Inside Out

2015, Animazione

Inside Out è il miglior film del 2015 per la redazione di Movieplayer.it

Dopo aver snocciolato le diciotto top ten individuali dei nostri redattori, è finalmente giunto il momento di svelarci quella ricavata sulla base delle preferenze di ciascuno, la più rappresentativa dei film che più abbiamo amato tra le uscite italiane dell'anno appena conclusosi

Come è ormai tradizione pluriennale, ci agganciamo al voluminoso trend dei bilanci di fine anno con tutto l'impegno possibile: nei giorni scorsi abbiamo snocciolato tutte le top twenty dei redattori della nostra testata, e ci apprestiamo ad annunciare (domani 12 gennaio) i vincitori dei nostri premi del pubblico dedicati a film e serie TV, i Movieplayer.it Awards. Oggi, però, è giunto il momento di svelare la Top 20 dello staff, la selezione definitiva che, ricavata com'è dalla diciotto classifiche personali, suggellerà l'incanto del nostro 2015 cinematografico.

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Inside Out: una scena tratta dal film animato

Questa top 20 è il risultato della convergenza di sensibilità e idee di cinema che, come saprà bene chi ha seguito le selezioni individuali, possono essere molto lontane le une dalle altre. Ma sia la differenza di gusti che il numero piuttosto elevato di "votanti" rende questa classifica particolarmente significativa. Pensate che un film e soltanto uno dei venti titoli in questione è comparso in tutte le top 20 personali: è un film che coniuga inventiva e poesia, ambizione e naturalezza, mente e cuore. Ma se Inside Out è l'unico film che tutti abbiamo amato - e quanto l'abbiamo amato, visto che è anche saldamente al primo posto - ce ne sono tanti altri che fanno di quello appena trascorso un anno tutt'altro che dimenticabile.

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La desolazione degli eroi

Michael Keaton in una scena di Birdman con Edward Norton

A cominciare dai due film che gli fanno compagnia sul podio: il vincitore dell'Oscar per il miglior film nel 2015, Birdman, e il blockbuster che ha elettrizzato Cannes, in cui George Miller torna a infondere vita in una trilogia di culto dopo varie decadi; Mad Max: Fury Road. Due film magnifici ma decisamente più taglienti ed estremi rispetto Inside Out, che contrappongono alla Gioia visiva e personificata e alla ricchezza emotiva scenari desolati, fisici e interiori, e due eroi spenti, inariditi, sopravvissuti alle loro stesse emozioni. Ma così come alla fine del film di Pete Docter Gioia scopre il ruolo e l'importanza della sua "collega" Tristezza nella vita di Riley, c'è una nota divergente anche in Birdman e Fury Road: un volo e un sorriso per Riggan Thompson, e l'incontro fatale con una guerriera che non ha perso la voglia di ribellarsi per Max Rockatansky.

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Due novità tra i maestri

Ex Machina: Alicia Vikander nei panni del robot Ava in un'immagine del film

Se questi tre film hanno messo d'accordo tutti o quasi, per il resto, come potrete immaginare, le preferenze sono state molto varie e nelle 18 top 20 sono stati citati ben 90 titoli. In qualche caso, come quello di L'altra Heimat. Cronaca di un sogno, che ci sentiamo in dovere di citare vista la passione che ha scatenato nei - purtroppo pochi - redattori che hanno avuto la fortuna di vederlo, complice anche il minutaggio imponente, film incredibilmente meritevoli hanno pagato una diffusione limitata. Un problema che i grandi nomi hanno più difficilmente: chi tra noi può permettersi di perdere l'ultimo Spielberg, l'ultimo Mann, l'ultimo Eastwood?
Di qui (anche) la prevalenza di grandi registi autori, in qualche caso, di opere abbastanza controverse: l'imperfetto ma emotivamente poderoso American Sniper, per citarne uno, non ha convinto tutti in redazione, e così pure il visionario Blackhat, e non manca neppure chi ritiene decisamente sopravvalutato lo spettacolare e spumeggiante Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott.

