Legion

2017 - ....

Legion: benvenuti nel folle labirinto umano degli X-Men

L'instabile personaggio Marvel, figlio di Charles Xavier, segna il debutto televisivo dell'universo narrativo dei celebri mutanti. Il 13 febbrario, su Fox, andrà in onda questo strano pilot dove i generi sono confusi e il ritmo instabile come la mente del suo protagonista.

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David ha occhi cristallini, una pelle candida e capelli biondi. Sembra che l'aggettivo "angelico" sia stato coniato apposta per lui. E invece no. No, perché basta guardarlo meglio per scorgere uno sguardo allucinato attraversato da una costante inquietudine, notare una capigliatura spettinata e sciatta, capire che dentro David c'è un mondo che ribolle in un mare tempestoso. Prodotta dalla 20th Century Fox in collaborazione con Marvel Television, la nuova serie tv Legion è tutta ambientata lì, nel cervellotico labirinto di questo ragazzo malato, afflitto dal fardello di poteri straordinari. Un personaggio quello di David che sdogana l'universo superoistico degli X-Men anche sul piccolo schermo, ponendosi però su un binario parallelo rispetto alla saga cinematografica inaugurata da Bryan Singer e retta dalla possenti e sempre più stanche spalle di "Old Logan" Hugh Jackman.

Legion: un'immagine della serie targata FX

Per intenderci: in Legion potrebbe apparire un personaggio ormai amato come Charles Xavier, il padre di David, ma non con le fattezze di Patrick Stewart o James McAvoy. Questo è un universo a parte, e in effetti, dopo aver visto questo pilot, la serie sembra voler urlare a gran voce il suo bisogno di indipendenza, e lo fa grazie ad uno stile narrativo e visivo che si discosta molto da quanto già visto in casa Marvel sia al cinema che in tv. Lontano dal cupo mondo metropolitano delineato da Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage su Netlflix e dall'eroismo brillante e dinamico del Marvel Cinematic Universe, Legion cerca con coraggio e sfrontatezza una tono tutto suo, uno suo stile estremo, onirico, cangiante, che risponde alla natura del più potente e problematico dei mutanti.

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Né super, né eroe

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David ha provato ad essere normale: un bravo bambino, un adolescente integrato, ma gli enormi poteri di cui è dotato hanno preso presto il sopravvento. David non gestisce i suoi poteri, ne è vittima. Incute timore in chi gli sta attorno, ma quello che ha più paura di tutti sembra proprio lui. Dopo averci raccontato con una bella (e sintetica) sequenza iniziale la turbolenta crescita del protagonista, Legion ci porta subito tra le mura di un ospedale psichiatrico dove il ragazzo è rinchiuso da qualche tempo. È un contesto malsano, abitato da anime in pena, dove la mente di David traballa ancora, almeno sino a quando l'angelica (per davvero) Syndey si manifesta davanti ai suoi occhi portando uno spiraglio di luce. Tra loro nasce subito una forte intesa, eppure il loro rapporto platonico (lei non vuole essere toccata) porterà lo stesso David a rendere conto delle sue azioni in un fitto interrogatorio. La questione, però, è la seguente: la dolce Syd esiste davvero o è solo il frutto di una fervida immaginazione? Ecco, questa semplice ma fondamentale domanda si ripercuote nella testa dello spettatore per tutta la durata di questo strano pilot. Ciò accade perché Legion sembra specchiarsi in David, plasmata e condizionata dalla sua natura instabile. E come lui, potente mutante affetto da schizofrenia paranoide, questo pilot cambia di continuo; alterna sequenze action ad esplosivi sprazzi visionari, sfiora un vissuto drammatico per poi trasformarsi in una tormentata love story. In tale ibrido di generi è difficile orientarsi e capire quale registro verrà scelto per una serie lunga otto episodi. Forse la peculiarità di Legion sarà proprio quella di non fossilizzarsi su una sola via, ma di diramarsi di continuo, come le sinapsi impazzite di questo ragazzo che di eroico non ha ancora nulla.

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Una gabbia nella gabbia

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Quella di Noah Hawley (già sceneggiatore di Bones e Fargo) è un'ardua impresa: prendere un complesso personaggio secondario dell'universo fumettistico Marvel e rinchiudere le sue enormi potenzialità drammatiche e psicologiche in una serie tv. Legione, apparso per la prima volta in un albo del 1985, è un mutante in perenne conflitto con se stesso, dominato dal suo disturbo della personalità. Il che significa sottostare a visioni, allucinazioni, salti spazio-temporali assurdi, dare forma ad un ricco mondo immaginifico che va traslato dalle tavole al piccolo schermo. È proprio questo aspetto ad averci convinto meno, perché le sequenze strambe e deliranti sono forse troppe e accompagnate da una recitazione sopra le righe, incapace di far entrare davvero in empatia con David e Syd, coppia di stralunati innamorati. In questo modo, costruendo situazioni e personaggi molto artefatti, questa serie di stati allucinati, incubi e persino mostri disturbanti non riesce a stupire davvero, a far paura, a raggiungere un vero e proprio effetto straniante. Cosa su cui il bellissimo trailer della serie faceva invece ben sperare. Rimane le forte volontà di esplorare la dimensione psicologica di un personaggio forse condannato alla solitudine, che in questo pilot è continuamente in gabbia, sia come paziente che come indiziato. Come una mina vagante pronta ad esplodere o come un'anima persa nel suo stesso labirinto, alla ricerca di uno spirito affine da guardare ma non toccare.

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Giuseppe Grossi
Redattore
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