Da Loki a Ultron, diamo i voti ai cattivi del Marvel Cinematic Universe

Rivisitiamo l'universo cinematografico della Marvel attraverso uno dei suoi elementi che non sempre soddisfano il pubblico: gli antagonisti.

Robert Downey Jr. in Iron Man

È abbastanza inevitabile che un franchise di successo non accontenti tutti, e il Marvel Cinematic Universe non fa eccezione: c'è chi si lamenta dei toni troppo scanzonati, chi della scarsa aderenza ai fumetti a livello di trama (ma questo è un dettaglio valido per la maggior parte dei cinecomics), chi della natura "seriale" del progetto (sebbene i film del MCU siano per lo più costruiti in modo da poter essere visti da soli, senza che sia indispensabile la conoscenza di tutta la saga). Una componente in particolare mette d'accordo quasi tutti, soprattutto se lo si paragona ad altri capisaldi della categoria supereroistica: gli antagonisti non sempre ben definiti, "sacrificati" a favore di una maggiore attenzione nei confronti degli eroi (l'esatto contrario di ciò che accadeva, per citare l'esempio più noto, nei film di Batman diretti da Tim Burton e Joel Schumacher). Una critica piuttosto valida, che abbiamo deciso di rivisitare dando dei veri e propri voti ai vari villains principali del ramo cinematografico del franchise (niente TV o Netflix), in questo articolo che aggiorneremo di pari passo con le nuove uscite, nell'ordine di apparizione dei personaggi. N.B. A causa di occasionali spoiler, si sconsiglia la lettura a chi non ha visto tutti i film.

Obadiah Stane (Iron Man)

Col senno di poi, i film dedicati alle gesta di Tony Stark hanno pigiato un po' troppo sul tasto dell'uomo d'affari corrotto/malvagio come avversario, e Stane è forse l'anello più debole di questa catena, tra motivazioni prevedibili e l'evidente disagio occasionale di Jeff Bridges dinanzi ai dialoghi improvvisati che facevano parte del metodo di lavorazione del regista Jon Favreau. Eppure l'attore riesce a dare a "Obie" il giusto fascino criminale per rendere quantomeno godibile la sua presenza al fianco dello Stark di Robert Downey Jr., inaugurando una nuova era di cinecomics con brio e simpatia.

Voto: 7

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Emil Blonsky/Abomination (L'incredibile Hulk)

Quando Tim Roth fa la carogna ci si diverte sempre, e Blonsky, per quanto semplificato rispetto al villain tragico che nei fumetti è una delle maggiori spine nel fianco per Bruce Banner, non fa eccezione, almeno in forma umana. Quando invece si trasforma letteralmente nella brutta copia di Hulk, nel corso di una battaglia finale dominata dalla CGI e dagli effetti fracassoni, si intravede chiaramente il conflitto tra Marvel Studios e Edward Norton (interprete di Banner e co-sceneggiatore ufficioso) sul tono del lungometraggio. Magari in mano ad un altro regista farebbe una figura migliore, poiché in teoria il personaggio è ancora vivo - è stato menzionato nelle serie televisive - e potrebbe fare capolino in avventure future del Golia verde.

Voto: 6

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Justin Hammer (Iron Man 2)

Sam Rockwell in una scena di Iron Man 2

Anche in questa sede abbiamo a che fare con una pallida imitazione dell'eroe, tant'è che Sam Rockwell fu tra gli attori considerati per la parte di Stark, ma in questo caso l'effetto è voluto poiché il film stesso insiste sul complesso di inferiorità di Hammer con risultati per lo più simpatici, appoggiandosi sul carisma di un attore che, come Downey Jr., riesce sempre a sfruttare un certo fascino per rendere memorabili le scene in cui appare. Spiace leggermente che la sua unica apparizione successiva finora sia stata in un cortometraggio allegato al Blu-ray di Thor: The Dark World.

Voto: 6.5

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Ivan Vanko/Whiplash (Iron Man 2)

Prima immagine di Mickey Rourke, villain in iron Man 2

Già all'epoca dell'uscita si è parlato del secondo Iron Man come di un'occasione parzialmente sprecata, frutto di disaccordi tra Favreau e la Marvel sull'integrazione di certe scene importanti per il futuro del franchise. A farne le spese è stato il secondo antagonista del film, le cui scene più importanti sono state in gran parte eliminate, a detta dell'interprete Mickey Rourke. Non fatichiamo a credergli, poiché difficilmente la Marvel lo avrebbe reclutato sulla scia del successo critico di The Wrestler per affidargli la parte di quello che a metà film diventa praticamente uno scagnozzo glorificato, con qualche battuta memorabile ma poco da fare. E trattandosi di un attore notoriamente critico nei confronti di chi gli manca di rispetto, è stato un "errore di gioventù" di non poco conto.

