Whiplash

2014, Drammatico

La La Land e Whiplash: il cinema di Chazelle tra il suono della passione e il ritmo dell'ossessione

La musica come sottofondo dolce o opprimente. L'arte che ispira, eleva, salva e poi rende schiavi, violenta, opprime. I due film del talentuoso regista americano si sfiorano e si respingono, mostrando il lato chiaro e oscuro dell'aspirazione personale.

Whiplash: l'urlo di J.K. Simmons stordisce Miles Teller in una scena del film

Quel diavolo glabro di Terence Fletcher ci guarderebbe prima con aria perplessa, quasi schifata, e poi ci prenderebbe tutti a schiaffi. Sì, il temuto e temibile docente di Whiplash, interpretato da J.K. Simmons, potrebbe reagire così davanti alle infinite lodi con cui stiamo incensando quel prodigio di Damien Chazelle. Lo farebbe perché, stando alla sua filosofia di vita, non esistono in qualunque lingua del mondo due parole più pericolose di "buon lavoro". Parole che creano sazietà in ogni artista, parere definitivo assai pericoloso per ogni stimolo creativo. Dando per buona la sua massima, il buon Chazelle sarebbe più che pericoloso, da rinchiudere in isolamento, da costringere alla quarantena, perché Whiplash e La La Land sono davvero lavori ottimi. Film simili e opposti allo stesso tempo, opere che celebrano l'arte nella sua essenza più magica per poi svelarne le derive più disperate. A soli 32 anni, il regista statunitense ha dimostrato di maneggiare il linguaggio cinematografico con una maestria disarmante; rigoroso e martellante con Whiplash, soave e magico con La La Land, Chazelle ha fatto della musica un sottofondo costante nella sua breve quanto folgorante filmografia.

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La La Land

Ma oltre alle note, alle mani che sfiorano delicatamente pianoforti o che si dimenano martoriate su batterie, il cinema di Chazelle è capace di dare forma alle emozioni, di plasmare attraverso le immagini dei sentimenti contrastanti, scanditi da ritmi diversi. Se con Whiplash, la logorante formazione di un giovane batterista guidato da un terribile mentore, abbiamo conosciuto l'ossessione più nera, La La Land ci prende per mano per portarci sopra le nuvole di un cielo color pastello; cantando e ballando una bellissima storia d'amore. Da una parte il duello infinito tra Andrew e Terence, dall'altro il duetto di Mia e Sebastian. In mezzo c'è il grande cinema che adesso mettiamo allo specchio, alla ricerca di affinità e di opposti. Quel grande cinema che, tra lacrime e sudore, sguardi di sfida e ultimi, meravigliosi sorrisi, ci pone una grande domanda: meglio essere tutto per qualcuno o diventare qualcuno per tutti?

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Differenze

1. La passione e l'ossessione

Mia&Seb

Come fossero su binari destinati a non incontrarsi mai, i due film di Chazelle viaggiano sulle onde del jazz, ne celebrano le origini magiche e la natura imprevedibile, citano i grandi maestri, i loro aneddoti, danno importanza persino ad uno sgabello, ma trovano in Sebastian e in Andrew due musicisti profondamente diversi. Sebastian è attraversato da pura passione, un moto d'amore verso il jazz capace di contagiare persino la scettica Mia, ancorata (come la maggior parte di noi) ad una concezione superficiale del genere. Seb ascolta jazz in auto, contempla dispiaciuto un "sacrilego" samba-tapas bar che fu un locale amato da ogni jazzista, prova a suonare il solito pezzo sorseggiando tranquillamente del caffè. Al contrario Andrew è ossessionato dal desiderio di diventare un grande musicista.

