La colonna sonora di Into the Wild

Sonorità folk acustiche e niente grunge per l'album di Eddie Vedder, soundtrack ideale per il film di Sean Penn.

Benedetta Palombi

Eddie Vedder si scrolla di dosso un po' di grunge e tira fuori la sua vena più folk. Lo fa nel primo album solista Into the Wild, colonna sonora dell'omonimo film diretto dall' amico Sean Penn.

Into the Wild è la storia vera di Christopher McCandless, un giovane che, finito il college, abbandona la sua vita agiata per intraprendere un epico viaggio attraverso gli Stati Uniti. Finirà i suoi giorni due anni dopo, in mezzo ai ghiacci incontaminati dell'Alaska. Il contributo di Vedder al film è una mezz'ora scarsa di musica concentrata in 11 brevi brani. Apparentemente la lunghezza delle canzoni può rappresentare un limite, ma in realtà Vedder riesce a comunicare un' idea, un motivo anche in un minuto o poco più. Le canzoni si legano alla storia in modo perfetto.

Dal punto di vista strumentale e melodico buona parte dell'album è una sorpresa. Vedder scrive alcune canzoni rifacendosi essenzialmente al repertorio dei Pearl Jam, da "Setting Forth" a "Far Behind", ma nell'insieme la sua musica ha un approccio molto più spoglio. Tutto si arricchisce di sonorità folk, per lo più dovute alla chitarra acustica. Nella bellissima "No Ceiling" la chitarra è sostituita dal banjo. In "Rise" fa capolino un ukulele ad accompagnare uno dei versi più emozionanti: "burning black holes in the memory".

Vedder lascia libere le influenze che non può esprimere pienamente nei dischi dei Pearl Jam. Con la sua voce calda e vibrante riesce a toccare le corde emozionali più profonde anche quando canta canzoni che non ha scritto come "Hard Sun" e "Society". La prima è una cover di un brano del cantautore canadese Indio (pseudonimo di Gordon Peterson), scelta per i trailers del film proprio per il testo e per la sua musica che suona come un inno, con tanto di coro. "There's a big, a big hard sun/Beating on the big people/In the big, hard world". Queste parole catturano l'essenza del viaggio di McCandless e la sua opinione sulla società. "Society" rientra nei canoni tipici dell'album con un motivo di chitarra acustica. "I think I need to find a bigger place/Cause when you have/More than you think/You need more space". Ancora una volta le parole sembrano uscire dalla bocca di McCandless.

La brevità di questo album contribuisce a creare un totale effetto di calma. Alcuni aspetti possono sconcertare molti ascoltatori. Chi cerca un nuovo album dei Pearl Jam non lo troverà. In ogni modo Eddie Vedder riesce ad esprimere il senso di Into the Wild in modo perfetto.

La colonna sonora di Into the Wild
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