'Universo Cinematografico Marvel, gli altri due potrebbero rappresentare un'eccezione al taglio pubblico e realistico dei personaggi dei Marvel Studios, in quanto entrambi hanno di fatto un'identità segreta. Tali eccezioni sono però proprio quelle che proverbialmente confermano la regola**, poiché il primo è un ragazzo giovanissimo, mentre il secondo è un esperto ladro ed ex galeotto: cosa penserebbe l'opinione pubblica di chi fa combattere in sua difesa un minorenne e un pregiudicato? Paradossalmente, quindi, tale scelta narrativa è quanto mai sensata e coerente al contesto tracciato sin dal 2008.

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Scisma

Captain America Civil War - Una foto di Stark e Captain America

Captain America: Civil War, inoltre, segna un importante confine tra il "prima" e il "dopo" di questo universo cinematografico: il fatto che gli Avengers si siano resi indipendenti da tutto e tutti, con il deterrente negativo rappresentato dal livello di morte e distruzione di battaglie come quella di New York, Washington, Sudafrica e Sokovia, non viene visto di buon occhio dalla comunità politica e governativa mondiale, cosa che obbliga quindi gli eroi a sottostare al volere delle Nazioni Unite, firmando quelli che sono noti come Accordi di Sokovia. Tale evento funge da catalizzatore di uno scontro ideologico mai del tutto sopito tra Stark e Rogers, provocando la scissione del gruppo, con Capitan America e coloro che lo seguono che diventano di fatto dei fuorilegge ricercati, dei quali il mondo conosce nome e cognome.

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Uomo d'Acciaio

Henry Cavill nei panni di Superman in una scena de L'uomo d'acciaio

Passando al DC Extended Universe, ne L'Uomo d'acciaio il Superman di Henry Cavill ci è stato presentato in una versione molto classica e speculare alla fonte originale a fumetti: un alieno originario del pianeta Krypton, che, giunto sulla Terra in fasce a bordo di una navicella spaziale, viene cresciuto come un umano dai coniugi Kent, che gli insegnano a nascondere le sue straordinarie abilità, facendo finta di essere un comune essere umano di nome Clark, poiché se si fosse rivelato al mondo, avrebbe rischiato di essere visto come un nemico da abbattere. Il protagonista sceglie poi di scendere in campo di difesa del pianeta che l'ha adottato, come una moderna figura messianica disposta anche al sacrificio estremo per contrastare la furia distruttiva di Zod e altri kryptoniani, sfuggiti alla Zona Fantasma e giunti sulla Terra per conquistarla. Il salvatore del mondo viene chiamato Superman dalla gente, ma continua a nascondersi dietro i vistosi occhiali e la capigliatura spettinata del suo alter ego.

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Batman Returns

Batman vs. Superman - la prima immagine di Ben Affleck sul set

Se già ne L'Uomo d'Acciaio avevamo avuto qualche segnale che in questo universo narrativo Batman esisteva già (ricordate gli easter eggs del poster "Keep Calm and Call Batman" e il satellite con il logo della Wayne Enterprises?), è in Batman v Superman: Dawn of Justice che il nuovo Cavaliere Oscuro cinematografico fa il suo esordio, interpretato da Ben Affleck. Apprendiamo che Batman è stato operativo per circa due decenni, salvo ritirarsi per anni dalla lotta al crimine, a causa del presunto fallimento della sua crociata, fallimento simboleggiato dalla morte di Jason Todd alias Robin (è molto probabile che prima di questo vi sia stato un altro Pettirosso, Dick Grayson). Nel tempo, quella del Crociato Incappucciato è divenuta quasi una leggenda, con la gente di Gotham City e del mondo tutto a interrogarsi sulla reale esistenza di questa figura, da molti ritenuta essere solo un mito.

Il roboante e violentissimo ritorno in scena di Batman conferma sì la sua esistenza a tutti, ma sono ben pochi a sapere che sotto il cappuccio e mantello vi sia Bruce Wayne, con il Cavaliere Oscuro che è a tutti gli effetti sia un vigilante che una figura quasi totemica, e nella paura che questa genera nei criminali, "razza codarda e superstiziosa", risiede gran parte del suo potere.
Si noti, inoltre come le identità segrete di Clark Kent e Bruce Wayne, il primo un campagnolo (poi divenuto reporter) e il secondo un rampollo (apparentemente nullafacente e donnaiolo) di una delle famiglie più ricche del suo mondo, siano quanto di più distante possa esserci dalle loro controparti col mantello, tanto da chiedersi quali delle due versioni di ognuno sia davvero la "maschera".

