Legion

2017 - ....

Legion e un finale di stagione che soddisfa, ma non risponde a tutte le domande

Arriva al termine il primo ciclo di episodi della folle serie FX dedicata al personaggio Marvel.

Legion: un primo piano di Dan Stevens nel finale della prima stagione

Dal 2008 ad oggi, la Marvel ha messo in piedi un proprio compatto, coerente universo narrativo su grande schermo, affiancandolo negli ultimi anni anche a due filoni televisivi separati: da una parte creando un microcosmo sulla piattaforma streaming Netflix, dall'altro usando il network di casa Disney, la ABC, per sviluppare serie da coordinare a quanto visto al cinema. Ma sappiamo bene che le storie della Casa delle Idee hanno anche altre entità al lavoro su di esse, dalla Sony che può vantare lo sfruttamento di Spider-Man alla Fox che detiene i diritti dei mutanti.

Ed è a quest'ultimo filone che si accoda una delle ultime produzioni, in ordine cronologico, tra quelle che si ispirano a personaggi della Marvel, quel Legion che aveva sorpreso con il trailer presentato allo scorso Comicon di San Diego e che arriva ora, dopo otto surreali episodi, o dovremmo dire capitoli, al finale della sua prima stagione di vita. Un finale che, lo diremo da subito, non rappresenta la vetta di questo primo blocco di puntate, ma che completa in modo coerente quanto impostato fin qui, lanciando l'esca per quanto vedremo in una seconda stagione già ordinata da FX.

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Persi nel labirinto

Legion: un'immagine della serie

Come avevamo già evidenziato parlando del pilot di Legion, la serie scritta da Noah Hawley (lo stesso che ha adattato in modo brillante Fargo) si e ci immerge nella mente del suo protagonista, avvalendosi di sequenze visionarie e allucinatorie, di sprazzi dal passato e luoghi onirici, per riprodurre il complesso mondo interiore di David. Avevamo evidenziato come tutto questo potesse ostacolare l'empatia nei confronti dei personaggi, a cominciare dalla coppia di strambi innamorati composta dallo stesso David e Sydney. Chi scrive era inoltre preoccupato che tale costruzione visiva elaborata si potesse limitare al solo primo episodio e non fosse mantenuta per l'intera stagione: niente di più sbagliato!

Legion: un'immagine della serie targata FX

Pur concentrandosi, di episodio in episodio, su un cuore tematico più tradizionale, in linea con quello che ci si aspetta dal genere supereroistico e col racconto dello scontro tra il bene (David) e il male (l'essere che albergo dentro di lui), Hawley gioca continua a giocare con la struttura narrativa che fa da ponte tra noi spettatori e il mondo interiore di David, rendendolo il mezzo con cui la storia di Legion ci viene raccontata. Mettendo al centro del racconto il mutante protagonista con il suo incredibile potere, ma anche i suoi vincolanti problemi, l'autore rende questi ultimi il motore stesso di una narrazione che non si è adagiata mai sulla strada più facile e lineare, ma di settimana in settimana ha sempre sperimentato e osato, anche a costo di tenere a distanza una fetta di spettatori.

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Road to Season 2

Legion: Un momento del finale della prima stagione

Se ciò è stato possibile è perché Legion è andato in onda in USA sul canale FX, di proprietà di Fox, ma adagiato comodamente nella nicchia del Basic Cable e quindi rivolto a un pubblico più smaliziato di quello che si nutre a pane e procedurali dei network tradizionali. Per questo Hawley, che è tornato alla sceneggiatura proprio per il finale dopo i primi due episodi della stagione, ha potuto sperimentare e costruire un finale che si può definire anticlimatico per il modo in cui porta a compimento quanto impostato nelle settimane precedenti, rinunciando ai ritmo dei due precedenti, facendo anzi un passo indietro e presentandoci, in apertura, lo sviluppo di un momento iniziato proprio nel pilot, mostrandoci quanto accade a Clark, l'uomo della Divisione 3 che interrogava David, dopo l'esplosione per guidarci verso una risoluzione che è solo parziale, che libera il protagonista dallo Shadow King che lo possedeva per allargare la minaccia al mondo.

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La musica in testa

Legion: il cast in una scena di gruppo nel finale di stagione

Non è solo con le elaborate costruzioni visive che gli autori hanno tenuto una coerenza stilistica nell'arco degli otto episodi della stagione 1 di Legion, ma anche con un'accorta selezione musicale, attingendo a suggestioni diverse ma sempre coerenti con quanto mostrato su schermo: se l'episodio 5, a nostro parere il più bello di questa prima tornata, sfruttava The Daily Mail dei Radiohead per sottolineare uno dei suoi momenti più intensi, nel finale di stagione si ricorre a Breathe dei Pink Floyd per accompagnarci in un inquieto viaggio nella memoria di David per poter liberare il ragazzo dell'ospite indesiderato, mentre è Children of the Revolution dei T-Rex che sostiene il viaggio finale del nuovo ospite del villain, Oliver, verso sud.

C'è tempo, come da tradizione del genere, per una scena post-credits che ci riporta su David e Syd, in tempo per osservare una misteriosa sfera fluttuante che appare davanti a loro, scansiona il ragazzo e lo risucchia al suo interno. Un twist finale che conferma la voglia di sorprendere e stupire, ma lascia gli spettatori con ulteriori domande ed una crescente curiosità per quello che gli autori hanno in mente per proseguire la storia il prossimo anno.

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Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0
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