Luther

2010 - 2015

Luther 4: il ritorno del cavaliere depresso

I due episodi che vanno a comporre la quarta stagione ci regalano una rinnovata energia da parte del detective Luther e tanti dubbi sulla sorte di Alice Morgan.

Luther

2010 - 2015 – Drammatico
3.7 3.7

Alla fine della terza stagione avevamo lasciato John Luther su un ponte insieme a Alice Morgan, pronto a celebrare l'abbandono del corpo di polizia gettando in acqua il cappotto grigio d'ordinanza. Ora lo ritroviamo sul tetto di un grattacielo intento a fissare il vuoto. Solo. Apparentemente. Con nostra sorpresa scopriamo che al suo fianco vi è l'Agente Justin Ripley, perito nel penultimo episodio della stagione 3 in uno scontro a fuoco. Warren Brown, che interpretava Ripley, si è prestato a comparire in un breve cameo affiancando Idris Elba nella primissima scena della quarta stagione di Luther. Mini-stagione per l'esattezza, praticamente un film. BBC ha deciso di produrre due soli episodi, ciascuno della durata di un'ora, incentrati su una nuova avventura dell'ispettore capo John Luther, affascinante protagonista della serie poliziesca creata da Neil Cross.

Luther: il profilo di Idris Elba

La cattiva notizia è che la nuova stagione dura troppo poco per rispondere a tutti i quesiti sollevati. La buona è che nell'ambiente già si rumoreggia la possibilità di proseguire con una quinta stagione. Due anni fa Neil Cross aveva confermato che la terza stagione sarebbe stata l'ultima, ma adesso sia lui che Idris Elba sembrano propensi a continuare. Forte dei tanti successi cinematografici, e in attesa di capire se sarà davvero lui il prossimo James Bond, Elba sembra aver ritrovato nuove motivazioni per tornare a indossare i panni dell'Ispettore Luther tanto da affermare: "Sono ben lontano dall'aver chiuso con lui. E' uno dei personaggi che amo e ho ancora qualcosa da dire al riguardo. Non mi ci vedo a voltargli le spalle. Credo che ci siano ancora molti modi per esplorare Luther, in tv e al cinema. Non vedo perché no".

Tra passato e presente

Luther: un'immagine della quarta stagione

Nella quarta stagione, John Luther è costretto a muoversi su due fronti diversi: eredita un'indagine che non gli spetterebbe e, al tempo stesso, cerca di scoprire cosa sia successo a Alice Morgan. Sì, perché alla fine della terza stagione John e Alice, la nostra psicopatica preferita, stavano progettando di fuggire insieme. All'inizio di questa nuova stagione apprendiamo che i loro progetti sono andati avanti. Alice è scomparsa dopo aver tentato di vendere dei diamanti grezzi a un criminale. Il suo scopo era raccogliere il denaro necessario per permetterle di trasferirsi in Brasile, a San Paolo, insieme a un misterioso uomo. L'uomo in questione è John Luther che, dopo aver lasciato la polizia, la attende nel suo buen ritiro sulla costa inglese pronto a lasciare tutto per seguirla. A informarlo del ritrovamento del cadavere di Alice sono i colleghi Theo Bloom (Darren Boyd) e Emma Lane (Rose Leslie), che si recano nella sua casa in campagna per capire se sia coinvolto nel decesso. In un primo momento, Neil Cross congegna l'episodio in modo che il protagonista dell'indagine poliziesca al centro della stagione sia Bloom, mentre Luther se ne sta in disparte a leccarsi le ferite. A un certo punto si verifica un evento (che non anticipiamo) che spinge Luther a tornare in servizio accantonando le proprie questioni personali. Sostituendo Bloom e prendendo sotto la sua ala protettrice la giovane Emma, viene riprodotto un simulacro della relazione che Luther aveva con Justin Ripley, uno dei personaggi di cui sentiamo più sentiamo la nostalgia per la sua capacità di riequilibrare con la sua ingenua e incrollabile fiducia nella legge il cupo pessimismo di Luther.

