Nessuno si salva da solo: i trentacinquenni inadeguati di Castellitto e Mazzantini

Alla terza opera tratta da un romanzo della moglie Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto sceglie come interpreti Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio per dare voce a una generazione di trenta-quarantenni che la crisi ha depresso e fatto sentire inadeguati.

Delia (Jasmine Trinca) è una nutrizionista con un passato da anoressica scatenato dal rapporto conflittuale con una madre eccentrica. Gaetano (Riccardo Scamarcio) è un aspirante sceneggiatore che sogna di fare lo scrittore e si vergogna delle umili origini della famiglia. Quando si incontrano il loro rapporto, fatto di passione e complicità, sembra far finalmente spalancare la bocca di lei all'amore e al cibo, e spinge lui a cercare di raggiungere il traguardo di una vita, quello di scrivere per il cinema.

Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio con Jasmine Trinca in una scena del film
Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio con Jasmine Trinca in una scena del film

L'esuberanza e l'euforia della loro relazione porta i due a sposarsi e fare due figli, ma, dopo quasi dieci anni di vita passata insieme, quella che sembrava una relazione come tante e allo stesso tempo unica e speciale, si trasforma in una serie di ripicche e tradimenti, di frustrazioni e rancori. La coppia, ormai separata, si incontra al tavolo di un ristorante per discutere il proprio rapporto: la cena finisce per essere il momento di svolta, e forse di chiusura definitiva, della loro storia.

La terza volta della coppia Castellitto-Mazzantini

Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca sono Gaetano e Delia in una scena del film
Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca sono Gaetano e Delia in una scena del film

Alla sua quinta opera da regista, Sergio Castellittosceglie di portare sullo schermo il romanzo Nessuno si salva da solo della moglie Margaret Mazzantini, autrice di tutte le sceneggiature dei suoi film, qui alla terza opera tratta dai libri diretta dal marito. Uno dei sodalizi artistici più lunghi e fruttuosi del panorama italiano contemporaneo, la coppia Castellitto-Mazzantini predilige il dramma strappalacrime, il melò pieno di scene madri e battute urlate in faccia allo spettatore, le frasi a effetto che vorrebbero rimanere indelebili nella mente di chi le ascolta: non fa eccezione Nessuno si salva da solo, dramma domestico in cui una coppia di ragazzi come tanti si trasforma in adulti che ormai sono cambiati e non hanno nulla da dirsi. Un plot classico, che la coppia di autori cerca di rendere più interessante inserendolo nel contesto della crisi odierna, rea di aver cambiato abitudini e umori delle coppie di oggi, così preoccupate per il loro futuro da vivere un senso perenne di angoscia, distratte anche nell'ambito della sessualità, che non è più un momento di intimità con la persona che si ama ma una grigia abitudine, se non una perdita di tempo.

Una generazione di depressi inadeguati

Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio sorridente con Jasmine Trinca in una scena del film
Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio sorridente con Jasmine Trinca in una scena del film

La coppia disegnata dagli autori è la loro idea dei trentenni di oggi, cresciuti tra la caduta del Muro di Berlino e l'11 settembre, la "generazione della patacca", come viene descritta nella pellicola, una serie di persone che è cresciuta tra le macerie della civiltà occidentale e che non ha retto il colpo della crisi mondiale che ha colpito tutti nel 2008. Il peso del contesto sociale grava su Delia e Gaetano, che però si portano dietro anche altre ferite personali, fattori che contribuiscono al deterioramento del loro rapporto: l'insoddisfazione di lui e le paure di lei logorano la loro storia, anche a discapito dei figli.

Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio a cena con Jasmine Trinca in una scena del film
Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio a cena con Jasmine Trinca in una scena del film

Nonostante la dichiarata volontà di realizzare un film vero e onesto, Nessuno si salva da solo lascia perplessi proprio nel suo essere sopra le righe senza mai però scavare realmente nel cuore delle vicende che presenta: l'anoressia di Delia sembra infatti un pretesto gettato nel mucchio per rendere il personaggio più interessante, Gaetano si lamenta della sua insoddisfazione ma poi non fa altro che atteggiarsi ad artista incompreso, non impegnandosi mai in qualcosa di realmente concreto, nemmeno nel suo rapporto con i figli, che ignora e che considera spesso un peso. I trentenni di Nessuno si salva da solo sembrano dei bambini viziati ed egoisti, troppo presi da se stessi per preoccuparsi realmente dei figli e di chi gli sta attorno, persone che reagiscono a drammi reali come un aborto con frasi del tipo: "Ora devi cambiare profumo, dopo un lutto si deve cambiare profumo". Di cosa sia il vero dolore e il dramma di veder sfumato un rapporto importante, il film sembra non avere idea, troppo impegnato a girare ossessivamente intorno ai suoi narcisi protagonisti, continuamente intenti a urlare piuttosto che a riflettere e ascoltare.

Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio in una scena del film con Jasmine Trinca
Nessuno si salva da solo: Riccardo Scamarcio in una scena del film con Jasmine Trinca

La coppia di protagonisti: Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio

Se la scrittura sopra le righe della Mazzantini non aiuta a rendere genuina la storia, l'interpretazione dei due protagonisti non riesce a salvare la pellicola: Riccardo Scamarcio ha più frecce al suo arco, riuscendo a essere credibile nel ruolo di un uomo superficiale e cinico ma forse animato da sentimenti più concreti, mentre Jasmine Trinca non riesce a essere convincente in nessun momento evolutivo del suo personaggio. La sua recitazione suona sempre non veritiera, lontana dal dramma che il suo personaggio racconta: sia da anoressica che da donna che capisce che il suo matrimonio è finito, la Delia di Jasmine Trinca è un involucro vuoto, di cui non si riesce a vivere il dramma, che, visti i temi trattati, non dovrebbe essere rappresentato solo con urla e gesti eclatanti. Imbarazzante la scena del pianto al ristorante.

La prima volta di Roberto Vecchioni come attore

In questa serie di dialoghi pieni di parole e povero di lacrime genuine, si inserisce anche il monologo del personaggio interpretato da Roberto Vecchioni, cantautore qui alla sua prima prova da attore. Vecchioni cerca di portare su di sé il peso delle vecchie generazioni, che a loro volta non sono state in grado di consegnare un futuro appetibile ai suoi discendenti ma che hanno vissuto lo loro giovinezza in maniera più vitale e meno depressa dei trentenni di oggi. Oltre a Vecchioni che ci mette la faccia, la musica scelta per il film, che comprende autori come Tom Waits, Leonard Cohen e Lucio Dalla, è la parte più riuscita della pellicola, in grado di smuovere davvero qualcosa nello spettatore, aggiungendo emozione reale a scene in cui personaggi stereotipati e ingessati non riescono a far vivere davvero la storia.

Movieplayer.it

1.5/5