Voto: 5

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Loki (Thor e The Avengers)

Tom Hiddleston in una sequenza del film Thor, di Kenneth Branagh

Grazie alla già collaudata alchimia fra il regista Kenneth Branagh e l'interprete Tom Hiddleston, con l'aggiunta dell'evidente sottotesto shakespeariano dei rapporti famigliari su Asgard, il fratello (adottivo) di Thor si è imposto da subito come un antagonista affascinante e multiforme, con un cocktail recitativo da parte di Hiddleston a base di charme britannico, crudele ironia e neanche tanto velata rabbia mista a tristezza. Persino nel problematico sequel di Thor, dove l'ingannatore è trasformato in antieroe e simula la propria morte per impossessarsi finalmente del trono asgardiano, la sua caratterizzazione è uscita per lo più indenne dalle decisioni conflittuali su contenuti e tono del film, indice del lavoro di base solido effettuato da Branagh e Joss Whedon.

Voto: 8

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Teschio Rosso (Captain America: il primo vendicatore)

Hugo Weaving nelle mostruose vesti di Red Skull in Captain America

Cosa si può apportare di nuovo ad un villain che incarna tutti gli stereotipi del nazismo? Non molto, ma è anche quello a far parte del fascino della nemesi di Captain America e del film in generale, che omaggia apertamente le produzioni seriali dell'epoca e dà a Hugo Weaving l'opportunità di gigioneggiare allegramente, con tanto di accento teutonico esagerato. Certo, l'efficacia del personaggio diminuisce - paradossalmente - quando il suo volto diventa quello della controparte a fumetti (forse perché Weaving non è del tutto a suo agio con una dose così abbondante di trucco), ma il divertimento vintage rimane.

Voto: 7.5

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Aldrich Killian (Iron Man 3)

Iron Man 3: Gwyneth Paltrow condivide la scena con Guy Pearce

Alla critica sui grandi attori "sprecati" in ruoli da villain nei cinecomics si tende a ribattere che gli antagonisti in questione sarebbero ancora più dozzinali se affidati ad interpreti dal talento discutibile. Lo dimostra la performance di Guy Pearce nei panni di Killian, ennesimo businessman con tendenze megalomani a voler rendere un inferno la vita di Tony Stark. Il personaggio in sé, tolto il colpo di scena finale legato al Mandarino, non ha nulla di eccezionale, ma l'attore australiano, palesemente felice all'idea di poter andare sopra le righe nei momenti giusti, gli dà quel carisma viscido che contribuisce non poco al successo del film più sottilmente audace del franchise.

Voto: 7

Trevor Slattery (Iron Man 3)

Iron Man 3: un'immagine di Ben Kingsley nei panni del Mandarino

Col senno di poi, il colpo di scena del film - il "Mandarino" era in realtà un attore squattrinato al soldo di Killian, il quale si è ispirato a figure esistenti per creare l'immagine del perfetto terrorista al fine di influenzare una guerra da cui avrebbe tratto guadagno - è stato studiato anche a livello di marketing, con i vari trailer che hanno messo gli spettatori nella stessa posizione di Tony: convinti che il personaggio di Ben Kingsley fosse una minaccia seria, sebbene alcune cose non quadrassero del tutto (perché un terrorista mediorientale parla come un predicatore statunitense?). La rivelazione in questione ha scatenato l'ira funesta dei fan del fumetto, che hanno accusato il regista Shane Black di aver "stuprato" l'antagonista più celebre di Iron Man. In realtà, nel contesto dell'universo cinematografico della Marvel in generale e di questo film in particolare, che critica l'operato dell'America in materia di lotta al terrorismo e mette alla berlina la percezione tradizionale del nemico, uno stravolgimento simile ha senso e dà al MCU un'inattesa carica politica. Senza dimenticare il contributo di Kingsley, che nel giro di una sequenza sola dà forse la prova migliore della propria versatilità recitativa.