Un cannibale che soffre per amore

Luther: Idris Elba torna in azione

Rispetto al rigore del passato, la nuova stagione si concede una strizzata d'occhio al camp. C'è un momento preciso nel primo episodio in cui capiamo che Luther sta tornando e lo fa in un modo, per lui, inaspettato. Il ralenty che dà il benvenuto alla sua discesa in campo sembra preso di peso da un comic movie. Al posto della tuta da supereroe, a John basta infilare il cappotto grigio (che aveva gettato nelle acque del Tamigi, ma vogliamo sperare che ne possedia almeno due) per tornare a essere il superpoliziotto sprezzante del pericolo e pronto a tutto. Quello che gli si presenta davanti è uno dei classici casi "alla Luther". L'ispettore deve identificare e fermare un serial killer colpevole di efferati delitti, culminati in atti di cannibalismo, che sceglie le vittime in modo apparentemente casuale. Come da tradizione, le scene in cui vediamo il killer (John Heffernan) in azione sono particolarmente cruente, tratto distintivo della cop series inglese fin dalla prima stagione insieme a una fotografia che alterna toni plumbei a colori carichi (i famosi rossi che "decorano" le raccapriccianti scene del delitto). Un serial killer fragile e tormentato proprio come il detective che gli dà la caccia. Perché questa è la forza di Luther, entrare in sintonia con le turbe e le perversioni dei criminali, sfruttare le proprie debolezze e il proprio tragico passato per creare un legame psicologico con i freaks londinesi che incrociano il suo cammino.

Che fine ha fatto Alice Morgan?

Luther: Idris Elba e Laura Haddock a confronto

Mentre dà la caccia al criminale di turno, John Luther deve risolvere anche le questioni personali che lo turbano. La morte di Alice Morgan, annegata in un canale di Anversa, sembra ormai certa, ma conoscendo le mille risorse della bella psicopatica, Luther per primo ha difficoltà a credere alla sua dipartita. A complicare la situazione fa la sua comparsa un altro personaggio femminile, misterioso quanto Alice, ma molto meno affascinante. A interpretarlo è la star di Da Vinci's Demons Laura Haddock. Per attirare l'attenzione di Luther, la donna, che si fa chiamare Megan Cantor, afferma di avere un messaggio da parte di Alice. In realtà la sua presenza aggiunge un'ulteriore livello di complessità all'indagine facendo riaffiorare nella memoria del poliziotto un caso di vent'anni prima. Dal punto di vista narrativo, se la coppia Luther/Emma funziona, generando nel pubblico un'immediata affezione grazie anche alla perfomance sentita di Rose Leslie, meno bene va alla coppia Luther/Megan. Se il tentativo di Neil Cross è quello di inserire un succedaneo di Alice Morgan, gettando le basi per un futuro senza Ruth Wilson, l'operazione non sembra riuscita. Anche in virtù del poco tempo a disposizione, il personaggio di Laura Haddock è privo di appeal. In parte anche a causa di un'interpretazione confusa, a tratti eccessivamente ambigua, a tratti sommessa, a tratti troppo sopra le righe. Anche se il subplot introdotto dall'apparizione di Megan viene risolto brillantemente, rispettando il rigore logico alla base della serie, questa figura irrisolta non ci lascia con la voglia di rivederla. Noi rivogliamo Alice Morgan e anche gli autori dello show ne sono consapevoli. Pur costretti a rinunciare alla presenza di Ruth Wilson, impegnata sul set di The Affair, intorbiscono le acque sulla sua fine lasciando aperto uno spiraglio per il suo ritorno.

Cosa cambia rispetto al passato

Luther: Idris Elba e Rose Leslie in una scena

Pur avendo vissuto avvicendamenti di interpreti e personaggi, Luther è una serie fedele a se stessa. La ragione sta nella presenza carismatica del suo protagonista Idris Elba, una garanzia, e nella qualità di scrittura di Neil Cross e dei suoi collaboratori che non ha mai visto cedimenti. Nella quarta stagione, però, a tratti si respira un'aria nuova. Dopo un inizio decisamente cupo, la discesa in campo di Luther coincide con un senso di rinascita. Il detective celebre per il suo pessimismo cosmico sembra aver ritrovato una nuova energia (merito del tempo trascorso con Alice Morgan?) e un nuovo slancio nel lavoro. Lo testimoniano le scene in cui è costretto a difendersi dai killer (non troppo abili, a dirla tutta) che gli danno la caccia e che neutralizza senza scomporsi. I toni si fanno più lievi e, pur nella drammaticità generale, a tratti serpeggia un sottile humor. La quarta stagione di Luther ci lascia addosso la sensazione che rivedremo il poliziotto inglese prima di quanto crediamo. A confermare questa impressione è la scena finale, che lo vede allontanarsi sulle note di A Few Hours After This dei Cure. La band ha accettato di ri-registrare il brano appositamente per la score di Luther, vista la passione di Neil Cross, fan sfegatato dei Cure fin dall'infanzia. Lasciamo allora la parola a Robert Smith, nella speranza che prima o poi il detective tormentato che tanto amiamo tornerà a farci visita... non solo nei nostri sogni. "The look before I go is the look for you, You only have to look and it will all come true...."

Luther 4: il ritorno del cavaliere depresso
Valentina D'Amico
Redattore
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