Bad Moms - Mamme molto cattive

2016, Commedia

Bad Moms: mamme cattive, ma non troppo

Accolto come 'Una notte da leoni' al femminile, 'Bad Moms' vanta un cast perfetto e scene già diventate (s)cult, ma è privo di quella carica realmente "scorretta" e si rivela più che altro ideale per una divertente seratina fra amiche.

Bad Moms - Mamme molto cattive: una scena del film

Succede spesso che nel trailer di un film vengano condensate le scene migliori, le battute migliori, e che il film rappreso in quei due minuti prometta più divertimento di quanto non riesca poi a garantire. Non è il caso di Bad Moms - Mamme molto cattive, perché il trailer è più volgare che divertente, mentre il film riesce obiettivamente a essere entrambe le cose.

Irriverente? Non abbastanza. Politicamente scorretto? Meno di quanto voglia apparire. Ma riderete in diversi punti, anche se non siete mammine perfezioniste bisognose di esorcizzare la vostra condizione, né vi sentirete chiamate in causa ogni minuto. Riderete perché una qualità va riconosciuta a Jon Lucas e Scott Moore (gli autori di Una notte da leoni che con quest'ultimo lavoro, di cui sono anche i registi, hanno voluto omaggiare le loro mogli): Lucas e Moore sanno tirare i fili giusti per farci ridere. Vediamo più dettagliatamente in che modo.

Mamme imperfette

Bad Moms - Mamme molto cattive: Kristen Bell e Kathryn Hahn in una scena del film

I personaggi funzionano, e calzano a pennello al cast quasi tutto al femminile, che vede schierate le mamme perfette versus le mamme imperfette; ovviamente solidarizziamo con le seconde, e più di una volta, forse, capiterà che vorremmo tanto partecipare ai loro brindisi sguaiati, ai loro propositi agguerriti o ai loro turpiloqui davanti allo specchio. La loro però è una reazione; il film infatti prende l'avvio dalla carrellata d'impegni che, in qualità di madre lavoratrice e moglie responsabile, Amy Mitchell (Mila Kunis) deve quotidianamente fronteggiare: dal corso di zumba per mantenersi in forma all'assemblea dei genitori dove fioccano le proposte più ridicole. E il fil rouge sono i continui ritardi di Amy che, stressata da una vita a incastri e sminuita da un marito bamboccione e fedifrago, decide finalmente di dire: "No". Da quel diniego esasperato nasce l'amicizia con altre due mamme imperfette: Kiki (Kristen Bell), remissiva e spaurita, che nei suoi abiti fuori moda e color pastello la parola "no" sembra non averla mai pronunciata, e Carla (Kathryn Hahn) che, con le sue profferte oscene ai mariti delle altre e le sue fiere trasgressioni, non è minimamente interessata al traguardo della perfezione, semmai al suo opposto.

Bad Moms - Mamme molto cattive: Mila Kunis in un momento del film

Mamme perfette

Bad Moms - Mamme molto cattive: Kristen Bell in una scena del film

La trincea nemica è capeggiata da Gwendolyn (Christina Applegate), meschina e apparentemente impeccabile, che presiede l'associazione Insegnanti-Genitori con la stessa autorevolezza di un premier, ma riversando nei compiti da assegnare alle altre madri tutte le sue frustrazioni. I dolcetti da preparare in casa ‒ e rigorosamente privi di "BPA, MSG, BHA, sesamo, soia, latte, burro, zucchero, farina..." ‒ simboleggiano con goliardia la perfezione impossibile richiesta alle madri moderne, che devono tenersi sempre aggiornate su tutto, dalle ultime idiosincrasie alimentari alle mode ultrapermissive sull'educazione dei figli. E proprio ai temuti dolcetti Amy comincia a ribellarsi; allo stesso modo, i bignè che compra svogliatamente al supermercato rappresentano per Gwendolyn il guanto della sfida: la corsa fra loro per diventare la nuova presidentessa dell'Associazione Insegnanti-Genitori è iniziata. Gwendolyn, temuta da tutte e non amata da nessuna, viene spalleggiata sempre dall'impettita Stacy (Jada Pinkett Smith) e dall'arrendevolissima Vicky (Annie Mumolo), che insieme formano un trio speculare a quello delle bad moms, ma che a conti fatti sono le vere "cattive". E il messaggio più profondo del film risiede proprio qui: essere una brava madre non consiste nell'aspirare alla perfezione, ma nel fare di tutto affinché i propri figli crescano come persone buone.

