La vita è una cosa meravigliosa

2010, Commedia

Recensione La vita è una cosa meravigliosa (2010)

Nonostante la serietà del tema trattato e la gravità della scottante questione delle intercettazioni telefoniche, che pesanti strascichi ha lasciato e lascia tuttora nell'attualità politico-finanziario-istituzionale del nostro paese, i Vanzina decidono di trattare l'argomento con tanta (forse troppa) leggerezza e realizzano una commedia degli equivoci come tante altre.

L'Italia è un inciucio meraviglioso

In un momento di crisi globale in cui il nostro paese si ritrova coinvolto ecco che i fratelli Vanzina non si lascano scappare l'occasione di ficcare il dito nella piaga raccontandoci vizi, difetti e 'arrangiamenti' degli italiani bene in maniera scanzonata e leggera (anche troppo), certamente lontana dalla cialtroneria dei film di Natale e di Ferragosto.
Tutto gira interamente intorno alle intercettazioni telefoniche con cui la polizia sta tenendo sotto controllo alcuni politici e finanzieri un po' sospetti. Ogni giorno Cesare (Brignano), poliziotto romano addetto agli 'ascolti', si intrufola nelle vite degli altri per cercare di scoprire illeciti nello svoglimento delle mansioni di uomini importanti che svolgono ruoli cruciali nell'amministrazione, nella finanza e nella politica. Dopo un'intercettazione che lo fa uscire fuori di testa per aver scoperto il coinvolgimento della sua fidanzata in un traffico di escort, Cesare viene spostato sul campo o meglio chiuso in un camioncino 'spia' sotto casa di Antonio (Salemme), uomo molto influente ma succube di una moglie e di una figlia troppo snob e anaffettive nonchè presidente di un importante gruppo bancario. Ogni giorno politici e imprenditori gli fanno pressioni e richieste di finanziamento per mettere in pratica i loro impicci e tra i pezzi grossi che Antonio si trova a rimpinzare c'è anche il viscido ed egocentrico titolare della clinica privata in cui lavora_ Claudio (Proietti), chirurgo sposato con l'affascinante ma gelosissima _Elena (Brilli). Claudio ce la mette tutta, e ce ne vuole tanta di pazienza, per accontentare suo figlio, il classico ragazzo ricco e nullafacente che nelle aule dell'Università fa solo la comparsa. Anche lo stimato chirurgo verrà suo malgrado travolto dallo scandalo delle intercettazioni come la bella Laura (Ranieri), una massaggiatrice che si innamora di Cesare pensando che sia stato il destino a farglielo incontrare quando invece la scintilla è solo frutto dell'ennesima intercettazione curiosona del simpatico poliziotto...

Emanuele Bosi in una scena del film La vita è una cosa meravigliosa
Eh sì, avete capito bene, La vita è una cosa meravigliosa, il nuovo film dei Vanzina, è una commedia corale sul presente drammatico dell'Italia, quella delle intercettazioni telefoniche che hanno monopolizzato le prime pagine dei giornali e i servizi dei tg negli ultimi mesi, quella dei falsi perbenismi, dello scambio di favori tramite traffici di mazzette e di escort, della corruzione morale di politica e finanza, e in scala minore quella del ricorso alla chirurgia plastica, della malasanità, degli aiutini, dei favoretti e delle raccomandazioni. Con ambizioni diverse ma risultati non di più alto livello rispetto ai vari cinepanettoni e cinecocomeri, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina dichiarano, senza timore reverenziale, di aver preso ispirazione per il titolo da La vita è meravigliosa di Frank Capra e L'amore è una cosa meravigliosa di Henry King, per il metodo narrativo dai film di Alejandro Gonzàlez Iñarritu e per la storia da Le vite degli altri, splendido lungometraggio d'esordio di Florian Henckel-Donnersmarck (vincitore dell'Oscar nel 2007 come Miglior Film Straniero) ambientato nell'ex DDR che narrava di un capitano della Stasi incaricato di spiare la vita di un celebre scrittore di teatro.

Nonostante la serietà del tema trattato dalla pellicola di cui sopra e la gravità della scottante questione delle intercettazioni telefoniche, che pesanti strascichi ha lasciato e lascia tuttora nell'attualità politico-finanziario-istituzionale del nostro paese, i Vanzina decidono di trattare l'argomento con tanta (forse troppa) leggerezza e realizzano una commedia degli equivoci come tante altre, che nonostante sia stata definita dagli stessi autori come 'ottimista' a noi è sembrata più che altro la solita solfa festiva che finisce a tarallucci e vino. Ciliegina sulla torta il tema dell'immigrazione e dell'integrazione razziale a sottolineare come la nostra società sia oggi più che in passato divisa in classi.

Virginie Marsan in una scena de La vita è una cosa meravigliosa
Poggiandosi sull'irresistibile e prorompente comicità istrionica di Gigi Proietti, sulla bravura di alcuni tra caratteristi più in gamba del nostro teatro popolare come Vincenzo Salemme ed Enrico Brignano e su alcune brillanti invenzioni di sketch, i fratelli più famosi della commedia all'italiana confezionano un film tutto sommato scorrevole che strappa più di una risata ma lungi dal riuscire a sollevare il morale o ad alleviare la sensazione di asfissia causata da una crisi socio-economica che pesa come un macigno sulle teste degli italiani. Prese singolarmente, le loro interpretazioni risultano molto divertenti ma nel complesso non appaiono ben amalgamate all'interno di una sceneggiatura piuttosto squilibrata, assai forte nei personaggi principali ma veramente troppo debole per quel che riguarda i personaggi di contorno più giovani, che dovrebbero rappresentare il futuro di questo paese, insulsi e antipatici come raramente li abbiamo visti.

Un quadretto non proprio rassicurante che i Vanzina cercano invano di alleggerire con un happy-end consolatorio e poco convincente: dei tre personaggi principali nel finale esce fuori il buon senso e l'onestà di fondo, i tre giustificano infatti il loro operato dal punto di vista di chi si trova 'immischiato' non per proprio fine ma in quanto meccanismo facente parte di un ingranaggio ormai avviato e che non si può più fermare. Le intenzioni di alleggerire la tensione erano buone ma purtroppo risultano disattese, il finale sbrigativo è troppo buonista e retorico per passarla liscia, non si può raffigurare in maniera così tanto burlesca un'Italia in cui siamo arrivati al punto di perdonare o giustificare quasi tutto e pretendere che, in questo momento, la gente ci rida pure sopra. La verità è che in quest'Italia allo sfacelo la vita non è proprio così meravigliosa come i Vanzina ci vogliono far credere.

Recensione La vita è una cosa meravigliosa (2010)
Luciana Morelli
Redattore
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