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L'Amazzone millenaria

Wonder Woman: un'immagine tratta dal primo trailer del film

In Batman v Superman: Dawn of Justice fa il suo esordio anche la Wonder Woman di Gal Gadot: non sappiamo tantissimo sul suo conto, se non che è un'immortale originaria dell'isola di Themyshira, dell'età di cinquemila anni e figlia di Hyppolita, regina della Amazzoni, così come viene accennato il fatto che la donna, quasi una dea, sia "scesa" tra gli uomini durante la prima guerra mondiale, e che a causa degli eventi di questa, è nuovamente tornata a nascondersi agli occhi del mondo, riaffiorando di tanto in tanto con l'identità fittizia di Diana Prince. Ne sapremo di più in Wonder Woman di Patty Jenkins, in uscita nel 2017, così come in Justice League (in uscita qualche mese dopo) scopriremo le origini di Flash, Aquaman e Cyborg, già brevemente intravisti in Batman v Superman, con il Velocista Scarlatto protagonista di un cammeo anche in Suicide Squad.

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Supereroi con superproblemi

Captain America: Civil War - Un concept art di alcuni protagonisti del film

Dunque, quali conclusioni trarre da quest'analisi? Di certo, c'è una precisa impostazione da parte di entrambi gli studi cinematografici, l'una quasi dicotomica all'altra. Se i Marvel Studios hanno regolato il proprio universo narrativo all'insegna del realismo e della modernità, la Warner Bros. ha optato per una scelta più tradizionale e fantasiosa, canonica però con l'idea classica del supereroe dei fumetti. Gli eroi della Casa delle Idee sono uomini e superuomini che si mostrano (e forse ad alcuni di loro piace persino farlo) e che operano in un mondo molto simile al nostro, personaggi con una caratterizzazione molto umana, nonostante i grandi poteri dei quali dispongano (e con i quali è conseguentemente più facile empatizzare). Di molti di loro si conoscono nome e cognome, così come la locazione dei loro Quartieri Generali (ricordate l'ex Stark Tower, poi Avengers Tower nel cuore di Manhattan, con tanto di logo gigante in bella vista?), cosa che costringe, per esempio, Clint Barton a far cancellare ogni traccia ufficiale della sua famiglia, per tenerla al sicuro.

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Mitologia moderna

Batman v Superman: Dawn of Justice - Ben Affleck, Gal Gadot ed Henry Cavill in un'immagine promozionale

Di contro, gli eroi DC Comics del grande schermo appaiono come figure più astratte, dove l'aspetto "super" predomina spesso e volentieri su quello "umano". Superman, Batman e Wonder Woman sono leggende viventi e idee incarnate, che combattono battaglie epiche, come fossero protagonisti di una mitologia moderna che dà un sequel ideale a quella classica, figure che si ergono giganti come divinità al di sopra degli uomini, muovendosi quasi su un gigantesco e virtuale palcoscenico e mettendo in atto quella che spesso è una tragedia dell'era moderna. Sono figure mascherate, in cui è forte il simbolismo e dei quali sono ben pochi a conoscere la vera identità, come dimostra il doppio funerale (di Clark Kent e di Superman) andato in scena alla fine di Batman v Superman. Inoltre, nessuno sa da dove provengano, o dove sia la loro base dove appendere il mantello e poter riposare: contrariamente all'Avengers Tower, in questo caso nessuno sa dove si trovi la Batcaverna, o la Fortezza della Solitudine, o la stessa isola di Themyshira (anche nota come Isola Paradiso).

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Mondi diversi

Batman v Superman: Dawn of Justice: un'immagine di Metropolis dal trailer del film

Proprio il "palcoscenico" può essere addotto come prova finale atta a dimostrare la veridicità della nostra tesi: se nell'Universo Cinematografico Marvel le location, sempre più internazionali, sono città e Stati realmente esistenti (con l'eccezione di Sokovia e Wakanda, che sono anche queste "eccezioni che confermano la regola", poiché metafore di un Paese sovietico e di uno africano, nate sulle pagine dei fumetti quando non si poteva ancora parlare di politica internazionale in totale libertà, magari in senso invettivo), nel DC Extended Universe la maggior parte dell'azione si svolge in città immaginarie come Metropolis e Gotham, in attesa di scoprire qualcosa di più su Themyshira (in Wonder Woman), Central City (in The Flash) e Atlantide (in Aquaman). E voi, da che parte state?

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