Labyrinth: 5 ragioni per cui oggi sarebbe impossibile replicarlo

Il gioiello fantasy per ragazzi compie trent'anni e noi lo celebriamo nella sua unicità, ragionando sui motivi per cui oggi sarebbe impossibile replicare la sua magia.

Labyrinth: 5 ragioni per cui oggi sarebbe...
Labyrinth - Dove tutto è possibile

1986 – Fantastico
3.9 3.9

In tempo di remake e sequel assurdi, i cult degli anni Ottanta non sono immuni. Ma Labyrinth, che per la prima volta uscì in sala il 27 giugno 1986, non sarebbe replicabile ai nostri giorni. Diretto dall'inventore dei Muppets, è figlio di un tempo in cui i videonoleggi erano ancora aperti e per noi, allora ragazzi, erano il modo principale per poter fruire un film. Altri tempi, quelli in cui per andare al cinema ti serviva il permesso, ragion per cui molti film diretti agli adolescenti erano dei clamorosi flop al botteghino. Labyrinth - Dove tutto è possibile, non fu immune, come pure La storia infinita, all'inesorabile etichetta di film minore e alla scarsità di biglietti staccati.

Labyrinth - Dove tutto è possibile: David Bowie e Jennifer Connelly in una scena del film

Erano quelli i tempi in cui ci si vedeva il sabato pomeriggio a casa di qualche compagno di scuola, con VHS affittate e grandi ciotole di palline al formaggio. Di marche diverse, ovviamente, perché ciascuno ne aveva comperata una confezione. Era prima che i teenager diventassero target primario, i veri moviegoers, perché all'epoca di soldi in tasca ne avevamo pochi e di voglia di sognare molta. Per questo, su tutto, se oggi si volesse realizzare un remake di Labyrinth, come sta succedendo per cult come l'It tratto dal romanzo di Stephen King, non si potrebbe mai bissare quella magia unica. Ma soprattutto non si potrebbe per ben cinque motivi, che vi esponiamo con un paragone alle logiche dell'industria cinematografica di oggi.

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1. Film unico, niente saghe

Labyrinth - Dove tutto è possibile: Jennifer Connelly in un'immagine del film

Labyrinth, come pure Legend, Willow, Ladyhawke e molti altri teen fantasy dello stesso periodo, è un film unico. Non prevedeva trilogie, sequel o serialità. Allora i film per ragazzi erano un genere di serie B: non eravamo ancora l'unica fascia d'età che fa girare i soldi, e i titoli per noi si realizzavano con la consapevolezza che gli incassi non sarebbero arrivati. Dobbiamo ringraziare produttori come George Lucas (tra gli executive anche di Labyrinth) che ce li hanno regalati per il puro piacere di fare arte e non per l'incasso. La vicenda iniziava e si esauriva, e noi quelle videocassette le consumavamo fino a conoscere le battute a memoria. Nessuno si aspettava un seguito, nessuno faceva paragoni con il libro. Di Labyrinth poi uscì una novelization, ma non fu certo il fenomeno che sono oggi le saghe letterarie per ragazzi. Le quali, francamente, non sono tutte all'altezza di Harry Potter.

Oggi:

I fantasy per ragazzi sono tratti quasi sempre da serie di romanzi. Doppio incasso, moltiplicato per il numero di volumi. L'ultimo volume poi quasi sempre si sdoppia sul grande schermo. L'operazione riesce meglio se è possibile anche realizzare le action figures.

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2. Le creature magiche

Labyrinth - Dove tutto è possibile: una scena del film

Gli animatroni sono la maggior parte dei personaggi del film, che vede protagonisti Sarah e Jareth e qualche altro umano meno importante. Gogol, Ludo (Bubo in italiano) e molti altri sono ciò che di più magico e fondamentale ci sia nel film. Realizzare gli animatroni richiedeva moltissimo tempo e lavoro: dalla fase di ideazione e disegno, fino alla loro completa messa in opera, sia meccanica che "esterna". Farli poi "recitare" integrandoli agli attori in carne e ossa era un'arte che oggi si va perdendo, sostituita da effetti speciali e recitazione in motion capture. Il realismo che si crede di guadagnare con la mo-cap è però solo contingente: passano pochi anni e la tecnologia è già superata, tanto che fa uno strano effetto rivedere certi film recenti. Invece la magia naif di pellicole come Labyrinth non si è mai persa.

