No Problem

2008, Commedia

Recensione No Problem (2008)

Poco cambia nella forma e nella sostanza rispetto al passato ma stavolta Salemme ha puntato molto furbescamente su un co-protagonista d'eccezione che risponde al nome di Sergio Rubini.

L'Italietta secondo Salemme

Arturo Cremisi (Vincenzo Salemme) è un papà affettuoso, ma solo nella finzione. E' infatti il protagonista della fiction di successo Un bambino a metà insieme al suo giovane collega Federico, il bambino che interpreta il ruolo del figlioletto. Ha solo sei anni ma mentre sul set appare indifeso e triste, nella vita reale è oltremodo saccente e presuntuoso, ma quel che è più grave sta facendo di tutto per fare le scarpe ad Arturo in nome della popolarità. Al fianco dei due attori si danno battaglia l'apprensiva mamma del bambino, Barbara (Iaia Forte), innamorata di Arturo e decisa a riconquistarlo con ogni mezzo, e Enrico Pignataro (Sergio Rubini) grande amico e manager dell'attore, uno che litiga con la lingua italiana e ad ogni difficoltà ama controbattere con un "No problem!". Dopo una dura giornata di riprese negli studi televisivi Arturo incontra il piccolo Mirko, un bambino che ha da poco perso il padre vero e che ha identificato nell'amorevole protagonista della sua fiction preferita il sostituto del genitore defunto. Preoccupati di questo transfert affettivo del piccolo, sia Arturo che la giovane mamma Irene decidono di comune accordo con gli psicologi di assecondare Mirko e condurlo verso il ricongiungimento con la realtà. Il problema è che la mente diabolica di Pignataro ha già architettato un piano diabolico per sfruttare l'accaduto e sbattere il suo assistito in prima pagina...

Anno nuovo, film nuovo. A dodici mesi esatti di distanza dal successo di SMS - Sotto Mentite Spoglie arriva il nuovo film da regista, sceneggiatore ed attore di Vincenzo Salemme, l'ottavo in appena dieci anni. Poco cambia nella forma e nella sostanza rispetto al passato ma stavolta Salemme ha puntato molto furbescamente su un co-protagonista d'eccezione che risponde al nome di

Giorgio Panariello e Sergio Rubini in un'immagine del film No Problem
Sergio Rubini, il miglior attore italiano in circolazione (così l'ha definito più volte durante la conferenza stampa), con il quale ha formato un irresistibile duetto comico. Le gag che vedono protagonisti i due attori insieme sulla scena sono davvero straordinarie e denotano una grande intesa professionale e personale, ma l'impressione a fine film è che sia la sceneggiatura che il resto dei personaggi manchino di quella dose di realismo e di profondità (chi ci spiega il significato del personaggio della fascinosa e prosperosa sommelier?) che in una commedia di un certo livello non dovrebbero mai venir meno. Soprattutto se tra le righe si sceglie di affrontare temi ambiziosi e se vogliamo anche interessanti come il rapporto tra realtà e fiction, tra meritocrazia e clientelismo nell'effimero mondo dello spettacolo e non ultimo il rapporto spesso problematico tra i giovani e la televisione.

Una cosa è certa, un grande attore come Vincenzo Salemme non sfigurerà mai né a teatro né al cinema ma forse, arrivato a questo punto della sua carriera, il comico napoletano dovrebbe riuscire a distinguere alla perfezione i meccanismi cinematografici da quelli teatrali e ad evitare situazioni e contaminazioni che sul grande schermo talvolta possono risultare troppo caricaturali e appesantire uno spettacolo che ha invece bisogno di tempi del tutto diversi. Un tantino ridondante e spesso ripetitivo (sia nella storia che negli sketch dei personaggi) No problem concentra nella prima parte tutte le cose migliori per poi appiattirsi di colpo finendo per assopire lo spettatore durante l'estenuante e telefonato secondo atto. La prova attoriale di mostri sacri del teatro come Anna Proclemer, Oreste Lionello e Gisella Sofio, qualche memorabile personaggio di contorno (vedi le tre truccatrici di Salemme o il badante Ronnie) e la grande personalità di Salemme, Rubini e Giorgio Panariello (un attore poliedrico che ovunque lo metti sta bene) salvano il film dalla noia totale portandolo qualitativamente al di sopra degli ultimi lavori del regista partenopeo. Chi lo ama, lo segua, non resterà deluso.

Recensione No Problem (2008)
Luciana Morelli
Redattore
3.0 3.0
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