Locarno 2008: le prime giornate tra letteratura e temi sociali.

Archiviata la terza giornata, la kermesse ticinese è entrata nel vivo a tutti gli effetti e sta lentamente sfoderando i suoi assi nella manica.

Mentre la proiezione ufficiale della commedia made in USA Chaos Theory indica che anche il terzo giorno di questa edizione del Festival di Locarno è ormai agli sgoccioli, possiamo affermare con certezza che la kermesse ticinese è entrata nel vivo a tutti gli effetti e sta lentamente sfoderando i suoi assi nella manica. A turbare gli animi, malinconicamente rassegnati alla prossima partenza del direttore artistico Frédéric Maire che ha deciso di accettare l'offerta fattagli dalla Cinematheque Suisse, ci ha pensato la pioggia che, dopo aver movimentato la cerimonia d'apertura del festival in Piazza Grande e la proiezione inaugurale della pellicola di Julian Jarrold Brideshead Revisited, ogni sera si ripresenta puntualmente spingendo gran parte del pubblico a optare per le sale al chiuso rinunciando a malincuore alla magica atmosfera del maxischermo di Piazza Grande. Una calorosa accoglienza è stata riservata al Pardo d'Onore di quest'anno, il regista israeliano Amos Gitai, icona dell'impegno politico che qui a Locarno ha presentato il suo ultimo lungometraggio Plus tard tu comprendras, dedicato alla riscoperta della memoria del passato e interpretato dall'icona del cinema francese Jeanne Moreau. Giorno dopo cresce l'attesa per gli incontri riservati a pubblico e critica con Nanni Moretti, la cui presenza come protagonista della retrospettiva di quest'anno spiega l'intenso afflusso di giornalisti italiani, decisamente maggiore rispetto al solito. Oltre alla retrospettiva completa delle opere di Moretti, hanno destato curiosità le sue scelte operate nella carte blanche (una rosa di titoli di altri autori proposti dal regista stesso e per lui significativi) che comprende classici come Lola di Jacques Demy o Notte e nebbia di Nagisa Oshima vicino al recente Guida per riconoscere i tuoi santi, dell'esordiente Dito Montiel, o al feroce Riff Raff di Ken Loach.

All'interno del Concorso Internazionale fino ad oggi nessun titolo si è distinto per particolari qualità artistiche. Numerose sono le pellicole europee presenti all'interno della competizione, in cui la tendenza dominante è quella di un realismo minimalista che affronta i problemi della società contemporanea (si va dall'immigrazione selvaggia alla prostituzione e all'alcolismo fino all'incesto) lasciando talvolta spazio a sentimenti più privati, come il dolore per la perdita di un figlio o i piccoli drammi esistenziali che costellano la vita di tutti i giorni. Primo film presentato in concorso il messicano Parque via, il cui plot ricorda alla lontana lo struggente Oltre il giardino, dramma della solitudine e dell'alienazione che apre una finestra sulla frattura sociale tra ricchi e poveri, e tra bianchi e indios, presente nel Messico di oggi. Delicato e pudico il turco Autumn, fin'ora il lavoro migliore del concorso, che descrive gli ultimi mesi di vita di un giovane ex detenuto politico malato terminale che trova sollievo nel fugace amore per una prostituta georgiana, mentre la coproduzione internazionale Nulle part terre promise affronta la delicata questione dei viaggi della speranza dei profughi curdi verso la ricca Inghilterra, viaggi che si rivelano un vero e proprio inferno, intrecciandola con le storie di un imprenditore francese in trasferta in Ungheria e di una studentessa che gira per l'Europa armata di telecamera. Dramma tutto privato quello dell'olandese Katia's Sister che descrive l'ossessione morbosa della piccola Lucia per la sorella Katia, spogliarellista in un locale notturno. Le scelte narrative forti e talvolta incomprensibili segnano una pellicola tutta giocata sullo sguardo allucinato della giovanissima protagonista che attraversa una realtà non troppo rosea (una madre prostituta e una sorella ribelle e poco giudiziosa) filtrandola attraverso la propria ingenua percezione. Infine il ruvido März, produzione austriaca a basso budget, mostra la cognizione del dolore delle famiglie di tre giovani morti suicidi senza lasciare nessuna spiegazione, che devono imparare a convivere con questo enorme buco nero senza poter trovare alcuna risposta.
Vedremo prossimamente su chi si orienterà la scelta della giuria, di cui fa parte anche il nostro Paolo Sorrentino.

Inaugurata anche la sezione indipendente della Settimana della Critica che ha visto in apertura la proiezione di un curioso film/documentario svizzero, No more smoking signals, dedicato alla riserva dei Lakota-Sioux di Pine Ridge, nel South Dakota, dove i nativi americani hanno installato una stazione radio che permette loro di comunicare con il mondo esterno facendo sentire la propria, orgogliosa, voce. Si attendono a breve gli arrivi di tre scrittori di fama mondiale: Alessandro Baricco, che sarà presente in veste di regista con la sua Lezione 21 dedicata a Beethoven, Michel Houllebecq, anche lui passato dietro la macchina da presa per adattare il proprio romanzo La possibilitè d'une ile, e Chuck Palahniuk che accompagnerà Choke, in anteprima qui a Locarno, colmando in parte l'assenza giustificata della protagonista del film Anjelica Huston che ha costretto l'organizzazione del Festival a rinviare la consegna dell'Excellence Awards tributato quest'anno alla straordinaria attrice.

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