Whiplash: Miles Teller con J.K. Simmons in una scena del film

L'impressione suggerita da Chazelle ci sembra questa: quello che Andrew prova per il il jazz non è qualcosa di pienamente puro e sincero, una dimensione pacifica di naturale realizzazione, ma solo una via per diventare qualcuno, un mezzo per elevarsi da una massa incolore e staccarsi dal fallimentare modello paterno. Quando Seb suona il piano con la leggerezza regalata dal talento (canzoni natalizie a parte), vive un'estasi epidermica e gioiosa, coinvolge, sorride, cerca e trova in Mia uno sguardo complice di quella stessa gioia. La batteria di Andrew assomiglia tanto ad un attrezzo da palestra, dove cimentarsi in un martoriante esercizio psico-fisico, tra vesciche alle mani, sangue, sudore e buone dosi di frustrazione. E se Seb riconosce se stesso e i suoi sentimenti nella musica (quando ascolta le note di Mia & Sebastian Theme), Andrew alla batteria sembra trasformarsi, alienarsi, diventare irriconoscibile persino per suo padre che lo guarda sconcertato.

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2. Il montaggio come emozione, il colore come sentimento

Whiplash: bacchette insanguinate in una scena del film

Due sequenze d'apertura agli antipodi. Whiplash si apre con un'inquadratura che spia a distanza un ragazzo solo, intento a suonare la batteria. L'ambiente è freddo, la fotografia livida, le note echeggiano nel vuoto di un corridoio deserto, almeno sino a quando Fletcher irrompe nella stanza stuzzicando Andrew. Se l'opera seconda di Chazelle si apre con un presagio di solitudine, La La Land, al contrario, dà il benvenuto della sua "City of Stars" con un grande numero corale, un trascinante piano-sequenza dove tantissime persone (giovani, anziani, asiatici, neri) condividono un miraggio (non a caso si canta del sole), sognando il successo. Whiplash è l'inferno di uno.

La La Land

La La Land il possibile paradiso di tutti. Chazelle investe i suoi film con due spiriti diversi, stati d'animo opposti, e lo fa soprattutto grazie al linguaggio cinematografico. La La Land è una visione fluida, morbida cadenzata da tanti piano-sequenza (Another Day of Sun e A Lovely Night su tutti) e immersa in una tavolozza di colori vivi, che passano dal violaceo al blu, per poi diventare (nel meraviglioso turbinio finale) un'esplosione di tecniche (dalle ombre alle miniature) che hanno fatto la storia del cinema. Whiplash è un racconto frenetico, veloce, che salta da uno spartito al dettaglio di un piatto da batteria, sfreccia da uno sguardo alla bocca di un trombettista grazie ad un montaggio convulso. Qui i colori sono lividi, dominati dal verde e dal giallognolo. Così Chazelle fa della fotografia e del montaggio due elementi espressivi e narrativi molto potenti: gioia, frustrazione, amore, umiliazione, affinità e rivalsa passano anche da loro.

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3. Spirali e parabole, distacco ed empatia

La La Land: Emma Stone e Ryan Gosling insieme nella prima immagine del film

Lasciamo per un attimo note, colori, immagini, e chiediamo aiuto alla geometria. Non agitatevi, vi spieghiamo subito. Ci sono due forme molto diverse che rappresentano bene i percorsi di Whiplash e di La La Land: la spirale e la parabola. La storia di Andrew è un avvitamento continuo, un ritorno ripetitivo e ripetuto agli stessi luoghi, alle stesse azioni, alle stesse persone. Quello che sembra un percorso di formazione e di ascesa professionale, però, è messa in scena come una lenta, ossessiva e inevitabile caduta nelle sabbie mobili, con la disperata ricerca di approvazione del suo mentore.

Whiplash: Miles Teller durante una concitatissima scena del film

Insomma, nell'algido rigore di Whiplash è molto difficile empatizzare con Andrew o con Fletcher, perché da una parte abbiamo un ragazzo antipatico, scontroso e affamato, dall'altra un maestro sprezzante e disumano, eppure efficacissimo. Se Whiplash è un chiodo fisso raccontato con smania martellante, un film che affossa personaggi e pubblico, La La Land si eleva grazie ad una spinta vitale e poetica invidiabile. Al contrario di Andrew, non innamorarsi di Mia e Seb è quasi impossibile. Trascinati dalla loro alchimia, dai loro sguardi complici e dall'ironia che li unisce, gli spettatori vivono il loro picco d'amore e assieme a loro condividono persino le scie cadenti, le dolci rimanenze che, anche a distanza di anni, accendono quei sorrisi pieni di tenerezza reciproca che chiudono il film.

