Locarno 2011, giorno 6: tsunami, spie e serial killer

Tante e varie le pellicole in concorso di oggi che provengono da Francia, Cile e Giappone. Protagonisti della giornata Gerard Depardieu e Mike Medavoy.

Col ritorno del sole la Piazza Grande ha accolto adeguatamente i divi d'Oltralpe Gerard Depardieu e Isabelle Huppert che hanno ricordato con commozione la loro collaborazione con Maurice Pialat. L'autore di Loulou, Sotto il sole di Satana e L'amante giovane, scomparso nel 2003, verrà omaggiato dal festival oggi in un incontro pubblico a cui parteciperanno lo stesso Depardieu e la vedova di Pialat, la produttrice Sylvie Pialat. Stasera toccherà al produttore Mike Medavoy recarsi sul palco dello schermo più grande d'Europa per ricevere il Premio Raimondo Rezzonico. Per chi non lo conoscesse, Medavoy è il pluripremiato produttore di Zodiac, Shutter Island e Il cigno nero. Tra i suoi prossimi progetti spicca la discussa pellicola sui 33 minatori cileni intrappolati, dopo un crollo, nella miniera di San José che vennero estratti vivi in uno spettacolare salvataggio avvenuto lo scorso anno. Dopo il premio a Medavoy seguirà l'anteprima di 4 Days in May, co-produzione russo-tedesco-ucraina che ricostruisce l'occupazione di un orfanotrofio da parte delle truppe sovietiche quattro giorni prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. Le truppe tedesche sono molto vicine, accampate sulla spiaggia, ma nessuno dei due eserciti ha più la forza di combattere. Tra gli occupanti dell'orfanotrofio, però, l'anomala situazione crea un certo subbuglio. Nascono amori segreti e il pestifero Peter fa di tutto per aizzare i due contingenti l'uno contro l'altro. Le cose, però, andranno in modo ben diverso dal previsto.

Maurice Pialat e Gerard Depardieu
Batte bandiera cilena il drammatico The Year of the Tiger, pellicola a bassissimo budget che testimonia la distruzione e la desolazione provocate dallo tsunami sulle coste cilene. Il film, lavoro dall'estetica poverissima e dalle lunghe pause narrative, segue le peregrinazioni di un detenuto fuggito in seguito al crollo del carcere che vaga per le campagne dopo aver appreso della morte dell'intera famiglia in seguito alla catastrofe naturale. L'intrigante thriller psicologico francese di Laurent Achard Last Screening, mescola orrore, morbosità e cinefilia in un cocktail ben amalgamato che segue le gesta del serial killer feticista Sylvain, giovane che ha deciso di dedicare la propria vita a un cinema di quartiere condannato alla chiusura e vive nello scantinato della sala di cui è programmatore, proiezionista e cassiere. Ogni proiezione di Sylvian si conclude però con un omicidio notturno che gli permette di arricchire la sua collezione di orecchie femminili. Delicato e sospeso il giapponese Tokyo Kouen, ultima pellicola in concorso di oggi diretta dall'apprezzato Shinji Aoyama , che segue le mosse di un aspirante fotografo ingaggiato per spiare la fidanzata di un uomo geloso e paranoico. La vita del fotografo cambierà in maniera inaspettata di fronte alle scoperte fatte e muterà per sempre il suo rapporto nei confronti del gentil sesso.

Giacomo Zulian in una scena de L'estate di Giacomo
La sezione cineasti del presente ospita l'anteprima di un piccolo film, diretto e co-prodotto dal friulano Alessandro Comodin. L'estate di Giacomo, nato come documentario e poi definito uno strano oggetto a metà tra la docufiction e il documentario poetico, si concentra su Giacomo, giovane amico del regista non udente che decide di sottoporsi a un'operazione per recuperare l'udito. Giacomo trascorre l'estate del passaggio dalla sordità al recupero dell'udito, dall'adolescenza alla maturità insieme all'amica di sempre Stefania tra pomeriggi trascorsi sul Tagliamenti, giochi e confessioni. La pellicola, intima e delicata, è co-prodotta dalla coraggiosa Tucker Film che si occuperà anche della distribuzione.

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