Oggi:

Le creature di Labyrinth sarebbero probabilmente realizzate in mo-cap, per un maggior realismo, o attori in carne e ossa con molto trucco prostetico.

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Labyrinth - Dove tutto è possibile: Jennifer Connelly in una scena del film

3. Il labirinto

È indubbiamente l'ambientazione che diventa anche protagonista del film. Quel labirinto che dà il titolo a tutto e che nasconde decine di sorprese, trucchi, vicoli ciechi e trabocchetti. Al suo interno ci sono anche luoghi ameni, come la temutissima Gora dell'Eterno Fetore, e su tutto domina incontrastato il castello di Jareth. Era un'ambientazione coltissima, mai ripetuta: denso di simboli come il labirinto del Minotauro, era lo Shining di noi ragazzi, dominato da un Overlook Hotel in cui regnava lo stregone più affascinante del mondo. La sua dimora, poi, era ispirata ad Escher, con quelle scale impossibili e surreali. Nulla era didascalico e ogni elemento stimolava le nostre menti.

Oggi:

Scenografie futuristiche tutte troppo simili tra loro. L'unico labirinto, quello di Maze Runner - Il labirinto, è facilmente dimenticabile, tanto viene esplorato a malapena.

4. Sarah, una role model "normale"

Labyrinth - Dove tutto è possibile: Jennifer Connelly in un'immagine tratta dal film

La giovane Jennifer Connelly era già bellissima quando interpretò Sarah. Ma per tutto il film indossa gli stessi vestiti, non attillati, non scollati, non fashion, con il gilet d'ordinanza e un make-up praticamente inesistente. Lei, come Molly Ringwald e tutte le altre, erano ragazze della porta accanto, role model in cui identificarsi e non idol a cui aspirare. Erano come noi, vestivano come noi, avevano i nostri problemi quotidiani (come il mancato dialogo con i genitori, la scuola, gli amici o il ragazzo carino che non corrisponde l'amore per lei). Ed era così anche per i personaggi maschili, da Bastian de La storia infinita a tutti I Goonies: ragazzi normali che si ritrovano a vivere un'avventura straordinaria, per poi tornare alla vita di sempre.

Oggi:

Diventare famosi, essere unici, salvare il mondo. Sarah oggi proverebbe le battute che non riesce a dire come minimo per vincere un talent show e diventare una superstar.

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Labyrinth - Dove tutto è possibile: David Bowie in una scena del film

5. David Bowie

Labyrinth - Dove tutto è possibile: un primo piano di David Bowie

Sembra che fosse talmente meticoloso per il ruolo di Jareth da aver fatto riscrivere la sceneggiatura per ben 25 volte. Se il ruolo non lo avesse soddisfatto, avrebbe potuto lasciare il set. Questo perché David Bowie non prese mai sottogamba questa parte destinata a diventare un cult. Il fatto che fosse cinema per ragazzi non lo spinse a impegnarsi meno: studiò molto il ruolo di Jareth, ma non fu sopra le righe come un Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow. Al contrario è il senso della misura ad aver reso il suo personaggio così terribilmente iconico. Insieme al mullet sparato, ovviamente. Prima di lui molte stelle furono prese in considerazione, tra cui Michael Jackson e Prince. Ma infine non potrebbe mai esserci un altro come David Bowie, uno a cui al posto di Sarah tutte avremmo ceduto.

Oggi:

Probabilmente verrebbe scritturato il teen idol del momento, come Justin Bieber, che rifiuterebbe di indossare calzoni attillati, make-up e parrucca fuori dal suo studiatissimo look ufficiale.

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