Scene "(s)cult"

Bad Moms - Mamme molto cattive: Mila Kunis, Oona Laurence ed Emjay Anthony in una scena del film

In Una notte da leoni erano i titoli di coda, con quelle foto indecorose del dopo sbornia, di cui gli stessi protagonisti non avevano memoria; così anche in Bad Moms, come il genere richiede, non mancano scene (s)cult, cioè volgari o eccessive al punto da entrare istantaneamente nell'immaginario cinefilo. Alla talentuosa e versatile Kathryn Hahn sono delegate le battute più divertenti e le scene più memorabili: la sua dimostrazione davanti allo specchio di come vada maneggiato un pene non circonciso ne è un esempio eclatante, con Kristen Bell che ‒ nella sua tenera felpetta rosa col cappuccio ‒ si presta timidamente a svolgere l'ingrato compito di surrogato fallico. Destinata a rimanere nella memoria cinefila collettiva è anche la scena al supermercato, da sempre patria elettiva delle mamme perfette, qui luogo-simbolo in cui le bad moms danno l'abbrivio ai loro propositi distruttivi: i pugni e le capocciate al cartonato della casalinga felice segnano uno dei momenti più esilaranti e rappresentativi di tutto il film.

Politicamente (non troppo) scorretto

Campione d'incassi al botteghino statunitense, Bad Moms è stato accolto appunto come Una notte da leoni al femminile, e nell'umorismo lo ricorda molto. La parziale novità è proprio il cambio di genere, che dovrebbe sfociare ‒ almeno nelle intenzioni ‒ nel sovversivo e nel politicamente scorretto: quando la ribellione è d'impronta femminile e si capovolgono i classici valori stilnovisti, si scorgono sempre sfumature politiche, anche laddove non sono presenti, né tutto sommato sono richieste. Il copione infatti segue punto per punto le aspettative delle spettatrici più tradizionalmente romantiche, che vogliono veder rappresentate le proprie imperfezioni e identificarsi in una protagonista emancipata, ma non sia mai che questa rimanga sola o si confronti con problemi più seri dei dolcetti senza glutine. Quindi nell'intreccio fila tutto come previsto, secondo la scaletta tramandata nel corso dei decenni, a cui siamo troppo affezionate per vederla sostituita senza una goccia di rimpianto. Così le tre bad moms sono sì incattivite, ma non fanno che ripetere fino allo sfinimento quanto amino i loro figli, "quelle stupide ed egoiste faccette di merda".

Commedie innocue con protagoniste sfrontate

Ultimamente, del resto, stiamo assistendo a un proliferare di commedie al femminile, dal più arguto Le amiche della sposa al più convenzionale Bridget Jones's Baby, passando significativamente attraverso il discusso reboot Ghostbusters, accolto altrettanto significativamente da polemiche spesso vergognosamente sessiste. E nelle ultime commedie al femminile la sceneggiatura ha risposto quasi sempre alle stesse esigenze: le protagoniste sono sfrontate e imperfette al punto da stare al passo coi tempi, senza per questo assurgere a icone femministe, con quella pesante carica drammatica (e realmente sovversiva) che mal si concilierebbe con la nostra idea di commedia. Perciò via libera alle confidenze sessuali senza freni o alla sessualità stessa vissuta con disinibizione e intraprendenza (Sex and the City docet): ingredienti vincenti e collaudati, effettivamente rivoluzionari se confrontati con qualche decennio fa. Il patto però è che Carrie si sposi con Mister Big, che Bridget Jones ritrovi Mark Darcy, eccetera eccetera eccetera. Con tali premesse, spingere sull'acceleratore della volgarità spesso è solo un modo per camuffare il fatto che di politicamente scorretto in fondo c'è poco, e che Bad Moms si rivela un altro film godibilissimo e, non è da tutti, ideale per una disimpegnata seratina fra amiche.

Bad Moms: mamme cattive, ma non troppo
Chiara Apicella
Redattore
3.0 3.0
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