Hardcore!: il (folle) sogno dei gamer diventa realtà

Pazzo, spudorato, innovativo, ma anche ironico e un filo sexy: il 13 aprile (grazie a Key Films) arriva in Italia un film che affianca cinema e videogioco, creando un ibrido che manderà in estasi cinefili pulp e videogiocatori accaniti. Parliamo di Hardcore!, diretto dal russo Ilya Naishuller e girato tutto in prima persona!

Hardcore!: il (folle) sogno dei gamer diventa...
Hardcore!

2015 – Azione
2.7 2.7

Non ci sono 3D (figuriamoci il 5D...) o sale di ultimissima generazione che tengano, le sensazioni, qui, sono uniche. Potremmo dire quasi rivoluzionarie, se non vogliamo considerare cortometraggi o videoclip più o meno amatoriali, fatti apposta per scherzare, sperimentare, stupire, con quell'infinito giocattolo che è l'audiovisivo. Va comunque detto che prima (molto, molto prima) di questo titolo, quel giocherellone di Robert Montgomery Jr. nel '47 aveva diretto Lady in the Lake, in cui il protagonista, interpretato da Montgomery in persona, era mostrato solo un paio di volte. Come è possibile? Semplice, il film Montgomery lo girò in prima persona. Ma il pubblico non era abituato a "robe del genere" e il titolo ebbe un riscontro modesto. Però le basi per una delle più importanti forme d'intrattenimento degli ultimi quarant'anni (facciamo pure 50, dai), forse, erano state gettate.

Hardcore!: una scena d'azione del film

Perché dal 1961, anno in cui Steve Russell programmò un gioco chiamato Spacewar! fino all'imminente e atteso quarto capitolo di Uncharted, il mondo dei videogiochi, possiamo dire, ha spesso teso la mano verso il cinema, e il cinema stesso, dal canto suo, ha preso spunto da quelle realtà virtuali sempre più perfette. E ora, grazie ad un giovane filmmaker russo (con la passione per il punk) e all'intuizione di un noto produttore dal nome impronunciabile, il cinema e il videogioco, per 95 minuti di puro spettacolo, sono diventati una cosa sola. Loro sono Ilya Naishuller e Timur Bekmambetov e il film di cui parliamo è Hardcore!, girato tutto, interamente in prima persona.

Leggi anche: Quando il cinema ha i nostri occhi: viaggio tra i film girati in soggettiva

Chi sono, io?

Hardcore!: Haley Bennett in un momento del film

I protagonisti di Hardcore! sono Henry e ciò che ha davanti gli occhi: ad Henry mancano un braccio, una gamba e diversi organi interni, ricreati in laboratorio e montati su di lui all'occorrenza. Capiamo che è stato riportato in vita da sua moglie Estelle (Haley Bennett), tanto bionda quanto scienziata, che lo sveglia da una specie di sonno iperbarico. Incredulo di essere lì, non si ricorda nulla, se non il volto di suo padre (e che padre...). Henry non sa ancora parlare quando all'improvviso, in questo laboratorio volante sopra il cielo di Mosca, fa irruzione un pazzoide di nome Akan (Danila Kozlovsky), che vuole catturare Henry, formare un esercito di cyborg e conquistare il mondo. Così Henry inizia la sua corsa forsennata tra le strade della capitale russa, tra bordelli di lusso e costruzioni abbandonate, schivando pallottole, uccidendo mercenari a mani nude e balzando da un palazzo all'altro, potendo contare solo su se stesso e sull'aiuto di uno strambo inglese di nome Jimmy (Sharlto Copley). Ma niente di ciò che è davanti gli occhi di Henry è davvero come sembra.

Contenuto pubblicitario
Hardcore!: un'immagine del film

Bad Motherf*cker!

