Le mani sulla città

1963, Drammatico

Le mani sulla città e Mafia Capitale: tra cinema e realtà

Le recente uscita in DVD del film di Francesco Rosi, pellicola di grande impegno civile e baluardo nella denuncia della corruzione, si è rivelata incredibilmente tempestiva visto quello che è emerso a Roma. Riscopritelo in homevideo per apprezzarne la tragica attualità.

Le mani sulla città

1963 – Drammatico
4.1 4.1

I film di grande impegno civile portano spesso con sé un messaggio che risulta sempre attuale. Purtroppo, è opportuno sottolineare. Ma nessuno poteva immaginare che l'approdo in homevideo lo scorso 18 novembre di Le mani sulla città, il film di Francesco Rosi Leone d'Oro a Venezia 1963 che è arrivato finalmente in DVD, fosse così tempestiva. Cosa è emerso solamente un paio di settimane dopo a Roma, con la stretta connessione di criminalità, malaffare e politica denominata Mafia Capitale, lo sanno tutti: un'organizzazione criminale che coinvolge politici e funzionari pubblici immersi nel fango di appalti di favore, corruzione, bustarelle e chi più ne ha più ne metta.

E allora quell'uscita in DVD di Le mani sulla città (un prodotto Mustang Entertainment distribuito da CG Home Video), assume un valore ancora più particolare e significativo. Perché rivedere il film di Francesco Rosi mette i brividi a pensare che nulla cambia e, tristemente, forse nulla può cambiare quando ci si ritrova a gestire il potere e la morale finisce per non avere più valore, lasciando via libera a indicibili giochi di potere. Riguardatelo e riscopritelo in DVD, perché si tratta di una pellicola felicemente definita un baluardo nella denuncia della corruzione e della speculazione edilizia italiana degli anni '60, ma che, magari in forme leggermente diverse, riguarda un malvezzo italiano sempre in auge, un malcostume eternamente imperante.

Una denuncia civile quanto mai attuale

Una scena di Le mani sulla città

Per ricordare in due parole la trama, siamo a Napoli e il consigliere comunale di destra nonché costruttore edile Eduardo Nottola (interpretato da Rod Steiger), è costretto a ritirarsi dalla vita politica a causa del crollo di una palazzina da lui costruita in un vicolo di Napoli. L'inchiesta si risolve in un nulla di fatto, ma la sua reputazione è oramai compromessa e viene scaricato dai suoi compagni di partito. Decide quindi di presentarsi alle elezioni nelle file di un partito di centro, sia per avviare un progetto speculativo che per mettere in crisi il gruppo elettorale precedente, che è legato a lui da segreti e interessi.

La dimostrazione che Le mani sulla città non è solo uno dei migliori film di impegno civile mai realizzati, ma che è ancora di forte e stridente attualità, arriva appunto dallo scandalo scoppiato in questi giorni a Roma. Il lavoro minuzioso che si sono sobbarcati non solo Francesco Rosi, ma anche i suoi pungenti e incisivi sceneggiatori (Enzo Forcella, Raffaele La Capria, Enzo Provenzale), andando a studiarsi i verbali delle sedute comunali di Napoli, si traduce in un realismo spietato dell'agone politico e delle sue infinite ramificazioni malate. Nella speranza, a quanto pare purtroppo vana, che denunciare certe malefatte contribuisca a eliminarle. Certo, fare luce in tanti punti bui della nostra società è un'opera meritoria e ammirevole, lascia sicuramente qualcosa nelle coscienze. Ma è foriera di ulteriore rabbia e frustrazione quando sembra che davvero tutti questi sforzi - necessari, urgenti e indispensabili - sembrano non servire a nulla.

Rod Steiger in una scena di Le mani sulla città

Quelle parole di Roberto Saviano

Quello che (non) ho: Roberto Saviano durante la prima serata del programma

Il DVD, oltre a una buona parte tecnica con poche sbavature sul piano audio-video, se non qualche inevitabile flessione dovuta al passare degli anni, è tutto da scoprire nel reparto degli extra, dove oltre al commento audio al film del regista, ci sono due preziosi contenuti speciali da non perdere: due interviste esclusive a cura di Umberto Rondi di grande valore ed interesse, una a Roberto Saviano e l'altra a Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione. Lo scrittore di Gomorra in particolare, nella sua intervista, parla di politica, morale e di una diversa visione della legalità. E conferma la contemporaneità del film di Rosi, affermando che la sua carica rivoluzionaria è immutata e l'attualità del suo racconto è drammatica. Incredibile come Saviano sottolinei che nel vedere determinate sequenze, si pensa che tutto questo stia accadendo ora, in ogni parte del Paese. E ancora non sapeva cosa sarebbe emerso di lì a poco a Roma...

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