Downsizing: un Matt Damon in miniatura per salvare un mondo che si autodistrugge

Folle ed imperfetto, ambizioso e squilibrato, il nuovo film del regista di Nebraska e Sideways colpisce nella premessa ma si perde gradualmente con il complicarsi della storia che vuole raccontare, cambiando direzione pù di una volta e in modo repentino, quasi non avesse un'idea precisa su come sviluppare la brillante premessa.

Quando un'azienda è in crisi, attraverso la riduzione del personale (downsizing appunto) si cerca di sanare i conti, abbattere i costi e invertire la tendenza. Ma cosa fare quando ad essere sull'orlo del collasso è l'intero nostro pianeta? Come invertire la tendenza quando il nostro tenore di vita, gli sprechi e gli eccessi legati al capitalismo sono ormai tali da non poter più garantire la sopravvivenza a miliardi di persone? Il regista e sceneggiatore premio Oscar Alexander Payne prova a rispondere a questo scottante e purtroppo attualissimo quesito con il suo nuovo film, a metà tra satira fantapolitica e favola sentimentale ed ecologica .

Downsizing: Matt Damon e Kristen Wiig in un momento del film

La premessa di questo Downsizing è tanto semplice quanto geniale: attraverso un complesso processo di miniaturizzazione è possibile ridurre gli esseri umani alla dimensione di poco più di 12 centimetri e realizzare di conseguenza delle vere e proprie metropoli complete di ogni lusso e servizio ma infinitamente meno costose in fatto di risorse richieste. Per salvare il nostro pianeta quindi non serve altro che cominciare a pensare in piccolo. E questo è quello che decide di fare Paul Safranek insieme alla moglie Audrey, abbandonando lavoro, amici e famiglia per trasferirisi nel minuscolo mondo di LeisureLand, dove vivranno un'esistenza in miniatura ma priva di preoccupazioni.fa

Ovviamente le cose non andranno esattamente come previsto e ben presto Paul si renderà conto che se pure il suo corpo è rimpicciolito i suoi problemi sono rimasti quelli di sempre, così come la sua incapacità di trovare un senso alla propria esistenza. Ma attraverso l'incontro casuale con un vicino bislacco e festaiolo e con una coraggiosa e generosa vietnamita con una gamba sola, intraprenderà un lungo e affascinante viaggio alla ricerca dell'amore e del senso della vita.

Venezia 2017: regista e cast al photocall di Downsizing

It's a small world

Downsizing: Matt Damon e il regista Alexander Payne sul set del film

Folle ed imperfetto, ambizioso e squilibrato, il nuovo film del regista di Nebraska e Sideways colpisce nella premessa ma si perde gradualmente con il complicarsi della storia che vuole raccontare, cambiando direzione in modo repentino e poco convincente, quasi non avesse un'idea precisa su come sviluppare il brillante spunto di partenza. Al cuore del film c'è sempre un messaggio ecologista e di profonda umanità e solidarietà, ma l'impressione è che avrebbe forse giovato un tono più uniforme e una maggiore solidità narrativa.

Downsizing: Matt Damon e Kristen Wiig in una scena del film

Pur sfociando più volte nella commedia - soprattutto grazie a situazioni spassose ed un Christoph Waltz sempre più gigione ma comunque irresistibile - una sensazione di profonda malinconia e tristezza pervade gran parte della pellicola. E forse, difetto piuttosto grave per un film che si basa su un universo distopico, perde di senso anche l'idea stessa della miniaturizzazione, visto che tutta la seconda parte del film affronta temi che in qualche modo sembrano prescindere da quanto visto prima. Ed è particolarmente significativo che al termine del film a rimanere impresso ancor più che quello del convincente Matt Damon è il personaggio interpretato dalla bravissima Hong Chau: altro personaggio lillipuziano ma dal grandissimo cuore.

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Downsizing: un Matt Damon in miniatura per...
Luca Liguori
Redattore
3.0 3.0
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