Laura Dern, innocenza selvaggia: da Jurassic Park a Inland Empire, i 5 migliori ruoli dell’attrice

Dalla dolcezza della sua immagine da perfetta "brava ragazza" ai ruoli più oscuri e 'perversi' interpretati per David Lynch, passando per vari successi televisivi, due nomination all'Oscar e il celebre parco dei dinosauri di Steven Spielberg. Ripercorriamo la carriera della bravissima Laura Dern in occasione dei suoi cinquant'anni.

Laura Dern

"Sei tu quello che ha trovato l'orecchio?". Una voce femminile nell'oscurità; poi, dal fitto manto di una notte nerissima, ecco emergere una figura leggiadra vestita di rosa, più simile a una visione angelica che non a un reale essere umano. L'entrata in scena di Sandy Williams, la ragazza di cui si innamorerà il "detective improvvisato" Jeffrey Beaumont, è una delle sequenze più suggestive di Velluto blu, ma costituisce anche una rappresentazione emblematica dell'immagine d'attrice di Laura Dern: una perfetta "ragazza della porta accanto" il cui candore immacolato sembra però sempre sul punto di essere inghiottito dalle tenebre.

Laura Dern

L'anno era il 1986 e l'attrice in questione, ancora sconosciuta al grande pubblico, era una Laura Dern a malapena diciannovenne, ma in cui il regista David Lynch avrebbe trovato una delle sue muse d'elezione. Oggi, a tre decenni di distanza, la biondissima Laura di anni ne festeggia cinquanta, ed è nota in tutto il mondo come una delle attrici più versatili del cinema e della TV americani. Losangelina di nascita, figlia d'arte di una coppia di veterani del grande schermo, Bruce Dern e Diane Ladd, tenuta a battesimo (artisticamente parlando) da Martin Scorsese ma diventata un'attrice a tempo pieno soltanto a partire dal 1980, con il tempo Laura Dern si è costruita un curriculum invidiabile: dopo una parte nel commovente Mask - Dietro la maschera di Peter Bogdanovich e il sodalizio con Lynch, la Dern lavorerà con registi del calibro di Clint Eastwood (Un mondo perfetto), Alexander Payne (La storia di Ruth, donna americana) e Robert Altman (Il dottor T e le donne), mentre nel 1997 sarà la guest star della sit-com Ellen nei famosissimi episodi del coming out della protagonista, impersonata da Ellen DeGeneres.

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Laura Dern nella nuova serie HBO Enlightened

Attrice in grado di conferire spessore e sfumature interessanti anche a ruoli dallo spazio ridotto, come accade per The Master di Paul Thomas Anderson, 99 Homes di Ramin Bahrani, accanto ad Andrew Garfield, e soprattutto Wild di Jean-Marc Vallée, che due anni fa le è valso a sorpresa la nomination all'Oscar come miglior attrice supporter, di recente Laura Dern si è fatta apprezzare nel dramma indipendente Certain Women di Kelly Reichardt e ha affiancato Michael Keaton in The Founder, mentre a fine anno la vedremo nel cast di Star Wars: L'ultimo Jedi. Anche per il suo lavoro in ambito televisivo non le sono certo mancati i riconoscimenti, fra cui tre Golden Globe - per i TV movie Afterburn e Recount e per la serie Enlightened, di cui è stata protagonista dal 2011 al 2013 - e cinque nomination agli Emmy Award.

Laura Dern

Fra pochi giorni la Dern sarà di nuovo sul piccolo schermo nella miniserie thriller della HBO Big Little Lies, al fianco di Reese Witherspoon e Nicole Kidman, mentre dal prossimo maggio alla sua storica collaborazione con David Lynch si aggiungerà un ulteriore tassello: un ruolo ancora non definito nell'attesissima terza stagione del mitico Twin Peaks. In procinto dunque di ritrovare Laura Dern in un gran numero di progetti fra cinema e TV, oggi celebriamo il talento di questa attrice poliedrica e sorprendente ripercorrendo in ordine cronologico cinque, indelebili performance che la neocinquantenne Laura ci ha regalato nel corso di una carriera rocca di sfide e di svolte coraggiose.

