Entourage

2015, Commedia

Entourage al cinema: ritrovare vecchi amici

Il commento al film di Doug Ellin di un appassionato della serie HBO (c'è un'altra recensione per i neofiti) : la pellicola ritrova, almeno in parte, gli equilibri che lo show aveva perso nelle ultime stagioni, e ci ripropone le alchimie vincenti tra i personaggi che abbiamo amato per otto anni.

Entourage: Kevin Dillon, Adrian Grenier, Jeremy Piven, Kevin Connolly e Emmanuele Chriqui

Cinema e TV sono sempre più legati, si sa. Ci si scambia attori, registi, molto spesso idee e franchise, eppure il salto completo da un media all'altro, mantenendo cast e caratteristiche intatte, è ancora appannaggio di rari casi: è successo in passato con i vari Star Trek, Twin Peaks o X-Files, o più recentemente con Sex and the City, Firefly/Serenity e Veronica Mars, ma appunto sono fondamentalmente eccezioni. Il perché è facilmente intuibile, il pubblico TV e quello cinematografico non sono del tutto sovrapponibili e per quanto una serie possa essere la più popolare e in voga del momento il successo sul grande schermo non è mai veramente assicurato.

Di certo non è questo il caso di Entourage, serie TV della HBO con alle spalle anche ottimi risultati di critica e premi (26 nomination agli Emmy e 6 statuette vinte) ma sempre e comunque di nicchia per quanto riguarda gli ascolti e l'impatto socio-culturale. Per quanto, insomma, almeno le prime stagioni meriterebbero eccome uno sguardo da parte di ogni appassionato di cinema e serie TV (e non è un caso infatti che era una delle 20 serie che vi abbiamo segnalato per quest'estate), vedere finalmente questo Entourage - il film diventare realtà ha certamente sorpreso molti.

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Entourage: il cast dietro una rete

In questi casi, per essere considerato davvero un successo, il film dovrebbe funzionare su due livelli: dal punto di vista del fan, colui che magari ha seguito la serie fin dal primo episodio, nella buona e nella cattiva sorte (presente!), e dal punto di vista di chi invece si avvicina a questi personaggi per la prima volta, proprio come se fosse un film come tanti altri. Per questo motivo abbiamo deciso di proporvi due recensioni, quella che potete leggere di seguito, scritta da un "esperto" della serie HBO, e quella invece potete trovare al link seguente, scritta come fosse un normalissimo film che inizia e si conclude nei 100 minuti della sua durata.

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Dove eravamo rimasti?

Entourage: Adrian Grenier in una scena del film

Ci siete? Mi state leggendo? Benissimo, sapevo che non mi avreste abbandonato proprio sul più bello! Certo deve essere ben strano andare in sala a vedere Entourage senza avere neppure la più pallida idea di chi siano Vince, Eric, Turtle, Drama e l'irresistibile Ari Gold, non trovate? Noi che li conosciamo bene, per esempio, non possiamo che apprezzare fin da subito che il film riprenda esattamente dove ci aveva lasciato con il finale della serie, ovvero con Vince che ha appena sposato la bella Sophia e Ari che ha lasciato il suo lavoro da superagente per andare in Costiera Amalfitana e godersi con la moglie il pensionamento anticipato... fino al twist finale, post credits: ci riferiamo ovviamente alla telefonata del CEO della Time Warner che gli offre il suo posto a capo della major.

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Entourage: Jeremy Piven, Billy Bov Thornton e Haley Joel Osment in una scena del film

Il film comincia a pochi giorni di distanza da quegli avvenimenti e in modo abbastanza prevedibile: il matrimonio di Vince è già naufragato dopo poche ore (ma Turtle ci rassicura "Non è un record, ho controllato, Britney Spears è durata solo due giorni") e Ari ovviamente ha accettato la posizione offertagli, non senza aver prima fatto alla moglie promesse che non è in grado di mantenere, ovvero quello di non perdere mai più la pazienza. Un capo di uno Studio cinematografico che non si arrabbia? Bella vero? E a provare la sua ritrovata (?) pazienza comincia da subito proprio l'amico Vince che vuole festeggiare il suo fresco annullamento nuziale con un progetto nuovo di zecca, un film dal budget di oltre 100 milioni di dollari che sarà diretto da... Vincent Chase!

