I Robinson - Una famiglia spaziale

2007, Animazione

Recensione I Robinson - Una famiglia spaziale (2007)

'I Robinson' è un prodotto di buon livello nel suo campo, sicuramente più appetibile di altri lavori recenti che portavano il marchio del colosso americano dell'animazione e che ci lascia la speranza di vedere presto nuovi capolavori firmati Disney.

La Disney guarda al futuro

Forte dei tre anni di lavorazione, arriva nei cinema italiani il nuovo esperimento in 3D della Walt Disney Pictures, dal titolo I Robinson - Una famiglia spaziale, presentato in USA in 600 sale con il sistema di proiezione Disney Digital 3D, lo stesso usato l'autunno scorso per l'edizione rimasterizzata di Nightmare Before Christmas.
Tratto dal romanzo illustrato di William Joyce dal titolo A Day with Wilbur Robinson, che ritrae una famiglia di inventori bizzarri e sognatori, I Robinson racconta la storia del piccolo Lewis, che allo scopo di ritrovare la sua famiglia mai conosciuta inventa lo Scanner Mnemonico per poter vedere nel passato. Catapultato nel futuro, Lewis incontra Wilbur Robinson, un ragazzo misterioso che gli farà conoscere gli eccentrici Robinson e gli farà scoprire numerosi segreti che metteranno in luce le sue potenzialità. Rimbalzando da un luogo all'altro, e da un tempo all'altro, ed incontrando personaggi di un'eccentricità unica, Lewis si troverà ad affrontare ogni sorta di ostacolo per raggiungere il suo scopo.

I Robinsons è ricco dal punto di vista visivo e vario e creativo nelle ambientazioni, che strizzano l'occhio a molti classici del cinema, di genere e non. E' evidente la cura messa nel lavoro dal team di sessantasei animatori, coordinati da Michael Belzer, di provenienza Pixar: l'attenzione per i dettagli, dai fondali agli abiti, l'espressività dei personaggi, i movimenti fluidi e realistici, il tutto messo in scena con un livello tecnico nettamente superiore al precedente esperimento disneyano nel campo, il mediocre Chicken Little - Amici per le penne. Anche grazie ad un buon uso di effetti di luce e particellari e movimenti di camera complessi, il senso di realismo e solidità che il film di Stephen J. Anderson comunica è finalmente avvicinabile a quello degli studi che hanno già dimostrato competenza e professionalità nel settore, e rappresenta un decisivo passo in avanti per la Disney.
Di tutto rispetto anche il comparto audio del film, a partire dalla musica composta dal solito Danny Elfman, a cui si affiancano le canzoni di Rufus Wainwright e della pop star Rob Thomas, senza contare i soliti doppiatori illustri, tra cui in originale spicca Angela Bassett accompagnata da Laurie Metcalf, Adam West e dai piccoli Jordan Fry e Daniel Hansen. Diversa la situazione italiana: noi dobbiamo accontentarci dell'allenatore di calcio Serse Cosmi, di Carlo Conti, Tiberio Timperi e Francesco Venditti.

Se vogliamo trovare dei difetti al film, è nella sua ideazione che bisogna guardare, piuttosto che alla realizzazione tecnica, ad una scrittura che risente di riferimenti a volte troppo invadenti, che superano il limite della citazione e sfociano in una sensazione di già visto, soprattutto in termini di design dei personaggi. Anche il ritmo con cui la storia si dipana ha a tratti un sapore schizofrenico, alternando fasi di stasi a momenti frenetici, sicuramente più adatti al pubblico giovane cui il film si rivolge.
Nel complesso I Robinson resta un prodotto di buon livello nel suo campo, sicuramente più appetibile di altri lavori recenti che portavano il marchio del colosso americano dell'animazione e che ci lascia la speranza di vedere presto nuovi capolavori firmati Disney.

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Antonio Cuomo
Redattore
3.0 3.0
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