Doctor Who: commento allo speciale di Natale The Time of the Doctor

Addio al Dottore dal look dickensiano di Matt Smith, che si congeda nello Speciale natalizio di Doctor Who scritto dallo showrunner Steven Moffat

La rigenerazione (im)possibile del Dottore

Il Dottore ha i reni nuovi: lo constata allegramente in The Time of the Doctor. Non risparmia mai, quando si rigenera, un appunto su qualche parte del suo corpo - denti, orecchie (meglio meno grandi), gambe (l'importante è averle) e il loro mutato aspetto. Lo speciale natalizio - trasmesso il giorno di Natale su BBC One e per ora inedito in Italia - segna il congedo di Matt Smith e l'avvento del magnifico Peter Capaldi, fan sfegatato della serie fin dalla tenera età, nei panni (quali? Steven Moffat giura di averglieli lasciati scegliere, vedremo) del Signore del Tempo. L'episodio, scritto dal diabolico showrunner, risolve la lunghissima storyline inaugurata dal bardo scozzese con i misteri del Silenzio, la crepa nell'Universo, il nome del Dottore, la fine di Trenzalore. In Il giorno del Dottore la sua incarnazione guerriera non annienta Gallifrey, bensì la sposta in un altro universo, e adesso oltre la fenditura, comparsa sul pianeta destinato a essere la tomba dell'alieno, c'è proprio il suo popolo. Tasha Lam - potente madre superiora della Chiesa del Papal Mainframe, ennesima creatura sedotta dal Dottore - mette in guardia il gallifreyano circa le conseguenze di un ritorno dei Signori del Tempo, foriero di una seconda Guerra del Tempo. L'alieno resta a guardia della frattura per tre secoli, in un paesino innevato chiamato Christmas dove non si possono dire bugie assediato di alieni nemici dei gallifreyano, in compagnia di Handles, tenero cyberman compagno, consumando la sua ultima rigenerazione (sì, i conti tornano, la spiegazione quadra, anche se tirata per i capelli). Clara ritrova il suo Dottore ormai decrepito, e solo un suo appello accorato può salvarlo (e garantire altri cinquant'anni di episodi della serie).

Doctor Who: Matt Smith in una scena dello speciale natalizio The Time of the Doctor
Un addio meno drammatico The Time of the Doctor è un episodio delizioso, specialmente per i whovian di lunga data. Ovvio che ai fan più recenti e dell'ultima ora sia parso poco entusiasmante e forse narrativamente scarno, colpa del numero di riferimenti e citazioni di cui è infarcito lo Speciale (dalla gestualità del Quarto Dottore, alle battute del Quinto, al Maestro, ai Terileptili e ai draconiani...) che impreziosiscono la sceneggiatura appagando il pubblico più fedele e scornando un po' tutti gli altri. Moffat ha confezionato un addio volutamente indulgente nei confronti di chi ha la lacrima facile (eppure le dighe si sono rotte per più di uno spettatore, specialmente chi, avendo visto Il Dietro le quinte di BBC Worldwide, ha rievocato Smith commosso e scosso durante la lettura del copione). Lo showrunner ha prediletto una messa in scena della rigenerazione meno strappalacrime (eppure ha indugiato sul cameo di Karen Gillan avvalendosi del fatto che è canon per la serie mostrare i vecchi compagni nel corso delle rigenerazioni) di quelle favorite dal suo predecessore Russell T. Davies, e ha rincuorato gli animi con sollievi comici - il Tardis usato come forno per il tacchino, la cena con i genitori di Clara, il Dottore nudo e che si toglie la parrucca (vi aveva dovuto ricorrere Matt Smith, rasatosi per girare How to Catch a Monster di Ryan Gosling). Nello Speciale il ruolo della fiera Tasha è affidato alla brava irlandese Orla Brady (Mistresses); genitori e nonna di Clara hanno i volti di James Buller, Elizabeth Rider e Sheila Reid. Queste ultime non sono nuove all'universo di Doctor Who: la Reid ha partecipato con il ruolo di Etta a un episodio della serie con il Sesto Dottore, Vengeance on Varos, la Rider era guest in Lost in Time, doppio episodio della quarta stagione di The Sarah Jane Adventures.