1. Velluto blu (1986)

Laura Dern

È la prima, grande performance di una giovanissima Laura Dern in uno dei capolavori irrinunciabili del cinema moderno. In Velluto blu, incursione di David Lynch nei territori dell'incubo, la femminilità è raffigurata secondo due declinazioni complementari: quella oscura, perturbante e sottilmente perversa della bruna cantante Dorothy Vallens di Isabella Rossellini e quella luminosa, rassicurante e verginale della bionda studentessa Sandy Williams, figlia di un detective della polizia locale. E a Sandy, ragazza della porta accanto attratta però dal mistero, il protagonista Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan) si affiderà per farsi aiutare nell'indagine che lo condurrà a sprofondare in uno spaventoso 'mondo' notturno. Da questo film indelebile partirà il sodalizio fra Lynch e la Dern, destinata a diventare una delle sue attrici muse.

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2. Cuore selvaggio (1990)

Laura Dern

Quattro anni dopo, infatti, ritroviamo Laura Dern protagonista del nuovo film di David Lynch, Cuore selvaggio, ricompensato con la Palma d'Oro al Festival di Cannes 1990. La studentessa acqua e sapone di Velluto blu si è trasformata in Lula Pace Fortune, amante dell'ex galeotto Sailor Ripley (Nicolas Cage), assieme al quale prenderà la fuga lungo le strade di un'America in preda alla follia, per raggiungere la California. In questo imprevedibile on-the-road in cui gangster movie e grottesco si fondono senza soluzione di continuità, la Dern sfodera un lato inedito: quello di una "ragazza perbene" desiderosa di abbandonarsi ai propri impulsi più vitalistici e selvaggi, anche a costo di sfidare una madre morbosamente possessiva, la Marietta Fortune di Diane Ladd (madre della Dern pure nella realtà).

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3. Rosa Scompiglio e i suoi amanti (1991)

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Appena un anno dopo Cuore selvaggio, si cambia completamente registro con la pellicola che segna la definitiva consacrazione di Laura Dern presso la critica: Rosa Scompiglio e i suoi amanti, commedia con punte di malizia da un romanzo di Calder Willingham, per la regia di Martha Coolidge. Ambientato nella Georgia puritana degli anni Trenta, il film vede la Dern nei succinti panni della Rambling Rose del titolo originale: un'avvenente ragazza dal passato turbolento (era stata costretta a prostituirsi) accolta come nuova inquilina nella casa dei coniugi Hillyer (Robert Duvall e Diane Ladd). Il conflitto interiore di Rose, divisa fra un senso di colpa sessuofobico e un effervescente ed incontenibile erotismo, sarà il motore della "educazione sentimentale" dell'adolescente Buddy (Lukas Haas). Per la sua spigliata performance Laura Dern si guadagna la nomination all'Oscar come miglior attrice, in compagnia della madre (la Ladd viene candidata infatti come attrice supporter per lo stesso film).

4. Jurassic Park (1993)

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È lo sguardo gentile e il sorriso radioso in quel vortice di terrore sprigionato dal parco più famigerato della settima arte: è il 1993 e Laura Dern, ormai star in ascesa anche in ambito mainstream, batte una concorrenza quanto mai agguerrita per assicurarsi la parte della paleontologa Ellie Sattler in uno dei massimi blockbuster di tutti i tempi, Jurassic Park. Tratto dal romanzo di Michael Crichton e diretto con impeccabile gestione della suspense da Steven Spielberg, il film diventa un autentico fenomeno di massa, nonché il capostipite di una fortunatissima saga; e Laura Dern, unica donna adulta all'interno di un cast quasi interamente al maschile, unisce alla sua consueta dolcezza una grinta da tipica eroina da action movie. L'attrice riprenderà il ruolo della dottoressa Sattler otto anni dopo nel sequel Jurassic Park III.

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5. Inland Empire (2006)

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Nel 2006, Laura Dern è la star dell'ultimo film (ad oggi) del regista a cui è più legata, David Lynch, nonché l'opera più estrema, visionaria e, per molti aspetti, 'ostica' nella produzione del cineasta del Montana: Inland Empire. E quella della Dern nella parte di Nikki Grace, attrice sulla soglia dei quaranta che spera nel rilancio grazie a un importante ruolo in un film 'maledetto', più che una prova di recitazione può essere considerata un autentico tour de force: un'interpretazione senza freni e di intensità straziante in una pellicola fiume che, di sequenza in sequenza, abbandona il presunto intreccio narrativo per sfociare in un'esperienza allucinata e allucinante, in cui viene annullata ogni forma di separazione fra realtà, sogno e incubo. Una sfida a dir poco ardita, ma da cui la Dern esce senza dubbio vincente, con un personaggio difficile da dimenticare.

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