Microbo & Gasolina

2015, Commedia

Microbo & Gasolina: Michel Gondry ritrova lo smalto dei giorni migliori

A quasi un anno di distanza dall'uscita in Francia e dopo essere stato accolto positivamente dalla critica internazionale e nel contesto di diversi festival in giro per il mondo, finalmente arriva in Italia il nuovo lavoro del cinquantatreenne regista transalpino.

Microbo & Gasolina: Ange Dargent e Théophile Baquet in un momento del film

Dopo il clamoroso passo falso compiuto con Mood Indigo - La schiuma dei giorni, trasposizione fredda e ben poco riuscita del romanzo La schiuma dei giorni di Boris Vian, Michel Gondry era chiamato a una decisa inversione di tendenza.
Tornare in patria a girare un progetto più personale e meno incline a compromessi per riscattare il flop commerciale del pur spassoso ma non certo memorabile The Green Hornet, infatti, non si era rivelato affatto sufficiente. Di conseguenza, erano legittimamente iniziati a sorgere diversi dubbi sulla vena creativa di uno dei cineasti più inventivi e visionari sorti a partire dagli anni Novanta nel panorama cinematografico mondiale.

Alla ricerca del miglior Gondry

Lasciando da parte il capolavoro Se mi lasci ti cancello, in cui decisivo fu il contributo dello sceneggiatore Charlie Kaufman, quello che ci si attendeva era un ritorno al Gondry ispirato de L'arte del sogno e di Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm, capace di proporre delle piccole storie surreali, magari imperfette ma a loro modo intense e vitali, attraverso uno sguardo originale e genuino. Da questo punto di vista, gli estimatori dell'autore transalpino non potranno che apprezzare Microbo & Gasolina. Gondry infatti in questo suo ultimo lavoro abbassa notevolmente le pretese rispetto a Mood Indigo e ritrova lo smalto dei giorni migliori.

Un road movie sui generis in forma di commedia malinconica

Microbo & Gasolina: Ange Dargent in un momento del film

Attraverso il racconto del bizzarro viaggio per la Francia dei giovanissimi protagonisti a bordo di una rudimentale macchina da loro stessi costruita (e rivestita come fosse una casetta da giardino per aggirare i controlli della polizia), il cineasta francese riesce a esprimere con efficacia e un innegabile tratto poetico le inquietudini, la vitalità e le fragilità di due preadolescenti che decidono di fuggire dalle rispettive difficoltà familiari alla ricerca della propria identità. Qui anche sceneggiatore unico, Gondry è abile nell'alternare momenti divertenti ad altri più squisitamente malinconici, come quando Daniel confida a Theo le sue incertezze riguardo la sessualità o nel caso del convincente finale minimalista.

In questo articolo

Dimenticare Mood Indigo

Microbe & Gasoil: Ange Dargent in una scena del film

In questo contesto siamo per fortuna lontani dagli autoreferenziali e spesso persino irritanti eccessi degli effetti speciali "poveri" di Mood Indigo. Anzi, c'è al contrario spazio per alcune affascinanti trovate che ricordano il Gondry più ispirato dei momenti surreali e onirici de L'arte del sogno o della messa in scena fatta in casa di alcune celebri sequenze cinematografiche di Be Kind Rewind.
Si pensi ad esempio al replay simulato di un gol subito da Daniel attraverso i suoni creati con il sintetizzatore e il microfono della bicicletta di Théo o alle ironiche movenze di quest'ultimo per far finta che la stanza della galleria in cui Daniel presenta i suoi disegni, in realtà deserta, sia piena di persone. O, ancora, alla scena in cui Daniel sogna l'aereo su cui è in viaggio con Théo volare al contrario, ritrovandosi magicamente poco dopo a bordo dello stesso in autostrada tra le macchine.

Microbo & Gasolina: Théophile Baquet e Ange Dargent a una festa in maschera in una scena del film

Un nuovo punto di partenza

Pur soffrendo di un lieve calo ritmo nel terzo atto e non essendo impeccabile dal punto di vista della costruzione dei personaggi secondari (gli spaccati familiari di Théo e Daniel sarebbero potuti essere meglio delineati, così come alcune figure che i due incontrano durante la loro avventura), Microbo & Gasolina è un intimo e delicato racconto di formazione che, oltre ad essere interpretato in modo particolarmente convincente da Ange Dargent e Théophile Baquet, fa decisamente ben sperare per il prosieguo della carriera del suo talentuoso autore.

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Luca Ottocento
Redattore
3.5 3.5
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