ll Bellaria Film Festival Doc ha fatto trenta

Con Tony Servillo, Lunetta Savino ed i documentari di Werner Herzog e Mika Kaurismaki la manifestazione romagnola si prepara a festeggiare un'edizione memorabile

Il Bellaria Film Festival Doc compie trent'anni e non è certo una cosa da poco, vista la situazione critica che molte manifestazioni cinematografiche sono costrette ad affrontare in tempo di crisi. Un compleanno che la kermesse romagnola è ben decisa a celebrare e onorare nel migliore dei modi durante la prossima edizione che si terrà dal 31 maggio al 3 giugno con il Premio Speciale Casa Rossa assegnato a Toni Servillo. Ad annunciarlo è il Direttore Fabio Toncelli, orgoglioso di ricordare come la carriera cinematografica dell'attore iniziò proprio da Bellaria con L'uomo in più di Paolo Sorrentino. " Possiamo dire che il nostro festival fu un vero viatico per la sua carriera, dato che fummo tra i primi a riconoscere il suo incredibile talento nel 2002, conferendogli il premio come miglior attore. Per ricordare quell'anno, che tra l'altro ha segnato l'inizio della sua collaborazione con Sorrentino, Servillo ha accettato di tornare per accompagnare La trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni, documentario incentrato sulla tournée teatrale dell'attore e sulla messa in scena dell'opera". Ad affiancarlo nei quattro giorni festivalieri ci sarà anche il volto popolare di Lunetta Savino, chiamata a sostenere il ruolo di giurata, e l'esperienza del primo direttore artistico Morando Morandini, che assegnerà una menzione speciale di merito a una delle pellicole in concorso.

Toni Servillo durante le riprese di Le conseguenze dell'amore
Celebrazioni a parte, però, il festival di Bellaria non dimentica la sua funzione più importante, ossia quella di dare spazio al linguaggio del documentario. Particolarmente ignorata dalla televisione e dalle case di distribuzione, questa forma cinematografica sta dimostrando di essere sempre più viva e prolifica. A evidenziarlo, in questo caso, sono le numerose pellicole inviate per essere selezionate e le sei che, a oggi, sono entrate nel programma del Concorso Italia DOC, sottoposto a ulteriori ampliamenti nei prossimi giorni. A comporre la sezione, fino a questo momento sono: Italy: love it, or leave it, una riflessione semi seria on the road di due ragazzi sulla possibilità o meno di lasciare il nostro paese,Tahrir, uno spaccato drammatico e realista sulla condizione dell'Egitto durante le manifestazioni del 2011, Mare chiuso, in cui si torna ad affrontare il problema dei barconi carichi di profughi partiti dalla Libia, Le vere false teste di Modigliani che riporta agli onori della cronaca la beffa artistica più colossale degli ultimi trent'anni, Freakbeat, incentrato sulla ricerca da parte di Freak Antoni delle prove di una fantomatica session tra l'Equipe 84 e Jimi Hendrix, per finire con la vicenda surreale de I Morti di Alos, in cui si racconta il destino drammatico di un piccolo centro sardo colpito mortalmente dalla modernità e dall'industrializzazione.

Lunetta Savino in una scena di Saturno Contro
Ad arricchire un programma già promettente, poi, arriva anche la rassegna Panorama Internazionale che quest'anno cambia veste grazie alla stretta collaborazione con il Biografilm di Bologna. "Il fine di questa unione - continua il direttore Toncelli - è di creare una rete tra i festival più deboli economicamente. Da sempre l'Emilia Romagna è stata terra di numerose manifestazioni cinematografiche, eppure oggi molte di loro sono scomparse a causa dei tagli alla cultura. Per continuare a resistere e per creare un pubblico comune, con il Biografilm abbiamo progettato una sorta di scambio di pellicole". Secondo questo accordo, il festival di Bologna ospiterà una selezione di documentari di Bellaria, mentre questa si prepara ad accogliere delle anteprime tra cui alcune firmate da grandi maestri del cinema. Ad attrarre l'attenzione sono soprattutto due titoli: Into the Abyss e Mama Africa, realizzati rispettivamente da Werner Herzog e Mika Kaurismaki. Il primo continua la lunga discussione sulla pena di morte seguendo il destino di due condannati nella prigione di Livingston in Texas, mentre il secondo ricostruisce la vita e l'arte di Miriam Makeba che, attraverso la potenza della sua musica, ha fatto conoscere al mondo il cuore grande del Sud Africa.

Death Row: Werner Herzog assorto nei suoi pensieri sul set del suo documentario
Per finire, non bisogna dimenticare RadioDoc, terza rassegna in programma, nata dalla consapevolezza che il linguaggio radiofonico possa documentare quanto, se non meglio di quello video. Seguendo questa filosofia Giorgio Zanchini, conduttore di Tutta la città ne parla in onda su Radio3, presenterà Il vero della radio incentrato sul making of del radiodocumentario dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, mentre David Jaeger, compositore e produttore della CBC Canadese celebrerà il trentennale della scomparsa di Glenn Gould. Musicista e artista eclettico Gould ha lasciato una grande eredita che Il Festival di Bellaria offrirà al suo pubblico in Gould, Schoenberg e l'informazione overload. Si tratta di registrazioni inedite in cui il grande pianista esegue Schoenberg, chiacchiera con John Cage e si addentra in discussioni sulla musica e sull'eccesso d'informazioni che contiene.

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