L'arte di essere non protagonisti

Il cielo di Hollywood non è fatto solo di stelle lucenti che dominano incontrastate, ma anche di bagliori improvvisi, che stanno alle loro spalle: stelle di una bellezza mitica che, pur restando spesso in ombra, quando sono chiamate in causa brillano tantissimo.

Davide Piasentini

Il cielo stellato di Hollywood illumina i nostri occhi ogni qual volta ci perdiamo in un film, che sia questo d'azione o drammatico, comico o fantastico. I protagonisti dei film restano scolpiti nella nostra memoria e le loro battute entrano a far parte del nostro linguaggio, pensando che un giorno forse anche la nostra vita potrà essere un film e noi gli affascinanti protagonisti, un po' come Humphrey Bogart e Marlon Brando, un po' come Audrey Hepburn o Grace Kelly.
Il cielo di Hollywood non è fatto solo di stelle lucenti che dominano incontrastate, ma anche di bagliori improvvisi, che stanno alle loro spalle: stelle di una bellezza mitica che, pur restando spesso in ombra, quando sono chiamate in causa brillano tantissimo.

Fra gli ingredienti per realizzare un buon film c'è anche quello di avere un grande attore/attrice non protagonista che riesca ad esaltare le qualità del suo personaggio, completando e caratterizzando la pellicola. Sono gli attori che diventano i loro stessi personaggi a incidere maggiormente e a muovere i sentimenti dello spettatore.
Se pensiamo ai grandi film che ci hanno emozionato sicuramente troveremo, accanto al protagonista, un attore non protagonista che ci ha colpito o che abbiamo trovato un personaggio molto riuscito.
L'attore non protagonista è spesso in secondo piano e può assumere i ruoli più diversi. Il suo compito è funzionale alla storia e qualche volta, se il suo ruolo è coinvolgente, potrà oscurare la presenza del protagonista tanto da diventare lui stesso la stella più brillante.

Nella storia recente del cinema americano è stata posta molta attenzione nei confronti dei personaggi secondari, diventati oramai una componente essenziale per la buona riuscita di un film. Infatti dal 1936 l'Academy Awards premia i migliori attori, maschile e femminile, non protagonisti della stagione cinematografica appena trascorsa.
E viaggiando con la memoria riscopriamo i ruoli secondari più belli e significativi della storia recente di Hollywood, lasciandoci illuminare dai bagliori di queste performances.
Come non ricordare quegli attori che sono entrati nel mito grazie alle loro interpretazioni. Come Robert De Niro per il suo ruolo del giovane Vito Corleone in Il padrino - Parte seconda, grazie al quale viene definitivamente lanciato nell'Olimpo di Hollywood. Rutger Hauer, che in Blade Runner recita la famosissima battuta : "Io ne ho...viste cose che voi umani non potreste immaginare..".
La grande intensità e simpatia del tenente Dan di Forrest Gump, interpretato dal bravissimo Gary Sinise, il gigante buono John Coffey, come la bevanda, solo scritto in modo diverso, de Il Miglio Verde, interpretato da Michael Clarke Duncan, il mitico Jim Malone, alias Sean Connery, de Gli intoccabili e il contabile Itzack Stern di Schindler's list, un Ben Kingsley davvero commovente.

Molto spesso i personaggi secondari ricoprono il ruolo del cattivo, come fa Joaquin Phoenix ne Il gladiatore, in cui diventa il tormentato imperatore Commodo, devastato dalla paura e dalla sua malvagità. Incredibile anche Edward Norton nel ruolo del giovane assassino Aaron Stampler nell'angoscioso Schegge di paura e Bob Gunton, terribile direttore della prigione di Shawshank in Le ali della libertà.
Segnati dall'ambiguità invece due personaggi tanto indecifrabili quanto affascinanti: il disturbato Jeffrey Goines, alias Brad Pitt, in L'esercito delle dodici scimmie, e il misterioso V di V per vendetta, interpretato da un'irriconoscibile Hugo Weaving.
Ci sono anche personaggi che portano all'interno di film drammatici simpatia e ironia con performance di grandissimo livello, come il ribelle Jack Nicholson in Easy Rider, il gangster pazzo Joe Pesci in Quei bravi ragazzi, Mark Wahlberg, il sergente Dignam di The departed - Il bene e il male o il meraviglioso Robin Williams, nel ruolo dello psicologo Sean Maguire, in Will Hunting - genio ribelle.
Eccezionali anche l'esplosivo Cuba Gooding Junior, alias Rod Tidwell, in Jerry Maguire, il di-vino Tomas Haden Church in Sideways e lo spassoso Philip Seymour Hoffman in ...E alla fine arriva Polly.

Anche le donne si sono rivelate splendide nel ruolo di non protagoniste esaltando il loro carisma, la loro sensualità e il loro umorismo.
Dirompenti le interpretazioni di Renée Zellweger-Ruby in Ritorno a Cold Mountain, Whoopi Goldberg in Ghost e Catherine Zeta-Jones in Chicago.
Personaggi femminili che spesso affiancano uomini problematici, difficili, che non le ripagano e che le costringono a mostrare una forza d'animo incredibile: Jennifer Connelly, moglie di John Nash in A beautiful mind, Marcia Gay Harden in Pollock e Mercedes Ruehl, compagna di Jeff Bridges in La leggenda del re pescatore.
I personaggi femminili più affascinanti della storia del cinema sono le femme fatale, quelle donne sensuali e misteriose in grado di smuovere qualsiasi uomo, in grado di far innamorare lo spettatore.
Viene subito da pensare alla sexy Cathrine Tramell, alias Sharon Stone, in Basic Instinct, capace di tenere in pugno un duro come Michael Douglas e di fargli fare quello che vuole.
Sembra quasi una dea Rachel Weisz, nel ruolo di Tessa in The Constant Gardener mentre Kim Basinger in LA Confidential mostra tutta la sua femminilità. E ancora Natalie Portman in Closer e Cate Blanchett nel ruolo di Katherine Hepburn in The Aviator.
Personaggi che esercitano un grande fascino sullo spettatore e che instaurano con esso un gioco sensoriale difficilmente descrivibile.

L'ultima tappa del nostro viaggio sono gli attori e le attrici che, grazie alle loro doti recitative, riescono sempre a caratterizzare il loro personaggio, a metterci qualcosa di loro e ad affascinarci, qualsiasi sia il loro ruolo. Sono attori che rappresentano delle garanzie di successo e che è sempre un piacere ammirare perché i loro personaggi sono sempre riusciti: artisti del non protagonismo.
Attori come Anthony Hopkins, Morgan Freeman, Brian Cox, Benicio Del Toro, Christopher Walken, Paul Giamatti, Michael Caine, Chris Cooper, Brendan Gleeson. Attrici come Judi Dench, Katie Bathes, Jodie Foster, Joan Cusack, Frances McDormand, Diane Keaton e Meryl Streep.

Alcuni di loro sono stelle di prima grandezza, alcuni di loro sono già miti del cinema ma tutti sono in grado di essere grandi pur non essendo protagonisti. Tutti in grado di splendere al momento giusto, quando il film e lo spettatore lo richiede.
Anche questo è cinema: lasciamoci illuminare dalla prima all'ultima stella perché l'emozione di vivere un film è come sognare ad occhi aperti.

L'arte di essere non protagonisti
Privacy Policy