Mark Valley ci racconta cosa vuol dire essere un 'bersaglio umano'

Ci siamo fatti raccontare dal protagonista di Human Target i dettagli del suo ultimo personaggio e della serie che gli ruota intorno, che andrà in onda in prima visione su Steel da settembre.

La professione di bersaglio umano non è certo la massima aspirazione di ognuno di noi, ma Mark Valley, americano di New York con una educazione militare e lauree in matematica ed ingegneria, sembra a suo agio nel ruolo, che è quello del protagonista di Human Target, serie in onda dallo scorso gennaio in USA e di ritorno il prossimo autunno per la seconda stagione, che in Italia vedremo da settembre in esclusiva su Steel. E' la storia di quella che potremmo definire una guardia del corpo un po' particolare, che, una volta assunto per proteggere un cliente, lo fa integrandosi nella sua vita per diventare letteralmente un bersaglio umano.
Valley, che ha avuto il suo primo ruolo nel 1993 in The Innocent, è stato Brad Chase in Boston Legal e, di recente, l'agente John Scott di Fringe per alcuni episodi della prima stagione, ci ha raccontato del suo Chance e del cast che l'ha accompagnato nella prima parte di questa nuova avventura televisiva, senza trascurare qualche dettaglio più personale.

Ci racconta qualcosa del suo personaggio in Human Target, sui suoi sviluppi nel corso della stagione e sugli aspetti che l'hanno incuriosito maggiormente al momento di accettare la parte? Mark Valley: Penso che quello che mi ha incuriosito di più sulla serie è stato che ci fosse più azione che dialoghi, che Chance fosse un personaggio che facesse di più e parlasse di meno. E' questo che mi ha attratto. Inoltre nello script c'era potenzialità per umorismo ed autoironia e mi è sembrato qualcosa che avrebbe fatto piacere sia interpretare che guardare.

Human Target: Mark Valley in una scena dell'episodio Embassy Row
Per quanto riguarda le scene d'azione, che ci sono sembrate ben costruite, ci dice qualcosa sul lavoro che c'è stato alle spalle? Ha interpretato in prima persona anche le situazioni più pericolose o aveva uno stunt? Mark Valley: Avevo uno stuntman ed entrambi abbiamo lavorato alle scene d'azione, in questo modo: le interpretavo io in prima persona e quando ero stanco, lui subentrava. Quando era stanco lui... bè, lui continuava.

Ci ha incuriosito molto la figura del suo personaggio che prende il posto delle persone in pericolo per proteggerle. Nel corso della prima stagione o magari in futuro, nella seconda, questa sostituzione le permetterà anche di interpretare ruoli diversi, di camuffarsi anche con la recitazione? Mark Valley: L'Ho pensato anche io ed è qualcosa che sia io che gli autori non volevamo esplorare nella prima stagione, perchè volevamo che lo spettatore imparasse prima a conoscere Chance, prima che potesse diventare altre persone. Anche se c'è la possibilità che lui possa interpretare altri personaggi, penso che lui voglia fare il minimo lavoro di questo tipo nel portare a termine il suo lavoro, penso che sia una sfida maggiore continuare ad essere sè stesso ed essere comunque credibile nei panni di un commerciale, un avvocato o un monaco. Penso che sia più divertente che lui sia sè stesso in tutti questi ruoli diversi.

Human Target: Jackie Earle Haley, Chi McBride e Mark Valley in una foto promozionale
Ci è sembrato che anche il cast sia molto affiatato, come si è creato il giusto equilibrio tra i diversi personaggi? E' stato facile trovare l'intesa con i suoi colleghi? Mark Valley: Sì, è stato molto facile, perchè era un lavoro riuscito in partenza, era già tutto nel casting. Penso che buona parte del successo della prima stagione è stato proprio in questo aspetto, nel lavoro sui personaggi fatto ancor prima di iniziare a girare. Chi McBride è un attore meraviglioso, che non si prende tanto sul serio, ma ha abbastanza esperienza da poterselo permettere senza problemi. Lo stesso vale per Jackie Earle Haley, che è stato attore da bambino e poi ha lasciato questo mondo per un'altra professione prima di tornarci. Siamo stati fortunati a lavorare insieme, con tranquillità, senza competizioni. Noi tre volevamo semplicemente divertirci e penso che questo sia percepibile su schermo.