Come detto prima, Hardcore! (titolo originale Hardcore Henry) non è il primo film girato tutto in prima persona; ci sono degli esempi di titoli che, magari solo per una scena, hanno adottato tale tecnica: possiamo citare Arca russa di Aleksandr Sokurov (tra l'altro il film è un intero piano-sequenza), e se pur con intenti diversi, Cloverfield o The Blair Witch project - Il mistero della strega di Blair. Ma la genesi della pellicola di Naishuller è diversa. Infatti, il produttore dal nome impronunciabile, Timur Bekmambetov, si è imbattuto nel videoclip musicale viralissimo (120 milioni di visualizzazioni) della canzone Bad Motherf*cker (che vi regaliamo qui sotto...), cantata dal gruppo punk Biting Elbows, di cui Ilya è frontman. Quel video, ipnotico, violento e, appunto, girato dallo stesso Naishuller in first person, ha fatto scoccare nel produttore un colpo di fulmine: ha contattato il regista (su Facebook!) proponendogli di rifare qualcosa del genere, solo più grande e più potente. Insomma, più hardcore.

Il risultato, utilizzando per le riprese una GoPro e prodotto low budget (arrivando, tra gli applausi, all'ultimo Toronto Film Festival), è stupefacente: una cinematografia immersiva che, tra bagni di sangue e genuina azione, fa diventare un film un videogioco e viceversa. Possiamo definire Hardcore! come qualcosa di unico, che fonde linguaggi diversi, facendo sedere lo spettatore nella cabina di comando, senza artifici vari. La narrazione è viscerale, ridotta all'osso, non c'è tempo per indagare su i personaggi o sugli eventi: Mosca diventa la mappa giocabile ed esplorabile del film, riempita di personaggi assurdi e "boss" sempre più difficili da sconfiggere man mano che la si scopre. E non si può non pensare ai videogiochi che ci hanno tenuto incollati allo schermo notti su notti, giorni su giorni (per buona pace delle nostre madri, ragazze, mogli): dallo storico Wolfenstein 3D fino a Doom, Quake, Medal of Honor, Call of Duty o Far Cry. Del resto, la modalità arcade di Hardcore! parte come partirebbe un videogame: il protagonista spoglio di tutto che viene gettato nell'azione, senza preparazione e senza armi. Starà a lui trovarle sulla strada, improvvisandole, scovandole o raccogliendole dai nemici sconfitti. Tanto divertimento da gamer, ma pure tanto, fresco cinema.

Hardcore!: un momento del film

Non solo ''cine-game''

Hardcore!: Haley Bennett in una scena del film

Se l'intento è quello di regalare un chiassoso, truculento, ironico e sexy videogioco da grande schermo, è pure vero che in Hardcore! il linguaggio cinematografico non manca di certo, anzi. Per dire, l'uso della musica è un elemento portante: l'original score, tra techno music ed elettronica, curata da Dasha Charusha, è martellante, asfissiante e perpetua. Cresce con gli eventi, pompa energia nello spettatore e in Henry stesso; però c'è spazio anche per l'ariosità: non mancano, inseriti in momenti topici, brani dei Queen, dei The Temptations o dei The Stranglers. Prendendo invece i characters: escluso Henry (di cui non conosciamo nemmeno la voce, ma solo le braccia tatuate e le potenti nocche), la bella Estelle, interpretata da Haley Bennett, è il personaggio più complesso di tutti, quello che in qualche modo lega gli eventi.

Parentesi quadra la merita il villain Akan, con il volto di Danila Kozlovksy (uno degli attori russi più apprezzati) a metà tra un Jedi, Magneto degli X-Men e il classico psicopatico con le manie di grandezza. Se per i gamers Hardcore! è un vero e proprio tripudio di insana bellezza, tutta la pellicola è un'unica scena action, di quelle che abbiamo visto (ma mai da questa prospettiva) in tanti film di genere, che manderà in estasi gli amanti dell'azione con una scorpacciata di follia visiva e scenica. Poco importa se non c'è (volutamente) una metafora o un sottotesto; poco importa se non sappiamo nulla dell'anti-eroe senza volto: vedendo Hardcore! non puoi fare a meno di ridere e sobbalzare sulla sedia, volendone sempre di più, come quando ti ripeti ''faccio questa partita e poi vado a letto''. E ogni maledetta volta sono le 6 di mattina.

Damiano Panattoni
Redattore
3.5 3.5
Cinema e videogiochi: l'attrazione (e imitazione) è reciproca
Quando il cinema ha i nostri occhi: viaggio tra i film girati in soggettiva
Privacy Policy