Hana & Alice

2004, Ragazzi

Recensione Hana & Alice (2004)

Dopo l'incantevole inizio, il film sembra subire una brusca frenata, diventando a tratti inutilmente prolisso e indugiando in alcuni personaggi e intermezzi non del tutto riusciti, che distolgono l'attenzione dai plot principali, rendendo frammentaria e disomogenea l'opera nel suo complesso.

L'evoluzione di un'amicizia

Come il titolo lascia intuire, Hana & Alice ruota intorno alle due ragazze del titolo e alla loro amicizia da quindicenni, seguendone l'evoluzione nel passaggio alla scuola superiore.
Il regista Shunji Iwai, autore anche della storia, dedica tutta la parte iniziale (la più riuscita del film) a descrivere la forte amicizia tra le due ragazze, con sequenze sognanti tratteggiate con grande eleganza stilistica e delicata armonia, immergendo lo spettatore nel loro mondo fatti di fantasie e tormentoni da ragazzini.
Solo successivamente concentra l'attenzione alternativamente su Hana, seguendo l'inizio del suo rapporto con Masashi e la ragnatela di bugie che intesse per instaurare e mantenere un legame con lui, e poi su Alice e l'avvio dei suoi primi provini come modella.

Dopo l'incantevole inizio, solo raramente le due ragazze appariranno insieme su schermo, come conseguenza della variazione nel loro rapporto, preannunciato e sottolineato da Hana quando dice ad Alice che arrivate alla scuola superiore non è più necessario che siano sempre insieme.
Ed così come il rapporto tra le due ragazze, anche il film sembra subire una brusca frenata, diventando a tratti inutilmente prolisso e indugiando in alcuni personaggi e intermezzi non del tutto riusciti, che distolgono l'attenzione dai plot principali, rendendo frammentaria e disomogenea l'opera nel suo complesso.
Solo nel finale Iwai sembra ritrovare il bandolo della matassa, ricomponendo il disegno iniziale e chiudendo il film in modo appropriato, anche se troppo tardi per poter guadagnare più di una sufficienza abbondante per il suo lavoro.

Brave entrambe le attrici protagoniste, ma tra le due spicca nettamente Yuu Aoi che impersona con efficacia e padronanza Alice, personaggio più misurato e sottile della coetanea Hana, e sicuramente più difficile da interpretare.
Iwai cura molto tutto l'impianto visivo del film, prestando grandissima cura ai dettagli, rendendo vivo il mondo in cui le due amiche si muovono e costruendo diverse sequenze di grande impatto emotivo e visivo.

Un vero peccato che i 135 minuti del film non siano tutti allo stesso livello e peccato soprattutto che siano ben 135. Sperando che Iwai decida di seguire la moda dei director's cut al contrario, ci auguriamo di vedere in futuro una versione di Hana & Alice con una mezz'ora in meno.

Recensione Hana & Alice (2004)
Antonio Cuomo
Redattore
3.0 3.0
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