The Handmaiden: con Park Chan-Wook sesso, amore e colpi di scena

Il regista che sconvolse Cannes qualche anno fa con Old Boy, si conferma ancora una volta magistrale nella scelta e nella direzione dei suoi attori, con questa storia ad alta tensione erotica e non priva di splendide trovate un po' folli.

The Handmaiden: con Park Chan-Wook sesso, amore e...
Mademoiselle

2016 – Drammatico
3.0 3.0

Non avrà la stessa potenza e l'originalità di quell'Old Boy che nel 2004 sconvolse Cannes e fece innamorare l'allora Presidente di Giuria Quentin Tarantino e il mondo intero del coreano Park Chan-Wook, ma questo The Handmaiden ha tutte le caratteristiche per far parlare nuovamente di sé sulla Croisette e per diventare oggetto di culto per i cinefili e appassionati del cinema orientale.

Una sequenza sensuale di The Handmaiden

Scene di sesso (lesbo), dettagli macabri, twist narrativi e ottime performance attoriali; sebbene tratto dal romanzo inglese Ladra (in originale Fingersmith) della scrittrice gallese Sarah Waters che era già stato adattato per il piccolo schermo per la BBC, questa nuova opera del regista è perfettamente coerente con la sua filmografia e prosegue idealmente non solo quanto fatto in patria con la trilogia della vendetta o il meno conosciuto Thirst ma anche quello che è stato il suo esordio nel cinema americano, Stoker. Tanto che si fa davvero fatica a credere che un film che funziona così bene anche per il contesto culturale che descrive, provenga da un romanzo ambientato nell'Inghilterra vittoriana.

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Se l'amore è una truffa

The Handmaiden: Tae Ri Kim in una scena del film

La dama di compagnia del titolo è una giovane truffatrice che, in accordo con un falsario d'arte che si finge nobile, accetta il lavoro presso una giovane e ricchissima donna al solo scopo di convincerla a scappare con il suo complice, sposarlo e rubarle infine tutti i soldi. Il piano è geniale nella sua semplicità e tutto sembra filare alla perfezione fino a che la giovane Sook-hee non si rende conto di aver cominciato a provare qualcosa per la sua Signora, ed è lì che, per nostra gioia, le cose si complicano e si fanno davvero divertenti.

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La forza del film in fondo è tutta qui, perché nonostante gli scenari e le atmosfere da film in costume o una struttura narrativa teatrale e divisa in tre atti, questo The Handmaiden è innanzitutto un film che intrattiene e appassiona con i suoi personaggi tridimensionali, con i suoi dialoghi brillanti e sagaci e con i bruschi ribaltamenti del plot dal sapore hitchcockiano. Se nel primo atto la protagonista assoluta è la giovane e irrequieta ladruncola, quando ariva il secondo atto non possiamo fare a meno di essere assolutamente stregati dal personaggio di Lady Hideko.

The Handmaiden: Kim Min-hee in una scena del film

Una storia ad alta tensione erotica

The Handmaiden: Tae Ri Kim e Ha Jung-woo in una scena del film

Inutile girarci troppo attorno, The Handmaiden non è solo una storia d'amore o un mystery, ma anche un film che fa delle scene di sesso tra le due donne uno dei suoi punti di forza: con la consueta eleganza che contraddistingue i suoi film e grazie alla splendida fotografia del fedelissimo Chung Chung-Hoon, Park parte da piccoli dettagli come sguardi nascosti o lievi tocchi, passa per baci rapiti e (quasi) innocenti fino ad arrivare ad alcune delle sequenze di sesso (non necessariamente lesbo) più belle e sensuali che si siano mai viste recentemente al cinema.

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Il merito è innanzitutto delle due attrici, l'esordiente Kim Tae-ri e la più nota Kim Min-Hee, entrambe splendide, bravissime e a loro agio sia nelle sequenze più scabrose che in quelle "normali". Insieme formano una coppia davvero formidabile, che sprigiona una carica erotica irresistibile, ma che funziona soprattutto perché vive di contrasti: l'una vitale e sfrontata, l'altra algida ed elegantissima; una sembra innocente e ingenua, l'altra furba e manipolatrice. Ma sarà davvero così?

Dal canto suo Park Chan-Wook con questo film si conferma ancora una volta magistrale nella scelta e nella direzione dei suoi attori, ma la sua regia è comunque vitale, ricca di splendide trovate, a volte anche un po' folli, ma sempre perfettamente funzionali a quello che sta raccontando. In mano ad un altro filmaker un soggetto del genere sarebbe potuto diventare un pasticciaccio kitsch, e invece questo The Handmaiden è un vibrante film di genere che, anche grazie all'eleganza e alla bellezza formale indiscutibile, non sfigura affatto nel concorso di Cannes.

Luca Liguori
Redattore
4.0 4.0
Cannes 2016
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