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Whiplash: Miles Teller insieme a J.K. Simmons in una scena del film

Ma tra i tanti nomi illustri, vogliamo sottolineare la presenza di un paio di formidabili semi-debuttanti: se Alex Garland, che ha firmato l'ipnotico e conturbante Ex Machina, era già uno sceneggiatore di prestigio prima di questo brillante esordio alla regia, Damien Chazelle, prima di Whiplash, travolgente pellicola a basa di jazz, eccellenti performance e granitica determinazione, aveva realizzato solo un piccolo film musicale, Guy and Madeline on a Park Bench, prima del cortometraggio da cui in seguito è stato tratto il film che è valso l'Oscar a J.K. Simmons. Inutile dire che siamo tutti in fervente attesa per i loro primissimi lavori, entrambi caratterizzati da premesse intriganti, La La Land per Chazelle e Annihilation per Garland.

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Il caso Star Wars

Il film-evento dell'anno (e non solo) merita un discorso a parte; accolto con unanime approvazione dalla critica USA, nell'ambito del fandom starwarsiano sembra avere incontrato un po' di ostilità: naturalmente c'è sia chi l'ha trovato troppo scoperto negli omaggi ai film della trilogia originale, con tanto di sequenze praticamente identiche, sia chi non ha digerito le libertà che gli sceneggiatori si sono presi con il mondo di Star Wars (della serie: Rey è troppo forte, è un personaggio poco credibile, Finn non dovrebbe poterla nemmeno toccare una spada laser, Kylo Ren è un ragazzino lagnoso, ci sono 40, 50, 1000 buchi di sceneggiatura imperdonabili e, oh, come avete osato uccidere chi-sapete-voi). A noi, come potete vedere, il film è piaciuto moltissimo, anche se non sono pochi i redattori che ne hanno giustificato il posizionamento altissimo in classifica con una venerazione per la saga che trascende i meriti effettivi del film di J.J. Abrams. In ogni caso vogliamo vedere questo nostro prestigioso quinto posto come una scommessa sul futuro della nuova trilogia; un plauso fiducioso al nuovo corso che promette di restituirci il divertimento, le emozioni, la magia delle avventure spaziali dei film di George Lucas, che Star Wars: Il risveglio della forza abbraccia prima di prendere slancio verso il futuro.

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Italia, che poker

Mia madre: Nanni Moretti e Margherita Buy in una scena del film drammatico

Un'annata particolarmente felice, il 2015, per il cinema italiano di qualità; nella nostre top 20 campeggiano ben 4 film italiani, un'eventualità rarissima che testimonia l'impatto notevole che queste pellicole hanno avuto su un gruppo eterogeneo di cinefili. Si parte con Youth - La giovinezza, del sempre discusso e sempre brillante Paolo Sorrentino, al decimo posto; si prosegue con il cinema più classico ma toccante, personale e intelligente di Nanni Moretti e del suo Mia madre; subito dietro c'è l'indimenticabile commiato di Claudio Caligari, Non essere cattivo, e a chiudere il quartetto, al diciassettesimo posto, Suburra, tematicamente cupo e visivamente fulgido crime movie di casa nostra. Un lascito niente male per un 2015 che, per un'ultima volta, salutiamo senza rimpianti.

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La nostra top 20

1) Inside Out

2) Birdman

3) Mad Max: Fury Road

4) Whiplash

5) Star Wars: Il risveglio della forza

6) Vizio di forma

7) Il ponte delle spie

8) Ex Machina

9) Foxcatcher - Una storia americana

10) Youth - La giovinezza

11) Blackhat

12) Sopravvissuto - The Martian

13) Mia madre

14) Non essere cattivo

15) Sicario

16) Leviathan

17) Suburra

18) American Sniper

19) Still Alice

20) Turner

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