Doctor Who: Peter Capaldi speciale natalizio The Time of the Doctor
Il Dottore di Capaldi The Time of the Doctor è l'ultima apparizione del Dottore di quest'anno; per ammirare Capaldi in azione bisognerà tenere duro fino al prossimo autunno (l'ottava stagione non sarà divisa in due tranche, visto che Mark Gatiss e Steven Moffat non dovranno occuparsi anche della realizzazione di Sherlock). Un'attesa estenuante, considerando la spasmodica curiosità nei confronti della versione del Dottore di Peter, già memorabile interprete dal bellicoso, precaricatore e scatologico Malcolm Tucker della satirica A Thick of It. La serie è inedita in Italia, ma i meno giovani lo ricorderanno in drag nei panni di Vera nel longevo poliziesco Prime Suspect (UK), mentre chi seguiva Skins lo riconoscerà come il padre di Sid, che si spegne (la morte più normale e agghiacciante dopo quella della mamma dell'amazzavampiri Buffy) per infarto sul divano di casa mentre la sua sigaretta continua a consumarsi.
Difficile prevedere l'atteggiamento di Moffat nei confronti delle inevitabili incongruenze narrative post-The Time of the Doctor, che nonostante le coincidenze forzate è un bell'episodio, equilibrato e scorrevole, nient'affatto rovinato dalla pressione che invece gravava sullo showrunner per Il giorno del Dottore, e a nostro avviso migliore rispetto alla puntata celebrativa del Cinquantenario.

Doctor Who: Matt Smith, David Tennant e John Hurt nell'episodio speciale The Day of the Doctor
Moffat il diabolico The Day of the Doctor, infatti, è un'altra puntata ricca di citazioni, sceneggiata da un autore che conosce davvero bene il mestiere, ma che, va ribadito, ama tutti i suoi figli in egual modo solo finché sono i suoi. Doctor Who 2005 Moffat lo ha adottato, è una creatura di Davies, e per quanto il Bardo sia un affabulatore geniale che è riuscito ad applicare la sua cifra stilistica - fondata sul ribaltamento del punto di vista e sulle connessioni imprevedibili - a questo pargolo non suo, non lo ama abbastanza da donargli l'anima. The Day of the Doctor è un retcon sbagliato, per tante ragioni: Moffat ci ha assicurato che il Dottore non avrebbe mai sacrificato [i bambini di] Gallifrey, eppure sappiamo quanto il Signore del Tempo abbia sempre temuto la sua parte meno umana e più nichilista. Questa versione dell'alieno che non ha mai incenerito il pianeta, non ne porta più il terribile peso sul cuore e non è più l'ultimo della sua razza, porta in sé cambiamenti troppo radicali per quegli spettatori abituati da quasi un decennio a un personaggio che già cambia volto e voce ogni due o tre anni. Trasmesso il 23 novembre, in occasione del 50mo anniversario dell'esordio della serie, The Day of the Doctor è stato preceduto il 22 nel Regno Unito da An Adventure in Time and Space, il docudrama scritto da Mark Gatiss che ricostruisce la genesi della serie: nostalgico e accurato, discreto e delicato, regala uno sguardo sul futuro - l'inaspettata e sorridente apparizione di Matt Smith acconciato da Undici - al William Hartnell interpretato da David Bradley nel momento dell'addio al suo Dottore. La commozione, breve e sommessa, è inevitabile di questo omaggio sincero e senza malizie. (Stavolta) Gatiss batte Moffat 1-0.

Doctor Who: commento allo speciale di Natale The...
Lorenza Negri
Redattore
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