Nel pilot della serie è presente Tricia Helfer come guest star, che è un'attrice nota del panorama televisivo. Nel corso della stagione ci sono molte guests note agli appassionati di serie tv? Mark Valley: Oh, sicuramente! La prima stagione è ricca di ospiti, abbiamo avuto Emmanuelle Vaugier, Leonor Varela che è una bellissima attrice cilena, Moon Bloodgood, la Helfer nel pilot, poi Amy Acker nel finale di stagione. Praticamente ogni episodio ha un ospite interessante, soprattutto tante bellissime donne, che mi fa sembrare una specie di James Bond della televisione. Forse è per questo che abbiamo tanti fan di dieci o dodici anni che guardano lo show (ride). E' proprio uno dei punti di forza dello show il lavoro fatto sulle guest star ogni settimana e continueremo a farlo.

Human Target: Mark Valley ed Emmanuelle Vaugier nell'episodio Embassy Row
C'è qualcuno in particolare che le piacerebbe avere in uno dei prossimi episodi? Mark Valley: Mi è piaciuto molto lavorare con Leonor Varela, che ha interpretato il personaggio di Maria Gallego, una rivoluzionaria sudamericana che ha avuto un passato con Chance. Mi piacerebbe che lei tornasse, ma in realtà vorrei poter riavere tutte le guest avute finora. Qualcuno di nuovo? Non saprei, ci sono così tante possibilità...

Passando alla sua carriera in generale, nella scorsa stagione è stato per alcuni episodi in Fringe. Considerando l'evoluzione della storia della serie nella seconda stagione, pensa ci sia la possibilità di un suo ritorno? Mark Valley: Sicuramente, penso che in Fringe possa accadere veramente di tutto. Non so se potrò essere io, Mark Valley, ad interpretare ancora John Scott, ma c'è sicuramente la possibilità che lui possa tornare in scena.

Per il futuro, Human Target a parte, c'è qualcosa in cantiere? Qualcosa che le piacerebbe fare? Magari al cinema? Mark Valley: Al momento sono piuttosto logorato dalle riprese di Human Target, perchè è uno show che richiede molto sforzo fisico, mentale e sociale, quindi adesso mi sto concentrando solo sul fare i bagagli, prendere i miei cani ed andare a Vancouver per prepararmi a lavorare per i prossimi otto mesi. Ho scoperto che se mi impegno al massimo in quello che sto facendo in questo momento, altre opportunità si presenteranno da sole in futuro. Quanto al cinema... chi non vorrebbe essere una star del cinema! Ma non ho un'idea precisa di dove voglio arrivare, voglio continuare a fare le mie scelte basandomi su chi sono in questo momento ed alla fine guardarmi alle spalle e vedere che strada sono riuscito a fare.

Il protagonista di Human Target, Mark Valley, posa per Steel al Roma Fiction Fest 2010
Prima ha fatto riferimento ai suoi cani: le piacciono, ne ha molti? Mark Valley: Ne ho due. In realtà uno, perchè l'altro appartiene a mia sorella, ma sono due che io ho salvato. Non nel senso che li ho salvati dal precipitare in un burrone, ma che li ho presi in un canile. Uno è parte pitbull e parte pastore tedesco, mentre l'altro, quello di mia sorella, è un po' di tutto. Sono animali affascinanti, amano avere un lavoro da fare... un po' come gli attori!

Ora che si trova in Italia ha avuto la possibilità di guardare un po' di televisione italiana. Che ne pensa della qualità della televisione italiana? Mark Valley: Purtroppo no. Lo sento come un conflitto, perchè quando sono in Italia mi sento in colpa guardando la televisione, visto che ci sono così tante cose che non conosco del paese. E' solo la mia seconda volta in Italia, quindi penso che dovrò prima visitare tutti i luoghi turistici più importanti e poi mi concentrerò sulla televisione.

Le è capitato di sentirsi doppiato qui in Italia? Mark Valley: No, ma non vedo l'ora di avere l'opportunità di sentirlo. A dire il vero, mi piacerebbe essere sempre doppiato in italiano (scherza).

Mark Valley ci racconta cosa vuol dire essere un...
Privacy Policy