The Nightmare: un documentario dalle tinte horror sulla sindrome della paralisi del sonno

Presentato nella sezione After Hours del Torino Film Festival, il secondo documentario diretto da Rodney Ascher, dopo il riuscito Room 237, racconta della sindrome della paralisi del sonno in chiave horror.

The Nightmare: un documentario dalle tinte horror...
The Nightmare

2015 – Documentario
3.0 3.0

Incubo: indica uno spirito maligno che opprime la persona nel sonno dandole un senso di soffocamento. Parte dall'etimologia della parola Rodney Ascher per aprire al suo secondo documentario dopo il fortunato esordio con Room 237, opera dedicata a sviscerare i presunti significati nascosti in Shining, pellicola cult e uno dei capolavori indiscussi del genio di Stanley Kubrick. Questa volta al centro del lavoro del regista statunitense un viaggio nell'onirico, o meglio, negli incubi ad occhi aperti degli otto protagonisti scelti da Ascher per raccontare la loro esperienza terrificante della paralisi del sonno. Un disturbo legato alla fase REM e caratterizzato da un iniziale formicolio che dai piedi dilaga in tutto il corpo, immobilizzando lo sfortunato dormiente che si ritrova impossibilitato a muoversi, bloccato nell'atto del parlare e del reagire ma completamente cosciente. Spesso questi episodi, già di loro spaventosi, sono accompagnati da allucinazioni ancor più orrorifiche, con tanto di percezione di presenze maligne all'interno della stanza che possono limitarsi ad osservare il soggetto o riferirsi a lui con toni minacciosi e spaventosi. Episodi registrati in ogni angolo e cultura del mondo, raffigurati in dipinti - basti pensare a Incubo, il quadro di Johann Heinrich Füssli - o impressi sulle pagine di un libro, tramandati di comunità in comunità ed ognuno con dei dettagli o delle particolarità caratteristiche della zona nella quale sono stati registrati.

The Nightmare: una scena del film documentario

Ascher prende spunto da un evento autobiografico - anche lui da ragazzo ha sofferto della paralisi del sonno - per realizzare un documentario al cui centro troviamo le storie di otto protagonisti sparsi tra Stati Uniti ed Inghilterra, tutti accomunati dal medesimo disturbo che il regista ricostruisce minuziosamente. The Nightmare si presenta, dunque, come una sorta di incrocio tra documentario e ricostruzione, accompagnato da un'iniziale atmosfera di terrore che lo rende un vero e proprio titolo dell'orrore.

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La veglia del terrore

The Nightmare: una scena tratta dal film documentario

Rodney Ascher è un regista talentuoso, a suo agio nel gestire un materiale complesso. Lo abbiamo visto in Room 237, nel quale è riuscito a maneggiare le copiose informazioni a disposizione per realizzare un documentario stratificato, un puzzle scomposto di ipotesi, costruito sezione dopo sezione, nel quale ha sviscerato i (presunti) segreti nascosti dietro il vero significato di Shining, costruendo un'opera dalle sfumature thriller in grado di catturare l'attenzione non solo degli appassionati del lavoro del regista ma anche di chi si ritrova per la prima volta a contatto con le sanguinose vicende dell'Overlook Hotel.

In The Nightmare decide, come nel lavoro precedente di dividere visivamente e tematicamente il documentario scomponendolo in diversi capitoli nei quali però la narrazione rimane fluida. La prima parte del film crea nello spettatore una palpabile tensione emotiva, fatta di sospiri e silenzi che si avvicendano nel buio della sala, grazie alla ricostruzione minuziosa delle esperienze raccontate dagli otto sfortunati protagonisti. E per buona parte della narrazione il documentario funziona, grazie anche alle musiche sinistre composte da Jonathan Snipes, alla fotografia oscura di Bridger Sielson, illuminata da nuclei di colori saturi che vanno dal rosso al blu e alla presenza tangibile delle figure demoniache avvertite dai dormienti, che conferiscono al film quella valenza horror che caratterizza The Nightmare.

The Nightmare: un'inquietante scena del film

Un horror a metà

The Nightmare: un'immagine tratta dal lavoro di Rodney Ascher

Presentato al Sundance Film Festival prima di approdare nella sezione After Hours del Torino Film Festival, il documentario, a differenza del precedente Room 237, non riesce a mantenere la tensione o l'interesse costante, scivolando verso una ripetizione narrativa reiterata durante tutto l'arco della seconda parte. Quello che più di tutto manca al film è una controparte scientifica, una voce medica che avrebbe potuto arricchire narrativamente il progetto grazie al commento di esperti. Ovviamente non è compito di Rodney Ascher trovare una soluzione alla terrificante sindrome della paralisi del sonno e tanto meno è in suo dovere dare una spiegazione univoca sul perché certi soggetti soffrano di tali episodi, ma nel corso della visione si avverte la mancanza di un'aggiunta "esterna" che avrebbe potuto arricchire nel complesso l'intero lavoro. The Nightmare, nonostante l'ottima regia e le paurose ricostruzioni, rimane in superficie, come se fosse sospeso in un dormiveglia.

Manuela Santacatterina
Redattore
3.0 3.0
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