Want to be your superhero

Bastano questi pochi minuti - e i titoli di testa che ripropongono la storica sigla aggiornata e "rimasterizzata" per l'occasione - per rassicurarci e permetterci di godere il film con maggiore tranquillità: se in questi anni avete letto i nostri commenti agli episodi della serie, saprete che eravamo rimasti alquanto delusi dalle ultime stagioni, soprattutto nel vedere progressivamente la serie abbandonare sempre di più il tema centrale dello show, Hollywood e le sue contraddizioni, per concentrarsi sulle vicende personali, e spesso sentimentali, dei cinque protagonisti.

Entourage: Adrian Grenier e Kevin Connolly

Il film invece ha quantomeno il pregio di ritrovare il giusto equilibrio e fornirci un'ora e quaranta minuti di nostalgico divertimento, un ritorno ai personaggi che abbiamo conosciuto ed amato per oltre otto anni. La sensazione è quella dell'immancabile incontro con i vecchi amici e compagni di scuola: quello strano déjà vu, quel misto di felicità e malinconia, quell'impressione che il tempo si sia quasi fermato e che in realtà tutto sia esattamente come ieri. Certo i ragazzi sono cambiati, chi più e chi meno: Turtle è dimagrito e Drama è... sempre Drama; ma Eric sta per diventare padre, e Vince ed Ari sono alle prese con nuove imprese professionali, ancora più ambiziose e rischiose. Ma quella sensazione di profonda amicizia e lealtà, questo legame così forte e quasi fuori posto ad Hollywood, rimane e continua ad essere il cuore dello show, del film e soprattutto del rapporto che lega noi spettatori ai protagonisti.

Entourage: Jerry Ferrara, Kevin Dillon, Adrian Grenier e Kevin Connolly

VICTORY!!!

Entourage: Rex Lee in una scena del film

Si può quindi dire che, al di là di ogni aspettativa, il film di Doug Ellin funziona proprio perché non è un bel film e non cerca di esserlo mai, ma preferisce accontentarsi di un omaggio a quella che in passato era stata una grande serie. Non c'è traccia ormai di quegli elementi che resero Entourage una delle punte di diamante della HBO nello scorso decennio: manca quella vena satirica e cattiva verso Hollywood (ma ormai, dopo il Sonyleaks, nulla può impressionare quanto la realtà), manca una vera giustificazione per la gran parte dei guest - che comunque rimangono impressionanti per numero e importanza, anche se mai al livello di quanto avvenuto con la serie. Tra tutte segnaliamo comunque Liam Neeson, Emily Ratajkowski, Jessica Alba e l'immancabile produttore/ispiratore Mark Wahlberg- e manca soprattutto un reale interesse da parte nostra per il destino di questi ragazzacci.

Entourage: Jeremy Piven in una scena del film
Entourage: una scena del film

Ma d'altronde le storyline non sono mai state il pezzo forte nemmeno della serie, semmai lo erano i naturalissimi e spensierati dialoghi, o ancor più quelli volgari e irosi di Ari o quelli inappropriati e al limite del nonsense di Drama. In particolare questi due personaggi continuano a rappresentare al meglio le due diverse anime dello show e, se vogliamo, dell'intero mondo hollywoodiano, e le performance di Jeremy Piven e Kevin Dillon sono una vera boccata di freschezza e "autenticità" in un mondo che vive solo di apparenza, macchine lussuose e belle donne. Eh sì, è una vita difficile quella del nostro entourage preferito , ma qualcuno deve pur farlo. Ed è per questo che non possiamo che essere continuamente grati a Vince, Eric, Turtle, Drama ed Ari; in un'epoca di finti supereroi (Aquaman su tutti) noi sappiamo chi sono gli unici a mantenere dei principi sani e condivisibili, sappiamo a chi guardare con ammirazione e rispetto.

"My mind had been enabled
in a memory you overflowed
want to be your superhero
even if I tumble fall"

Entourage al cinema: ritrovare vecchi amici
Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
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