The Uninvited

2009, Drammatico

Recensione The Uninvited (2009)

A differenza dell'originale coreano, 'The Uninvited' ha una struttura più lineare ed accessibile per lo spettatore, che da una parte rende più agevole la visione, ma allo stesso tempo più semplice comprendere la realtà celata dietro le visioni della protagonista ed intuire il twist rivelato nel finale.

L'enigma delle due sorelle

Dopo aver attinto al Giappone nel 2002, realizzando The Ring, il remake a stelle e strisce di quello che è ormai considerato un classico del moderno horror nipponico, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald tornano a guardare ad oriente, ma spostano lo sguardo verso la Corea del Sud scegliando l'elegante Two Sisters di Kim Ji-woon, sorprendente campione d'incassi in patria.
Se l'originale raccontava la storia di Su-mi, al rientro con la sorella nella casa abitata dal padre e dalla matrigna per la quale le ragazze mostrano una forte ostilità, The Uninvited ha come protagonista Anna, interpretata dalla giovane attrice Emily Browning. Anche in questo caso facciamo conoscenza con la protagonista mentre è ancora nella clinica psichiatrica dove è stata ricoverata dopo la drammatica morte della madre in seguito ad un incendio durante la malattia terminale che la costringeva a letto, accudita dall'infermiera Rachel, ora compagna del padre.
Il ritorno a casa mette subito Anna in contrasto proprio con Rachel, che la ragazza e la sorella Alex (Arielle Kebbel) ritengono responsabile per l'incidente. Il tutto condito da orribili sogni con venature soprannaturali su quello che è realmente accaduto la notte dell'incendio.

Una scena del film The Uninvited
A differenza dell'originale coreano, The Uninvited ha una struttura più lineare ed accessibile per lo spettatore, forse più adatta al pubblico occidentale, che da una parte rende più agevole la visione, ma allo stesso tempo più semplice comprendere la realtà celata dietro le visioni della protagonista ed intuire il twist rivelato nel finale. Two Sisters era un puzzle da seguire con attenzione, stimolante e ricercato, dal ritmo lento ed insinuante; The Uninvited cede ad esigenze più commerciali ed appare un horror/thriller convenzionale che non conserva i motivi di interesse del suo predecessore orientale.
Questo non vuole dire, però, che questo remake sia tutto da buttare, quanto che ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, realizzato con spirito ed intento differenti ed in linea con gli horror che le distribuzioni italiane propongono al nostro pubblico nel periodo estivo. Non mancano infatti sequenze ben costruite dalla coppia di registi formata da Charles e Thomas Guard, che sfruttano la suggestiva ambientazione lacustre in cui il film è girato e che, seppur non originali, mantengono la tensione e l'ambiguità tra realtà e sogno, accompagnate dalla musica efficace composta da Christopher Young, autore esperto e veterano del settore per aver realizzato fin dagli anni '90 la colonna sonora di molti film di genere, da Invaders a Hellraiser, da La metà oscura a Species - Specie mortale.

Elizabeth Banks e David Strathairn in una scena del film The Uninvited
Il cast fornisce prove dignitose, dall'ambiguità della Browning nel ruolo di Anna, fino a David Strathairn ed Elizabeth Banks rispettivamente come padre e matrigna della ragazza, e si ha la sensazione che con maggior lavoro e coraggio di osare a livello di script, si sarebbe potuto ottenere un prodotto più originale, capace di mettersi in evidenza rispetto ai suoi concorrenti diretti riuscendo a miscelare con equilibrio gli elementi da dramma familiare con quelli horror/thriller.
Così com'è The Uninvited si lascia guardare dagli appassionati del genere e fornisce un primo, innocuo brivido nel calore di questa estate.

Recensione The Uninvited (2009)
Antonio Cuomo
Redattore
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