Liscio

2006, Commedia

Recensione Liscio (2006)

Liscio è una deliziosa commedia dolce-amara sul rapporto filiale e sulla realtà sociale d'oggi: circostanze e situazioni d'ordinaria vita vissuta, filtrate attraverso il racconto di un bambino più maturo della sua età.

Margherita Vetrano

La musica del cuore

"La musica è bella e semplice. Sette note, solo sette, basta suonarle una dopo l'altra." (Raul)

Liscio è la storia di Monica e Raul, madre e figlio soli al mondo, uniti dalla musica.
Monica è una cantante di liscio, piacente e tormentata, che decide di tentare una nuova strada nella musica lasciando la banda ed esibendosi come cantautrice. Costantemente accompagnata dall'uomo sbagliato che cambia con molta disinvoltura, cerca di costruire un dialogo col piccolo Raul. Il bambino vive con ansia la ricerca di un compagno da parte della madre e decide di occuparsene personalmente. Individuato nel proprio insegnante di musica il potenziale spasimante, farà di tutto per far incontrare i due, ma dovrà accorgersi che la vita è più complicata di quel che sembra.

Presentato fuori concorso alla Festa del cinema di Roma, nella categoria Alice nella città, dedicata ai bambini, Liscio è il secondo film del regista Claudio Antonini.
Accompagnato dal pensiero di Raul come voce fuori campo, il film è una deliziosa commedia dolce-amara sul rapporto filiale e sulla realtà sociale d'oggi: circostanze e situazioni d'ordinaria vita vissuta, filtrate attraverso il racconto di un bambino più maturo della sua età. I toni non scadono mai nel drammatico, anche quando Raul si confronta con le depressioni della madre o le delusioni subite dai compagni di scuola. La narrazione rimane sempre in un clima rassicurante anche quando le condizioni di vita della madre potrebbero assumere contorni più torbidi.
Così, se i tormenti di Monica, pur narrati, restano sullo sfondo, il piccolo protagonista domina la scena con una limpidezza comunicativa che rende arioso il racconto fino a suscitare divertite risate in più di un'occasione. E' la purezza di Raul, contrapposta alla vita della madre, ad ingentilire il racconto. Gli episodi in classe, i giochi con gli amici, i primi innamoramenti e i commenti da ragazzini consentono di guardare per confronto al mondo adulto con una criticità meno spietata del dovuto.

Molto interessante l'equilibrio che si crea tra scene in notturna, quando Raul stremato segue la madre nelle sue serate musicali fino a notte fonda, e quando lo troviamo a crogiolarsi al sole con gli amici, teorizzando "il bacio ideale". Scene che inteneriscono, rimandando a memorie d'anni spensierati che ci ricordano quanto i bambini siano individui dotati di una propria personalità e quanto li avvinca la ricerca di un confronto col mondo adulto. Raul siede al bancone del bar bevendo un succo di frutta, mentre la madre si esibisce in una deprimente canzone da piano-bar, ma continua a vederla come una persona da guidare. Non c'è disprezzo nel suo legame con Monica, ma un'ammirazione mista a compassione per una donna bellissima che vede soffrire. Sono gli ultimi periodi prima di un'adolescenza ormai alle porte che non sapremo mai se lo porterà ad allontanarsi dalla madre o ad amarla ancora di più; possiamo solo assistere ad una confessione d'amore dietro alla porta del suo camerino vuoto. Parole forse mai più ripetute che lo riconciliano dopo alterne vicende. Cosiccome la protettività di Raul commuove, non può non lasciare indifferenti lo sforzo di Monica di cercare un confronto con quel figlio dal quale si sente giudicata e per il quale cerca di brillare sempre di più. E' la costante ricerca della perfezione in quello che è già un magico rapporto d'amore fra i due.
Un rapporto costruito intorno alla musica che rappresenta per Raul la sicurezza del passato e l'affetto familiare; per Monica, una scelta obbligata.

Nei panni di Raul il bravissimo Umberto Morelli; tanti riccioli neri su una faccia seria-seria che rende credibile qualunque teoria, anche la più fantasiosa. Il suo personaggio non è un sognatore, ma un bambino maturato in fretta che conserva ancora l'innocenza della sua età. Divertente anche se già sfruttata, la scena in cui racconta dei fidanzati della madre, seduto al tavolo della colazione al quale di volta in volta siede un diverso individuo, sempre più assurdo. Adulti ridicoli agli occhi dei bambini. Il ruolo di Monica è affidato a Laura Morante, avvezza a ruoli tormentati che mostra qui un particolare spirito materno; la sua Monica è una donna che lotta ma è soprattutto una madre che accetta il giudizio a volte spietato del figlio ora ribellandosi, ora rimanendo in silenzio. E' una donna che cerca di affrancarsi dopo anni in cui le è stato detto cosa fare e che condivide con Raul la voglia di cambiare le cose; quasi una bambina, perché prova per la prima volta a seguire la sua strada.
Le musiche fanno da sottofondo e a volte da protagoniste rimanendo una presenza costante per tutto il film. Riccardo Tesi, Gianni Coscia e Gianluca Trovasi firmano le partiture.

Recensione Liscio (2006)
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