Love, Nina

2016 - ....

Love, Nina: Nick Hornby al servizio della BBC

Il grande scrittore si concede al piccolo schermo con una miniserie comica spumeggiante e ben calibrata. In anteprima alla Berlinale.

Love, Nina: Ethan Rouse, Helena Bonham Carter, Faye Marsay, Harry Webster

La giovane Nina, nata a Leicester, si trasferisce a Londra per diventare babysitter a domicilio.
Dopo un primo tentativo fallito, viene assunta dall'eccentrica Georgia, madre di due maschietti piuttosto irrequieti. Sotto forma di lettere mandate alla sorella, assistiamo alle disavventure quotidiane di Nina, che cerca di adattarsi alla nuova città e al nuovo stile di vita.

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In questo articolo

Una storia vera

Love, Nina: Ethan Rouse, Helena Bonham Carter, Faye Marsay, Harry Webster in un'immagine

È uscito nel 2013 il libro Love, Nina, raccolta delle lettere che Nina Stibbe inviò alla sorella durante gli anni Ottanta, quando fu assunta come tata da Mary-Kay Wilmers, direttrice del periodico London Review of Books e residente in un quartiere che vantava la presenza di personaggi illustri come il drammaturgo Alan Bennett e il regista Karel Reisz. Dalle lettere di Nina emerge l'innocenza di una ragazza del Nord trapiantata nella capitale inglese senza veramente rendersi conto del cambiamento epocale cui andava incontro la sua vita (per dirne una, non aveva mai sentito parlare dei vari abitanti VIP della zona). Da questo caso editoriale è nata la miniserie comica Love, Nina, prossimamente in onda su BBC e presentata in anteprima - due episodi da mezz'ora su cinque - alla Berlinale nella sezione consacrata appunto alle produzioni televisive.

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Un tocco di classe

Un'immagine dello scrittore Nick Hornby

Per adattare la scrittura di Stibbe è stato ingaggiato uno che di personaggi femminili forti ed interessanti se ne intende, vale a dire Nick Hornby, di nuovo su suolo britannico dopo le trasferte americane di Wild (altra storia vera) e Brooklyn. Tornato in zone a lui più note, il grande romanziere ritrova lo spirito leggero ma brillante che caratterizza le sue opere, portando sullo schermo il divario culturale tra una giovane del Nord dell'Inghilterra e una famiglia londinese senza scivolare nella caricatura. Ad aiutarlo c'è anche il tocco leggero ma vivace della regista S.J. Clarkson, reduce da produzioni di tutt'altro genere come Jessica Jones e Vinyl.

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Piccoli sketch epistolari

Ogni episodio segue una formula ben precisa, con la trama principale suddivisa in brevi sprazzi di vita quotidiana, capitoli il cui titolo è una frase pronunciata nel contesto di quel segmento. La voce narrante di Nina, che scrive alla sorella, è una presenza costante (il titolo è quello che dice al termine di ogni missiva, con un delizioso accento di Leicester: "Con affetto, Nina"), mentre al termine dei titoli di coda c'è una sequenza aggiuntiva che funge da gag di commiato. Una struttura efficace che sfrutta tutto il potenziale comico del materiale di base senza tirarla per le lunghe.

Due grandi donne

Pride: una scena con Geroge McKay e Faye Marsay

A dare vita a Nina ci pensa la giovane e brava Faye Marsay (classe 1986), già vista in Pride, The White Queen e alcuni episodi de Il trono di spade (interpreta la sacerdotessa che aiuta Arya nella quinta stagione). Alla sua energia under 30 si contrappone la fermezza eccentrica di Helena Bonham Carter, al primo ruolo seriale da anni nei panni di Georgia, amabilmente bislacca ma calma in una casa dominata dal caos. Se aspettiamo con ansia di vedere gli episodi rimanenti, il merito è soprattutto di loro due, portavoce perfette dei dialoghi di Hornby.

Love, Nina: Nick Hornby al servizio della BBC
Max Borg
Redattore
4.0 4.0
Berlino 2016
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