Voto: 9

Malekith (Thor: The Dark World)

Thor: The Dark World, Christopher Eccleston è Malekith in una scena del film

Anche in questo caso c'è stato un lavoro di lima, stando ai diretti interessati, e di conseguenza il temibile Elfo oscuro è stato ridotto al minimo indispensabile in termini di presenza e spessore psicologico, nel contesto di quello che è forse il film meno riuscito del franchise, appesantito da momenti ironici fuori luogo e segnato da una mancanza di quel sapore epico promesso dai primi suggerimenti della trama. Spiace soprattutto vedere un interprete del calibro di Christopher Eccleston, tendenzialmente abbastanza selettivo nella scelta dei ruoli, in un film che avrebbe tranquillamente potuto fare a meno della sua presenza e affidare il ruolo di Malekith a un interprete meno noto. Non per niente lo stesso attore, che in sede di pre-produzione aveva parlato in termini positivi delle potenzialità del personaggio, ha successivamente affermato di aver girato il film solo per motivi economici.

Voto: 4.5

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Il soldato d'inverno (Captain America: The Winter Soldier)

Captain America: The Winter Soldier: un primo piano del Soldato d'Inverno, alias, Sebastian Stan

C'è chi si è lamentato della personalità quasi inesistente del personaggio, un killer al soldo dell'Hydra che in realtà è Bucky Barnes, amico d'infanzia di Steve Rogers. Eppure è proprio quello il senso del soldato d'inverno, un fac-simile umano che ha il solo compito di portare a termine missioni e poi tornare in ibernazione, e sul quel piano Sebastian Stan fa un ottimo lavoro, mostrandoci la totale apatia di una macchina perfetta prima che il meccanismo sia messo in crisi dal riaffiorare dei ricordi di un tempo. La sua evoluzione successiva in Civil War sottolinea ancora di più questo contrasto, ma già in questa sede, quando è ancora un villain a pieno titolo, il potenziale è sfruttato con risultati discreti.

Voto: 7.5

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Alexander Pierce (Captain America: The Winter Soldier)

Captain America: The Winter Soldier: Robert Redford e Samuel L. Jackson in una scena del film

A livello cinefilo la scelta di Robert Redford, volto dei thriller politici in voga negli anni Settanta, era perfetta. Ma anche nel contesto del film stesso si rivela azzeccata poiché l'attore, abituato ad interpretare personaggi dall'integrità morale inattaccabile, rende l'ingannevole Pierce abbastanza convincente da farci dubitare dell'intento nefasto delle sue azioni, contribuendo all'ambiguità politica generale del film che mette in crisi i valori molto tradizionali di Steve Rogers. Anche quando è ormai chiaro che abbiamo a che fare con un villain senza e senza ma, la performance di Redford rimane incredibilmente umana, persino nel momento in cui Pierce, spirando, si congeda con il motto terroristico "Hail Hydra".

Voto: 8

Ronan l'Accusatore (Guardiani della Galassia)

Lee Pace è Ronan l'Accusatore in Guardiani della Galassia

Ufficialmente uno scagnozzo di Thanos (sul quale sospendiamo il giudizio in questa sede, in attesa di una presenza maggiore), questo alieno folle e megalomane diventa in realtà il vero antagonista dopo aver acquisito una delle Gemme dell'Infinito. Nulla di tanto diverso dai soliti aspiranti dittatori extraterrestri, ma è interessante il lavoro fatto dal regista James Gunn e dall'attore Lee Pace sulla decostruzione del villain classico, mettendone in evidenza i difetti legati all'ego. Ciò rende ancora più godibile la battaglia finale, dove Ronan è talmente innamorato della propria malvagità da poter essere distratto da un piano a base di - scusate il francesismo - cazzeggio.

Voto: 7

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Ultron (Avengers: Age of Ultron)

Prima dell'uscita del film ci sono state lamentele sulla decisione di attribuire la paternità della malvagia intelligenza artificiale a Tony Stark (con l'aiuto di Bruce Banner) anziché al suo creatore nei fumetti, Hank Pym (all'epoca non ancora introdotto nel MCU). Ma nel contesto del mondo cinematografico della Marvel la scelta ha senso, dato che Ultron acquisisce e deforma i tratti della personalità di chi l'ha creato, e Stark è un contenitore instabile di impulsività, egocentrismo e tendenze distruttive. Il tutto corredato, in originale, dal sarcasmo inquietante di James Spader e della sua performance umanamente inumana.