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Affinità

1. Luci della ribalta

La La Land

Il palco nel mirino, il pubblico come bisogno, l'arte da trampolino. Andrew, Mia e Sebastian sono mossi dall'irresistibile richiamo delle proprie passioni-ossessioni, dal fascino di un jazz da rivitalizzare, da un grande sogno chiamato cinema. In ogni caso, dentro ognuno di loro c'è la volontà di esprimere se stessi attraverso note o parole, e prestarsi al giudizio del pubblico. Al di là di spettacoli, serate ed esibizioni, i tre ragazzi, provano a migliorarsi, scrivono e suonano anche nel privato delle loro stanze. Per Chazelle, che questa ambizione fremente la vive forse ogni giorno dentro di sé (con risultati eccelsi), l'arte è una questione di dedizione, di amore sano o di folle disperazione, ma in ogni caso un attaccamento morboso che non ammette distrazioni...

2. L'arte della rinuncia

La La Land: Emma Stone e Ryan Gosling in un momento del film

Troppo "io" per un "noi". Sembra questa l'amara morale di Damien Chazelle. Come se l' amore viscerale per l'arte renda impossibile una relazione amorosa, come se diventare qualcuno implichi rinunciare a qualcuno. Ma se Andrew mette subito le cose in chiaro con la ragazza con cui ha appena iniziato ad uscire ("voglio diventare un grande, e stando con te, non ci riuscirei"), Mia e Sebastian ci provano, quel grande amore che tutti sogniamo come una città di stelle tutte nostre, come una folla in cui scorgiamo l'eccezione, quel sentimento rassicurante e assieme destabilizzante, loro due lo trovano per poi smarrirsi.

Whiplash: Miles Teller con Melissa Benoist in una scena-

La vita fa il suo corso e ne divide i destini, mentre ognuno realizza se stesso proprio grazie allo sprone dell'altro. Quindi? Meglio privarsi di ogni illusione o smarrire il sogno? Forse, ancora una volta, la risposta è racchiusa in quel saluto finale tra Mia e Sebastian, in quel "io ti amerò sempre" che non è una frase fatta per illudersi a vicenda, ma una promessa custodita negli anni. L'amore è l'opera d'arte migliore di tutte? Probabilmente sì, ed è per questo che è capace di sopravvivere persino al tempo che passa.

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3. Duetti, duelli, occhi

Whiplash

Ci sono orchestre, persone che ballano per strada, ci sono platee più o meno gremite, e poi ci sono loro: Andrew e Fletcher da una parte, Mia e Seb dall'altra. Whiplash e La La Land sono opere di coppia, dedicate esclusivamente a due personaggi, a duetti e duelli tra persone che si incontrano e, seppur in modo diverso, sono attratte l'una dall'altra. Nelle stanze del conservatorio Shaffer, abbiamo l'allievo attratto dai metodi estremi del maestro, la strana stima reciproca tra chi riconosce l'ambizione e chi accetta di farsi vessare per diventare il migliore di tutti.

LLL

Tra le vie assolate e i set magici di Los Angeles, si muovono due ragazzi che cercano la loro strada per poi crearne una tutta loro: l'incontro magico tra anime gemelle, la stima reciproca, i sogni condivisi, lui che diventa il primo fan di lei e viceversa. Whiplash e La La Land ci presentano due coppie destinate al sacrificio, dove degli strumenti-simbolo scandiscono il ritmo dei rapporti: la batteria, strumento di percussione (e percosse) che necessita di un atto violento per produrre musica, dove uno comanda e l'altro esegue, e un pianoforte armonico vicino al quale suonare insieme di dolci speranze. E poi quel vizio, volontario oppure no, di chiudere entrambi i film con uno sguardo finale, due faccia a faccia dove gli occhi dicono tutto. In Whiplash il maestro benedice la nascita della sua creatura; in La La Land due innamorati ricordano il bello che hanno creato.

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