AmiciNemici - le avventure di Gav e Mei

2005, Animazione

Recensione AmiciNemici - le avventure di Gav e Mei (2005)

Parabola allegorica che sceglie il mondo animale per parlare di temi dalla portata universale, il film di Gisaburo Sugii pecca senz'altro nella durata, sicuramente un po' eccessiva, ma merita senz'altro una visita per la capacità, tutta nipponica, di realizzare un lungometraggio di animazione adatto a ogni età.

La fuga di Gav e Mei

Presentato in anteprima all'edizione 2007 del Future Film Festival di Bologna, AmiciNemici - Le avventure di Gav e Mei (Arashi no yoru ni) rappresenta la trasposizione cinematografica di uno dei più famosi romanzi dello scrittore giapponese Yuichi Rimura, autore di almeno 250 libri per bambini e ragazzi. A portare sul grande schermo In una notte di temporale (edito in Italia da Salani), o Stormy Night come recita il titolo inglese della pellicola, è Gisaburo Sugii, uno dei più affermati maestri dell'animazione nipponica, che ha cominciato la sua carriera alla Toei Animation per poi proseguire alla Mushi Production, firmando classici quali Astro Boy e l'anime - molto conosciuto anche nel nostro paese - Prendi il mondo e vai, tratto dal manga Touch di Adachi.

Durante uno spaventoso temporale, prima la capretta Mei e poi il lupo Gav si rifugiano in un casolare abbandonato, ma l'oscurità della notte e la violenza con cui cade la pioggia impediscono ai due animali di vedersi o di annusarsi, ma non di chiacchierare amabilmente tra loro, rivelando subito un'immediata simpatia reciproca. Solo il giorno successivo, all'appuntamento fissato nello stesso luogo per conoscersi alla luce del sole, i due protagonisti scoprono - non senza stupore - le rispettive identità e, quindi, l'appartenenza a due razze destinate inevitabilmente a contrapporsi come nemici. una in veste di predatrice, l'altra nei panni della preda. Ma il peso delle differenze, che in un primo tempo sembra farsi sentire, si attenua progressivamente dal momento in cui l'amicizia tra Gav e Mei diventa sempre più profonda, e di conseguenza anche pericolosa per i due animali. Gav e Mei sono, oltretutto, due outsider all'interno del gregge e del branco: se Mei è una capretta fin troppo intraprendente e coraggiosa rispetto ai suoi simili, Gav è invece giudicato un lupo poco feroce ed eccessivamente sensibile dal suo branco, comandato dallo spietato Giro. Costretti dai capi a fare la spia sui movimenti dei rispettivi clan, tradendo in questo modo il loro rapporto di fiducia e lealtà, Gav e Mei decidono di sfuggire alle logiche imposte dal gruppo per raggiungere un'utopica frontiera, la "foresta smeralda", dove si tramanda che lupi e caprette possano convivere insieme armoniosamente. Il viaggio però riserva ulteriori ostacoli e prove da superare per i due protagonisti: non solo la vendetta di Giro e del resto dei lupi, che inseguono il loro ex compagno fino alle vette innevate della montagna per ucciderlo, ma anche le differenze biologiche e il richiamo all'istinto che continuano a dividere in fondo i due animali. Gav, infatti, deve allontanarsi di nascosto dall'amico per procurasi il cibo necessario alla sua sopravvivenza; cibo che, al contrario di quello di Mei, deve cacciare e uccidere. Fino a che punto i sentimenti personali e la propria più intima natura possono avere la meglio sulle ancestrali leggi della natura?

Parabola allegorica che sceglie il mondo animale per parlare di temi dalla portata universale, come le dinamiche sociali all'interno di un gruppo, la tolleranza e l'accettazione della diversità e dell'altro da se, AmiciNemici - Le avventure di Gav e Mei pecca senz'altro nella durata, sicuramente un po' eccessiva, che rischia di far perdere il racconto di sintesi e di potenza della narrazione, ma che merita senz'altro una visita per la capacità, tutta nipponica, di realizzare un lungometraggio di animazione trasversale, adatto a ogni età - certo in questo caso il pubblico di riferimento è quello più giovane - ma apprezzabile anche da uno spettatore adulto, in virtù di mirabili colori pastello e di un disegno raffinato e dettagliato, soprattutto negli scenari, che al cinema acquista un respiro decisamente più ampio.

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