Logan - The Wolverine

2017, Azione

Logan - The Wolverine: 5 cose che potreste non aver notato del film

Anche l'addio di Hugh Jackman alla saga degli X-Men contiene, come da tradizione, alcuni dettagli nascosti che faranno la gioia dei fan.

È attualmente nelle nostre sale Logan - The Wolverine, il film di James Mangold che chiude un'era del franchise cinematografico degli X-Men trattandosi dell'addio di Hugh Jackman al ruolo di Wolverine, personaggio che ha definito gran parte della carriera americana dell'attore australiano. Dopo diciassette anni e nove film Jackman ha deciso di appendere gli artigli al chiodo (sebbene Ryan Reynolds sia ancora determinato a fargli cambiare idea eccezionalmente per un incontro/scontro con Deadpool), e per il film di commiato ha scelto di mostrarci un Wolverine diverso: invecchiato, indebolito (i suoi poteri di guarigione rapida cominciano a fare cilecca), isolato in un paesaggio desertico e semi-apocalittico che, insieme alla violenza più esplicita del solito, rende Logan un western crepuscolare travestito da film di supereroi. Ma sotto quella scorza matura e autoconclusiva (ebbene sì, pur essendo il decimo episodio può essere visto anche da chi non conosce i film precedenti) rimane comunque un'anima parzialmente rivolta ai fan di vecchia data, principalmente sotto forma dei consueti Easter Eggs. Ecco quelli più significativi. Ovviamente l'articolo contiene spoiler.

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1. I fumetti? Baggianate!

Già nel secondo trailer abbiamo potuto assistere al momento in cui Logan, dopo aver scoperto che la giovane Laura conosce i fumetti degli X-Men (in questo caso una rielaborazione postmoderna dei romanzetti pulp che immortalavano gli antieroi nel Far West), critica la mitopoietica cartacea affermando che solo una parte di quegli eventi erano reali, e anche in quei casi c'è stata licenza poetica. Quello che forse non tutti sanno è che il fascicolo in questione non è un albo preesistente, bensì una creazione concepita appositamente per il film con i disegni di Joe Quesada, storico editor-in-chief della Marvel e co-autore della discussa miniserie Origin, dove viene svelato il passato di Logan (il cui vero nome, James Howlett, fa capolino un paio di volte nel film). C'è però un po' di ipocrisia nella critica del protagonista, il quale sostiene che nella vita vera "la gente muore". Peccato che in quella scena egli sia insieme a Charles Xavier, annientato in X-Men: Conflitto Finale e poi resuscitato come se niente fosse. D'accordo, era una linea temporale diversa, ma in teoria Logan se lo ricorda ancora. E a proposito di linee temporali...

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2. Dove siamo?

Logan: Hugh Jackman e Patrick Stewart in una foto del film

Prima dell'uscita del film Jackman e Mangold hanno affermato che Logan è fruibile senza dover tenere conto della continuità piuttosto ingarbugliata del franchise, tra errori di cronologia e il retcon colossale che è stato X-Men: Giorni di un futuro passato. Tuttavia qualche indizio suggerisce che l'ultima avventura di Wolverine non sia ambientata in un mondo tutto suo, alla Deadpool, bensì nella realtà nata dopo il viaggio nel tempo in Giorni di un futuro passato. Per l'esattezza, quando Logan si interroga sulla provenienza di Laura/X-23, Xavier afferma che il DNA del mutante canadese era custodito nella base di Alkali Lake, dove Wolverine è stato vittima dell'esperimento Arma X. Ebbene, nella scena post-credits di X-Men: Apocalisse qualcuno si è introdotto nella base dopo il massacro effettuato da Logan (tra le vittime c'era anche il padre di Zander Rice, uno dei nuovi antagonisti) e ha sottratto diverse fiale contenente DNA mutante. Il produttore Simon Kinberg, attuale showrunner di tutta la saga, ha confermato in occasione di interviste che quella scena allude alla nascita di Laura, anche se in Logan un dettaglio in particolare è stato omesso...

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3. Assenza sinistra

Logan: Dafne Keen interpreta X-23

Sempre nel post-credits di Apocalisse veniva suggerito il debutto prossimo di Nathaniel Essex alias Sinistro, uno dei più celebri avversari degli X-Men. Nei fumetti è un genetista, responsabile del famigerato Massacro Mutante (evento che costò la vita a gran parte dei Morlock, mutanti reietti che vivevano nelle fogne di New York) e creatore di Madeline Pryor, il clone di Jean Grey che divenne la moglie di Ciclope e la madre di Cable (il quale dovrebbe debuttare in Deadpool 2). Mangold ha scelto di non includerlo in Logan perché il personaggio, soprattutto a livello iconografico, era poco compatibile con l'atmosfera più cruda e realistica voluta per il film. Rimane però sullo sfondo, indirettamente, quando viene precisato che la Transigen appartiene ad una società americana (non identificata), presumibilmente la Essex Corporation...

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4. Il mutante della valle solitaria

Clint Eastwood è... il texano dagli occhi di ghiaccio

Tra i film a cui Mangold si è ispirato per la realizzazione di Logan c'è un classico del western come Il cavaliere della Valle Solitaria, diretto da George Stevens e con Alan Ladd nei panni di un pistolero che, come Wolverine, deve fare i conti con una vita passata all'insegna della violenza. L'omaggio è alquanto esplicito poiché il film viene anche mostrato su uno schermo televisivo (e Laura cita il finale quando Logan viene sepolto), ma il legame con la saga degli X-Men, e la performance di Jackman in particolare, è evidente soprattutto nell'impatto che il personaggio di Shane ha avuto sul genere western, con vari rifacimenti ufficiosi tra cui Il cavaliere pallido, il cui regista e protagonista Clint Eastwood è stato una delle fonti d'ispirazione per Jackman per interpretare Wolverine nel 1999.

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5. La canzone giusta

Logan: una foto del protagonista Hugh Jackman

Nel primo trailer del film l'atmosfera funerea era incarnata anche dalla scelta musicale: Hurt, un brano dei Nine Inch Nails reinterpretato da Johnny Cash, la cui vita è al centro di un altro film di Mangold, Walk the Line. Oltre a quella canzone, che parla - secondo alcune interpretazioni critiche - della possibilità di avere una ragione d'esistere malgrado il dolore costante (un concetto che riassume perfettamente il plot di Logan), il regista ha scelto un'altra composizione di Cash per accompagnare i titoli di coda: The Man Comes Around, uno degli ultimi lavori del cantante prima della sua scomparsa nel 2003. Anche in questo caso il testo calza a pennello, poiché il contenuto biblico rispecchia la connotazione messianica di Logan in questa sua ultima avventura, dove lui compie il sacrificio estremo per permettere a Laura e ai suoi amici di raggiungere un santuario mutante chiamato Eden.

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