Voto: 8

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Darren Cross/Calabrone (Ant-Man)

Ant-Man: scambio di sguardi tra Michael Douglas e Corey Stoll

Anche qui, come in Iron Man, abbiamo a che fare con un uomo d'affari disonesto, e la sensazione di déjà vu toglie un po' di punti all'antagonista di Scott Lang. Eppure ci si diverte in sua compagnia, grazie alla gioia evidente dell'attore Corey Stoll nel poter interpretare un uomo spudoratamente sadico che cela a fatica i lati oscuri della propria personalità. È anche deliziosamente ironica la sua uscita di scena, dato il suo ego abbastanza smisurato: grazie al sabotaggio della sua armatura, rimpicciolisce senza potersi fermare, fino alla morte.

Voto: 7

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Helmut Zemo (Captain America: Civil War)

Captain America: Civil War - Un primo sguardo a Helmut Zemo, interpretato da Daniel Bruhl

Segnato dalla morte della sua famiglia in Age of Ultron, Zemo è guidato da un odio molto personale nei confronti degli Avengers, e Daniel Brühl rende molto bene questa determinazione in quella che è una lotta più psicologica tra l'antagonista e gli eroi, messi alla prova dalle manipolazioni di un uomo che non ha più nulla da perdere. Sarà necessario aspettare il suo ritorno per capire realmente quanti danni ha provocato, ma già la sua prima apparizione è più che degna di nota, anche solo per il fatto che tecnicamente, essendo riuscito a causare lo scioglimento degli Avengers, è il primo cattivo della Marvel a vincere.

Voto: 7.5

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Kaecilius (Doctor Strange)

Doctor Strange: Mads Mikkelsen nel film Marvel

Il regista Scott Derrickson ha candidamente ammesso di aver scritto il personaggio sapendo cosa pensa in generale il pubblico degli antagonisti Marvel, dando allo stregone ribelle Kaecilius un'ambiguità psicologica parallela a quella dell'Antico e assottigliando di conseguenza il confine tra bene e male. La scelta di Mads Mikkelsen, esperto di interpretazioni collocate in una certa zona d'ombra, ha contribuito non poco all'esito globalmente positivo dell'operazione, penalizzata solo dalla decisione di rimuovere il personaggio dopo un solo film.

Voto: 7.5

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Ego (Guardiani della Galassia Vol. 2)

Guardiani della Galassia Vol. 2: Kurt Russell nel ruolo di Ego il Pianeta Vivente

Forse solo James Gunn poteva portare sullo schermo in modo convincente un villain il cui nome allude poco sottilmente alla sua personalità. Ed ecco che Ego, un pianeta vivente che al cinema è anche in grado di creare un avatar dalle sembianze umane (Kurt Russell), entrato in scena dopo aver rintracciato il figlio perduto Peter Quill, si presenta come una figura letteralmente larger than life, un cocktail di megalomania e profonda tristezza dovuta alla solitudine che rendono i suoi piani - trasformare tutti i pianeti della galassia in suoi simili - quel giusto miscuglio di personale e cosmico. L'unica pecca sostanziosa è la decisione, a suo modo inevitabile, di sostituire occasionalmente Russell con la CGI durante lo scontro finale, mentre la morte del personaggio è abbastanza logica data la riflessione generale del film sull'eredità e sulla possibilità di vivere per sempre.

Voto: 8

Adrian Toomes/Avvoltoio (Spider-Man: Homecoming)

Spider-Man: Homecoming, Michael Keaton in una scena del film

Interpretato con la giusta dose di umana cattiveria da Michael Keaton, Toomes si discosta dal modello tradizione dei cattivi Marvel: a lui non interessa dominare il mondo o sterminare la razza umana, ma semplicemente garantire un minimo di stabilità finanziaria alla propria famiglia, adattandosi ad un mondo dove anche i crimini più banali possono avere una connotazione "super". Come il suo giovane avversario, Toomes è una persona normale alle prese con una realtà più grande di quel che immaginava, e rimane legato ad una sorta di codice etico: quando in carcere gli viene proposto di eliminare Spider-Man, di cui conosce l'identità segreta, egli rifiuta, poiché il Tessiragnatele gli ha salvato la vita durante il loro scontro finale.

Voto: 8.5

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