Legion

2017 - ....

Legion: 5 cose che potreste non aver notato della prima stagione

Arrivati al termine del primo ciclo di episodi incentrati sul turbato mutante David Haller, passiamo in rassegna i rimandi nascosti più significativi.

Legiom: la prima immagine di Dan Stevens

Nel panorama sempre più variegato delle serie televisive americane basate sui fumetti di supereroi, dai serial più tradizionali come The Flash alla commedia "umana" Powerless, passando per le atmosfere noir di Daredevil, il debutto di Legion ha segnato un'altra svolta. Lo show, creato da Noah Hawley (Fargo) e ispirato da un personaggio a dir poco strambo proveniente dall'universo degli X-Men, è un viaggio allucinato ed allucinante nella psiche frammentata di David Haller (Dan Stevens), un giovane affetto da schizofrenia che scopre di essere uno dei mutanti più potenti al mondo.

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Una deviazione considerevole da quello che siamo soliti aspettarci dal franchise mutante della 20th Century Fox, che ha scelto di puntare sul piccolo schermo per raccontare la storia di David proprio perché sarebbe difficile rendergli giustizia in un lungometraggio di due ore. Ciononostante Legion rimane ancorato in una certa logica da cinecomic, tra scene post-credits - al termine dell'ottavo episodio, per porre le basi per la seconda stagione, prevista per febbraio 2018 - e piccoli dettagli nascosti che alludono alla radice fumettistica del progetto o alle passioni culturali di Hawley. Ecco gli Easter Eggs più significativi della prima stagione dello show.

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1. Cinefilia, portami via

Lo showrunner Hawley ha apertamente dichiarato di aver tratto ispirazione da registi come Terrence Malick, Wes Anderson e il Michel Gondry di Se mi lasci ti cancello. Ma l'influenza predominante è quella di Stanley Kubrick, dall'omaggio visivo alle gemelle di Shining al pavimento dell'abitazione di Oliver Bird che richiama 2001: Odissea nello spazio. Senza dimenticare il nome dell'ospedale psichiatrico dove David è rinchiuso nel primo episodio: Clockworks, come A Clockwork Orange, ossia Arancia meccanica. E come il famigerato Alex DeLarge, David è internato con l'intenzione di manipolarlo per scopi oscuri.

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2. Amori musicali

Legion: un'immagine della serie targata FX

Si è parlato molto della strepitosa performance di Aubrey Plaza nel ruolo di Lenny Busker, ma è altrettanto notevole l'interpretazione più misurata di Rachel Keller nei panni di Syd Barrett, il cui carattere schivo per via dei suoi poteri ricordano un po' Rogue nei film degli X-Men. Il nome del personaggio è basato sul primo cantante dei Pink Floyd, un gruppo il cui impatto sull'opera di Hawley è palese nel corso di tutta la stagione, costellata di allusioni visive e sonore all'album The Dark Side of the Moon in particolare. Due canzoni di quel disco, Breathe e On the Run (titoli tutt'altro che casuali considerando i contenuti e il tono della serie), fanno parte della colonna sonora del finale di stagione.

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3. Triplo protagonista

Legion: un'immagine della serie

L'organizzazione nota come Divisione 3, che cerca di studiare le abilità di David, non ha un corrispettivo preciso nei fumetti, ma il nome sembra alludere alla caratteristica principale di Haller/Legion nell'universo cartaceo: la sua mente è dominata da tre personalità distinte che si contendono il controllo, e ciascuna di esse gestisce un potere in particolare. Due di queste, il telecineta Jack Wayne e la pirocineta Cyndi, sono state create da David in seguito a un trauma, mentre la terza, che controlla la sua telepatia, è la psiche del terrorista Jemail Karami, il cui gruppo fu responsabile di un attacco durante il quale David rischiò di morire.

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4. Flashback apocalittico

Nel settimo episodio viene confermato indirettamente, senza fare nomi, che anche nella serie televisiva David è il figlio di Charles Xavier, il fondatore degli X-Men. La conferma arriva sotto forma della celebre sedia a rotelle di Xavier, presente in un flashback. Per questa rivelazione la troupe dello show ha avuto la possibilità di usare una qualsiasi delle sedie utilizzate nei diversi film del franchise, ed è stata scelta quella che appare in X-Men: Apocalisse. Questo però non significa che Legion sia collocato nello stesso universo, e difficilmente Xavier avrà le fattezze di James McAvoy qualora dovesse apparire nella serie (un'eventualità che richiede il consenso del ramo cinematografico della Fox). L'omaggio ad Apocalisse potrebbe anche essere un rimando alla storyline fumettistica Age of Apocalypse, che parla di una realtà alternativa, creata da Legion, dove Xavier è morto prima della creazione degli X-Men e Magneto ha preso il suo posto.

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5. Questione di accenti

Legion_1

Sempre nel settimo episodio assistiamo ad un'esilarante conversazione tra l'americano David e la sua "mente razionale", che si esprime con un accento squisitamente British ("Come ho detto, sono la tua mente razionale"). Un dettaglio che è sostanzialmente un triplo inside joke: nella cultura americana l'accento inglese è tradizionalmente associato all'intelligenza e all'eleganza, Dan Stevens è in realtà londinese e nel franchise cinematografico degli X-Men, grazie alla scelta di farlo interpretare da Patrick Stewart, il newyorkese Charles Xavier è diventato spudoratamente britannico.

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